Come gestire l’immigrazione: opinioni politiche a confronto

Come gestire l’immigrazione: opinioni politiche a confronto
da in Immigrazione, Immigrazione clandestina, Politica, Roberto Calderoli
Ultimo aggiornamento: Martedì 18/10/2016 17:05

    La gestione dell’immigrazione è un problema che richiede di essere affrontato con una certa urgenza. Di fronte alle innumerevoli tragedie che avvengono nel Mediterraneo, non si può restare a guardare e l’Italia si è spesso fatta carico di affrontare delle questioni molto scottanti sull’argomento. Sarebbe auspicabile un coinvolgimento dell’intera Unione Europea su questo problema che si fa sempre più difficile. Eppure nemmeno in Italia i vari politici riescono a trovare un unico punto di vista. Se guardiamo alle personalità più di spicco del mondo politico italiano, possiamo vedere la differenza di opinioni sulla gestione dell’immigrazione, da chi punta sull’accoglienza a chi, invece, vorrebbe mettere in campo una vera e propria lotta contro l’arrivo dei migranti sulle coste italiane.

    Secondo il Premier Matteo Renzi, la questione dell’immigrazione non riguarda solo l’Italia, ma tutta l’Europa. Il nostro Paese non dovrebbe essere lasciato solo nell’affrontare la questione della frontiera a Sud dell’Europa, il Mediterraneo.

    Laura Boldrini ritiene che l’Unione Europea dovrebbe avere una gestione armonica sull’immigrazione. La presidente della Camera avverte che c’è bisogno di più politica, perché è necessario lavorare su tutti i tavoli.

    Silvio Berlusconi ha detto che bisogna limitare le accuse e le contrapposizioni. Ha riferito che, di fronte alle tragedie che avvengono nel Mediterraneo, bisognerebbe costituire un tavolo con tutti i protagonisti dei governi passati e presenti, in modo che ognuno possa apportare le proprie esperienze.

    Matteo Salvini ha da sempre riservato una posizione molto dura nei confronti dell’immigrazione in Italia. In qualche occasione ha parlato dell’organizzazione di veri e propri blocchi navali e di identificare gli immigrati clandestini e i rifugiati. Matteo Salvini ha chiesto un blocco navale internazionale, specialmente davanti alle coste libiche, con l’intervento della Guardia Costiera e Militare per difendere i nostri confini.

    Daniela Santanché ha proposto come soluzione per la gestione dell’immigrazione la possibilità che l’Areonautica italiana e la Marina Militare si attrezzino per affondare i barconi pronti a partire e che si adoperino per fare centri di accoglienza sulle coste africane.

    Roberto Calderoli riprende i concetti tipici di Salvini, proponendo il blocco navale davanti alle coste della Libia, creando in Africa dei campi per accogliere e curare i bisognosi, luoghi per verificare in maniera preventiva chi ha veramente diritto all’asilo politico in Italia.

    Il governatore della Sicilia Rosario Crocetta vorrebbe che l’Europa passasse ai fatti e che finissero i proclami. Secondo Crocetta servirebbe un vertice urgente dei capi di Stato dell’Unione Europea in Sicilia, per stabilire una nuova convenzione sull’immigrazione e sul diritto d’asilo dei rifugiati.

    Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione Affari Esteri del Senato, ha proposto di arrivare a poter dialogare con un governo che dia la possibilità di parlare con uno Stato. In alternativa propone di autorizzare un blocco navale nelle acque libiche, attraverso una delibera dell’Onu.

    Secondo Renato Brunetta, bisognerebbe agire in modo preventivo per stroncare sulla costa i preparativi di quelli che il politico ritiene “invasione e morte”.

    Secondo Nichi Vendola, le leggi sull’immigrazione andrebbero cambiate per realismo e non per umanitarismo. Il leader di SEL ritiene che si ha un interesse ad essere accoglienti, perché gli immigrati possono salvare l’Europa che sta invecchiando. Secondo Vendola, l’ospitalità e l’accoglienza rappresentano un dovere e un interesse economico.

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