A Roma un asilo abolisce la festa del papà e della mamma, ecco perchè

A Roma un asilo abolisce la festa del papà e della mamma, ecco perchè
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    A Roma un asilo abolisce la festa del papà e della mamma, ecco perchè

    Il collegio docenti di un asilo comunale di Roma ha deciso di abolire la festa del papà e la festa della mamma con la motivazione che la famiglia cambia continuamente, ed è quindi più opportuno concentrarsi su altre ricorrenze. Intanto la decisione della maestre ha fatto infuriare i genitori che sono pronti al ricorso al Tar. L’assessore ha tenuto a precisare che la scelta è stata presa per rispettare un bimbo rimasto orfano.

    Il fatto è accaduto alla scuola dell’infanzia Contardo Ferrini, nel quartiere Trieste a Roma. La decisione di non festeggiare la festa della mamma né del papà sarebbe stata presa con una delibera del 14 ottobre. Alla base, ci sarebbe la volontà delle maestre di venire incontro ai continui cambiamenti della famiglia e, insieme, quella di evidenziare altre feste. I genitori, che lamentano di non essere stati avvisati, hanno deciso di inviare una diffida e addirittura di ricorrere al Tar per farla cancellare, chiedendo che almeno la festa della mamma venga celebrata.

    Interpellata sull’argomento Maria Laura Calamida, dirigente del complesso statale Via Mascagni che ospita anche la scuola dell’infanzia Contardo Ferrini, ha detto la sua: ”Non credo esistano i presupposti per il ricorso ai giudici. La festa di San Giuseppe è stata abolita nel 1977. Come quella della mamma o San Valentino, non è una ricorrenza religiosa o laica come il 2 giugno, ma commerciale. Non è nemmeno tra quelle raccomandate dal Miur, come la Giornata della Memoria.

    Se i docenti hanno deciso quindi di non festeggiarla non hanno infranto un obbligo, ma hanno solo deciso in maniera ponderata di non urtare la sensibilità di un bimbo che ha recentemente perso il papà”.

    Contestiamo le modalità con cui la scuola ha agito, senza metterci al corrente”, spiega la mamma di uno dei piccoli. ”Quando abbiamo chiesto spiegazioni, ci hanno risposto che la decisione era stata presa nel rispetto delle famiglie allargate e dei bimbi rimasti orfani di un genitore. Nessuno è contrario a questo principio, ma così la scuola azzera la nostra tradizione, e non troviamo giusto che bambini tra i 3 e i 5 anni vivano in questo clima”.

    Ormai si è accesa pure la polemica politica. Soprattutto per i sospetti che dietro la decisione di abolire la festa del papà ci sia un attacco alla famiglia tradizionale secondo la cosiddetta ”teoria del gender”. Barbara Saltamartini, ex NcD, annuncia un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, e Lavinia Mennuni, Consigliere comunale di Fdi-An, parla di un ”atto di sfida contro tradizioni del nostro popolo sulla pelle dei bambini”.

    L’assessore comunale alla Scuola, Paolo Masini interviene: ”Gli ideologismi fanno male: i derby dei grandi non si giocano sulla pelle dei bambini. Incontrerò i genitori e gli spiegherò che la scelta del consiglio dei docenti di annullare la festa è stata fatta per rispettare un bambino che ha perso da poco il papà”.

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