Candidati sindaco a Milano 2016: spunta l’ipotesi Berlusconi. I possibili successori di Pisapia

Per la successione a Pisapia, si apre il fronte dei candidati a sindaco di Milano: spunta l'ipotesi Berlusconi, ampia la rosa dei possibili candidati del centrosinistra.

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    Milano si prepara non solo all’Expo, ormai vicinissimo, ma anche alla corsa per la poltrona di sindaco con le elezioni amministrative del 2016 che potrebbero riservare grosse sorprese. Una su tutte, la candidatura di Silvio Berlusconi a primo cittadino, in ottima compagnia nell’ambito del centrodestra, con Matteo Salvini pronto a sedersi a Palazzo Marino. La poltrona di Giuliano Pisapia fa gola a molti: si fanno i nomi di Antonio Di Pietro, di Vittorio Sgarbi e di altre personalità della politica nostrana. Anche il centrosinistra non sta a guardare: il sindaco arancione ha confermato di non volersi ricandidare e il toto-nomi tra renziani e non è già iniziato.

    Silvio Berlusconi

    L’idea della candidatura di Berlusconi a sindaco di Milano circola da un po’ e negli ultimi giorni pare abbia iniziato a far presa all’interno di Forza Italia. Tutto è iniziato da una frase del conduttore tv Paolo Del Debbio: si saltino pure le primarie, il centrodestra candidi Berlusconi e avrà la vittoria in pugno. Da qui le indiscrezioni sono aumentate: le elezioni per il successore di Giuliano Pisapia si terranno allo scadere dei termini della sospensione dagli uffici pubblici, a seguito della condanna Mediaset per frode fiscale. Potrebbe essere l’occasione giusta non solo per rilanciare la carriera politica del leader di FI ma anche lo stesso partito, alle prese con percentuali mai così basse. Non spaventa neanche l’idea di avere un ottantenne sulla poltrona del primo cittadino nella capitale economica e finanziaria d’Italia: quello che è tutto da capire è se l’ex premier deciderà di giocarsi questa carta e se gli altri candidati del centrodestra staranno a guardare.

    Matteo Salvini

    Chi non ha mai nascosto di ambire alla poltrona di sindaco di Milano è Matteo Salvini. Il segretario leghista lanciò la sua candidatura ancora prima della rinuncia al bis di Giuliano Pisapia. “Sono a disposizione“, ha chiarito al Corriere della Sera dopo l’annuncio dell’attuale sindaco. Che Salvini conosca la città è fuori discussione: qui ha vissuto e ha iniziato la scalata ai vertici del Carroccio e qui potrebbe trovare la prima, grande consacrazione. La scelta però non è così semplice: per candidarsi a Palazzo Marino, dovrebbe rinunciare a Palazzo Chighi nella corsa contro Matteo Renzi, a meno di stabilire a priori che la permanenza sotto il Duomo possa terminare nel 2018, quando (in teoria) l’Italia sarà chiamata a votare a livello nazionale.

    Maurizio Lupi

    Nelle fila del centrodestra si è ventilato anche il nome di Maurizio Lupi. L’ex ministro delle Infrastrutture ha però rinunciato alla sua candidatura che tra l’altro sembrava contesa con il centrosinistra, quando è circolato il suo nome tra i possibili protagonisti delle primarie. Né l’uno né l’altro, ha deciso Lupi che ha fatto un deciso passo indietro, gettando un po’ nel panico il centrodestra. Così, Mariastella Gelmini ha chiarito che Lupi rimane, con Salvini, una risorsa importante per Milano, sempre se Berlusconi non decida di scendere in campo in prima persona.

    Vittorio Sgarbi

    Tra i nomi eccellenti spunta anche quello di Vittorio Sbarbi. Al momento però il critico d’arte ha rifiutato ogni offetta perché concentrato sull’Expo come ambasciatore per le Belle Arti pur lasciando aperto uno spiraglio, nel caso di una richiesta pressante. “Capisco che il panorama di eventuali candidati è davvero buio e deserto e che il mio nome sia l’unico di un certo interesse: se sarà un coro unanime a chiederlo rifletterò“, ha dichiarato.

    Antonio Di Pietro

    Antonio Di Pietro potrebbe tornare a Milano non più come magistrato ma come candidato sindaco. L’ex pm, che con Mani Pulite salì alla ribalta nazionale fino all’ingresso in politica, vorrebbe correre per la poltrona di primo cittadino con il sostegno ufficiale del M5S. In un’intervista a La Stampa ha rilanciato la sua corsa chiedendo il sostegno del movimento di Beppe Grillo che, al momento, ha risposto picche. “Ho preso atto che Giuliano Pisapia vuole lasciare, perché viene tirato per la giacchetta. Poiché con me è difficile farlo, ho pensato di propormi, per vedere chi avrebbe reagito. Il giorno dopo tutti i partiti, grillini compresi, hanno detto ‘Di Pietro no’. Mi domando perché“, ha dichiarato.

    Umberto Ambrosoli

    Il centrosinistra dovrà attendere l’esito delle primarie, come è sua prassi, per avere un candidato unico, ma la corsa è tutta aperta. Il PD di Matteo Renzi vorrebbe riprendersi Milano, sfuggita dopo la vittoria di Pisapia e della coalizione “arancione”, ma bisognerà capire chi potrebbe essere il volto vincente. Tra questi si profila il nome di Umberto Ambrosoli che è riuscito alle scorse regionali a ricompattare partiti, liste civiche e rappresentanti della società civile, pur uscendo sconfitto contro Roberto Maroni, e che piace anche al segretario.

    I ‘renziani’

    Il Partito Democratico, o meglio la sua maggioranza, potrebbe anche puntare su personalità politiche considerate “renziani” di ferro e comunque molto vicini al premier. Per questo si fanno i nomi dei deputati PD Emanuele Fiano, Ivan Scalfarotto e Lia Quartapelle, come del segretario dell’Area Metropolitana di Milano, Pietro Bussolati: tutto però è ancora da decidere anche perché ci sono altri nomi che potrebbero far convergere i voti del centrosinistra.

    Dalla giunta Pisapia

    Non si escludono poi i nomi di personalità che hanno fatto capolino sulla scena politica milanese e non solo grazie alla giunta Pisapia. Tra questi sembra favorito Pierfrancesco Majorino, assessore al Welfare e vicino alla sinistra del PD, che potrebbe ricompattare la frattura tra minoranza e maggioranza dem; ci sono poi i nomi di Pierfrancesco Maran e Cristina Tajani (ai Trasporti il primo, al Lavoro e Studio la seconda) e della vicesindaco con delega all’Urbanistica Ada Lucia De Cesaris.

    Stefano Boeri

    Nella partita potrebbe rientrare anche Stefano Boeri. L’ex assessore della giunta Pisapia, scaricato per dissici con l’attuale sindaco, ha negato una sua partecipazione alla corsa per Palazzo Marino, ma non è detta l’ultima parola: oltre a essere noto ai milanese e non solo, la sua permanenza come assessore alla Cultura ha lasciato ricordi positivi ed è vicino a Renzi.