Riforma della Rai di Renzi: così cambierà la televisione pubblica

Riforma della Rai di Renzi: così cambierà la televisione pubblica
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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 16/03/2016 09:37

    Il Presidente del Consiglio Renzi è intenzionato a varare una vera e propria riforma della Rai, che ha presentato al Consiglio dei Ministri. Secondo Renzi, riformare la Rai significa darle tutti gli strumenti necessari, affinché la televisione di Stato possa trovarsi nelle migliori condizioni per informare e intrattenere di pari passo con le più innovative aziende italiane. Ancora non è pronto un disegno di legge a questo proposito, ma la scommessa di Renzi è quella di riuscire a trovare un accordo con gli altri partiti, compreso il Movimento 5 Stelle. Vediamo quali sono tutte le novità che questa riforma porta con sé.

    Per il consiglio d’amministrazione si prevede la nomina di 7 membri: 3 saranno nominati dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro dell’Economia, 3 dalle Camere in seduta comune e uno votato dai dipendenti Rai. Per i consiglieri si pensa a persone che abbiano ciascuna una propria specializzazione, sull’informazione, sull’intrattenimento, sulla cultura, sulla fiction, ecc.

    Nella riforma dovrebbe essere incluso un amministratore delegato, un vero e proprio capo azienda che sia dotato di poteri in campo editoriale, ma anche in quello economico. L’ad farà parte integrante del consiglio d’amministrazione. Svolgerà il compito di una guida manageriale vera, il compito di un responsabile che possa decidere, avendo anche delle competenze nel campo del bilancio.

    Renzi vorrebbe dire basta anche alle reti generaliste come le conosciamo oggi, che presentano programmi molto simili nelle stesse fasce. Si vorrebbe puntare più su tre reti specializzate, una generalista, una per l’innovazione e per la sperimentazione dei nuovi linguaggi e una più culturale, che possa essere anche senza pubblicità. Si vorrebbe puntare anche sulla fiction, da esportare all’estero.

    Nello schema di Renzi alla commissione di vigilanza verrebbe attribuito soltanto un ruolo di controllore. Non avrà più la funzione di nomina del consiglio d’amministrazione e del presidente. In questo elemento ci sarebbero dei forti contrasti con il Movimento 5 Stelle, che ha presentato una proposta per l’abolizione della commissione stessa.

    Dubbi per quanto riguarda il canone. Secondo il sottosegretario alle comunicazioni Antonello Giacomelli, dovrebbe essere inserito nella bolletta elettrica, in modo che si possa ridurre l’evasione e che si possa abbassare la tassa. Renzi, invece, vorrebbe abolirlo del tutto. Resta però in questo caso il problema di come si sosterrebbe la Rai.

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