Leghisti indagati in Emilia Romagna: rubavano soldi dalla casse del partito?

Leghisti indagati in Emilia Romagna: rubavano soldi dalla casse del partito?
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    Leghisti indagati in Emilia Romagna: rubavano soldi dalla casse del partito?

    Un’altra tegola si abbatte sulla Lega Nord, già alle prese con divisioni interne dopo l’espulsione di Flavio Tosi. Secondo quanto riporta la Gazzetta di Reggio, sarebbe centinaia i rimborsi spese della Lega Nord in Emilia , e in particolare a Reggio, finite nel mirino della Guardia di Finanza, che hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 48 leghisti, tra cui anche ex appartenenti al Carroccio. Dirigenti e militanti sono ora indagati dalla Procura che contesta la cifra finale di 250mila euro con 54 capi di imputazione: in particolare il reato contestato è appropriazione indebita aggravata. Secondo la ricostruzione del pm Stefania Pigozzi, dal 2009 al 2012 sarebbero state rimborsate diverse voci senza le pezze d’appoggio o con giustificativi non congrui.

    L’inchiesta è partita dalla denuncia di Marco Lusetti, ex dirigente Lega in seguito espulso, che aveva presentato nel 2012 un esposto alla Procura: da qui sono partite le indagini delle Fiamme Gialle che hanno passato sotto la lente d’ingrandimento i documenti contestati. Lusetti, ora indagato, è stato sentito più volte dalla Procura: con lui, sono indagati tra gli altri Angelo Alessandri, ex segretario della Lega Nord Emilia, Giacomo Giovannini, nel Carroccio fino al 2012 e passato a Progetto Reggio, Gianfranco Barigazzi, ex responsabile amministrativo della Lega Emilia ed Gabriele Fossa, ex consigliere della circoscrizione ed ex segretario del Carroccio, sempre a Reggio.

    Nella lista degli indagati sono finiti anche dei militanti sotto diverse voci, dalle bollette anticipate per la sede fino ai rimborsi per il viaggio a L’Aquila in aiuto dei terremotati. Le voci più importanti sarebbero comunque attribuite ai dirigenti del movimento che avrebbero “gonfiato” o inserito voci non congrue, usando così in maniera indebita soldi del partito.

    Dalle indagini della Guardia di Finanza, sarebbero emersi giustificativi senza il timbro della Lega o una qualche intestazione che riportasse al partito; in alcuni casi mancherebbero gli stessi giustificativi o avrebbero importi diversi rispetto a quanto riportato nella descrizione. Nei prossimi giorni la Procura sentirà gli indagati e chiuderà l’indagine, decidendo se e chi rinviare a giudizio.

    Nel frattempo, dalla Lega Nord Emilia è stata emessa una nota ufficiale secondo cui si tratterebbe di una “vicenda vecchia della quale eravamo perfettamente a conoscenza e sulla quale si sta già facendo la necessaria chiarezza”. Il Carroccio, continua la nota, avrebbe già fatto tutti i controlli del caso sia a livello regionale sia con il supporto della sede federale di Milano senza trovare irregolarità.

    In riferimento ai rimborsi dei militanti, conclude il comunicato, “non c’è quindi nessuna intenzione da parte della Lega Nord di costituirsi parte civile in quanto non si ravvisa nessun danno e anzi si da massimo appoggio a tutti quei militanti, in molti casi pensionati e studenti universitari, che hanno svolto attività politica per il movimento”.

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