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Legge sulle adozioni in Italia: le novità

Legge sulle adozioni in Italia: le novità
da in Partiti politici italiani, Politica, Politici italiani, Riforme
Ultimo aggiornamento: Giovedì 22/10/2015 16:14

    A breve verrà approvato in Parlamento il disegno di legge sul «diritto alla continuità affettiva dei bambini in affido familiare». I coniugi sposati da almeno tre anni che hanno in affido temporaneo dei bambini potranno accedere alla loro adozione sfruttando una “corsia preferenziale”, ovvero forti del legame consolidato nel tempo con i piccoli a loro affidati. La scelta di approvare questo cambiamento è dovuta a una questione di tutela dei minori, che cadrebbero vittime di ulteriori situazioni di disagio se dopo anni di affido temporaneo dovessero venire adottati da un’altra famiglia.

    Al Senato è saltata l’ipotesi di adozione dei minori anche da parte dei single. E’ stato ritirato, infatti, l’emendamento sull’argomento presentato dalla senatrice del PD Francesca Puglisi. Alcuni senatori del Partito Democratico e tutto il Nuovo Centrodestra erano pronti a dare battaglia su questo tema, che faceva parte del ddl sulle adozioni, che potrebbero essere concesse anche alle famiglie affidatarie. L’estensione dell’adozione ai single rischiava di far saltare l’intesa fra i senatori.

    Anche un altro argomento scottante è oggetto di attenzione ultimamente: il ddl sulle coppie di fatto è avanzato in Parlamento. Un emendamento del Pd potrebbe costituire la svolta in merito, se dovesse raccogliere sufficiente maggioranza, e prevede che il figlio di uno dei partner possa essere almeno dato in affidamento all’altro componente della coppia con provvedimento rinnovabile ogni due anni, fino al raggiungimento della maggiore età del minore. Purtroppo però, ancora nessuna novità in tema di adozioni a quanto pare, tanto che Angelino Alfano ha dichiarato: “Il punto per noi insuperabile è quello delle adozioni. Il bambino ha il diritto ad avere un papà e una mamma: non si scherzi con i bambini”.

    Il Codice Napoleonico, tranne casi specifici, non prevedeva l’adozione di minori. Dobbiamo aspettare soltanto il primo Codice Civile italiano del 1865, per avere l’adozione di maggiorenni e per riservare ai minorenni l’istituto della tutela, per mezzo del quale gli individui caritatevoli potevano curarsi di bambini abbandonati. Un primo cambiamento si ha nel 1967 e soltanto col tempo si affermò sempre di più l’idea dell’adozione riferita ai minori. Il 29 maggio 1993 venne redatta la Convenzione per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale, nota come Convenzione dell’Aja. Al centro rimane la figura del minore, con i suoi diritti fondamentali, compreso quello di avere una famiglia. Alcuni Paesi inoltre hanno firmato accordi bilaterali, in modo da, pur non aderendo alla Convenzione dell’Aja, vedere garantiti i principi di aiuto reciproco ispirati proprio dalla Convenzione del 1993.

    La legge sulle adozioni in Italia è quella del 4 maggio 1983, numero 184, che prevede la possibilità di adottare un minore sia in ambito nazionale che in uno Stato estero facente parte della convenzione dell’Aja per la tutela dei minori o che sia un Paese per il quale l’Italia abbia stabilito un patto in materia di adozione. Gli adottanti devono possedere dei requisiti fondamentali: devono essere sposati da almeno 3 anni, non devono esserci casi di separazione neppure di fatto e devono essere idonei ad educare e istruire, oltre che in grado di mantenere i minori. Esiste anche una differenza di età tra gli adottanti e l’adottato, che deve essere compresa tra i 18 e i 45 anni. Uno dei due coniugi può avere anche una differenza superiore ai 45 anni, ma deve essere comunque inferiore ai 55. Il tribunale per i minorenni verifica tutte queste condizioni attraverso i servizi socioassistenziali degli enti locali.

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