Berlusconi assolto, ma andava con le prostitute? I motivi della sentenza

Berlusconi assolto, ma andava con le prostitute? I motivi della sentenza
da in Corte di Cassazione, Forza Italia, Magistratura, Politica, Silvio Berlusconi
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    Berlusconi assolto, ma andava con le prostitute? I motivi della sentenza

    La sentenza della Corte di Cassazione che ha confermato l’assoluzione per Silvio Berlusconi dalle accuse di prostituzione minorile e concussione nell’ambito del processo Ruby ha lasciato qualche dubbio a chi ha letto per anni di intercettazioni, bunga bunga e simili. Per lo Stato, l’ex Cavaliere è appunto definitvamente innocente da quelle accuse, ma perché è stato assolto? Abbiamo visto e sentito telefonate intercettate che non lasciano molti dubbi: allora come è possibile che si sia arrivati al terzo grado di giudizio con un’assoluzione, giunta per altro già in Appello dopo la condanna a sette anni nel primo grado?

    Il punto è che in Italia non è reato andare con delle prostituite, come abbiamo già chiarito in un precedente articolo. Nel nostro Paese sono reati azioni e comportamenti legati alla prostituzione come l’induzione, lo sfruttamento e l’avviamento, nonché la prostituzione minorile: diventa cioè reato andare con prostitute se queste sono minorenni e il cliente ne è consapevole.

    Perché ci sia reato, deve essere appurato che la vittima sia minorenne e che il cliente o “l’utilizzatore finale”, come è stato definito Berlusconi dal suo legale Niccolò Ghedini, ne sia informato e consapevole. Si spiegano così le condanne per Nicole Minetti, Lele Mora ed Emilio Fede nell’ambito del processo Ruby bis visto che erano loro a indurre le ragazze delle cene di Arcore a prostituirsi.

    Questo è il punto centrale. La Cassazione, come la Corte di Appello, ha stabilito che non vi sono prove a sufficienza che il leader di Forza Italia sapesse di avere rapporti sessuali con una minorenne e ne fosse consapevole. Il non aver dimostrato senza ogni dubbio questo fatto ha portato all’assoluzione.

    Tutto questo non significa che Berlusconi non abbia avuto rapporti sessuali a pagamento. Lo dice anche il suo legale, l’avvocato Franco Coppi, nel corso della sua requisitoria finale. “Il mio assistito non me ne vorrà, ma io non posso calarmi il velo davanti agli occhi: queste ragazze frequentavano Berlusconi e lo chiamavano quando si trovavano nei guai o avevano dei problemi”, ma l’ex premier, secondo Coppi, “non sapeva assolutamente che Ruby era minorenne, tanto è vero che nella telefonata nella quale la sente la notte tra il 27 e 28 maggio, le fa una scenata e da quel momento non la vuole più rivedere”.

    La sentenza di assoluzione ammette che ad Arcore si sono svolte cene e prostituzione a pagamento, cosa che la difesa non contesta, ma nella sentenza non si trova la prova di alcuna minaccia implicita od esplicita rivolta a Ostuni”, ha inoltre dichiarato l’avvocato davanti al collegio di giudici. L’assoluzione dal reato di concussione, infatti, verte proprio sulla mancanza di minacce implicite o esplicite al Dirigente delle Questura di Milano: secondo i giudici nulla prova che Berlusconi abbia effettivamente intimidito il dottor Ostuni, se non solo per il suo ruolo istituzionale gerarchicamente superiore.

    Il reato di prostituzione minorile non è stato dimostrato, da qui l’assoluzione. Se poi sia più o meno consono per un leader politico del centrodestra andare a prostitute, è solo una questione che attiene alla morale e alla politica su cui gli elettori hanno libera scelta.

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