Riforma della giustizia 2015: testo e cosa prevede

Già diversi mesi fa Giorgio Napolitano aveva detto che la riforma della giustizia non poteva più essere rinviata. Ecco tutti i punti del testo proposto dal Governo.

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    Non si può più rinviare la riforma della giustizia. Lo aveva chiesto anche Giorgio Napolitano. Il primo passaggio sarà quello della giustizia civile, perché, oltre a “una forte determinazione politica”, c’è prima “la consapevolezza che molti di questi problemi bloccano l’economia e mettono in pericolo la tenuta del Paese”. L’assenza della giustizia civile, la lentezza che blocca il sistema produttivo, è, dice il ministro, “una tara non più sopportabile dal Paese, un sistema costoso e non produttivo di risultati diventato insostenibile. Che dà problemi di competitività e di affidabilità internazionale e di gestione delle controversie tra privati”. In mancanza di un assetto civile corretto, “si offre alla criminalità organizzata la possibilità di offrire una ‘giustizia’ sostitutiva, una sorta di ordine alternativo. Più ancora che di una scelta politica, parlerei di una necessità irrinunciabile. Per anni sono state seguite priorità distorte”, rincara Orlando. “Il civile è il luogo dove è avvenuto il collasso, nel sostanziale disinteresse della politica e dei media”.

    Tempi ridotti per il processo civile

    Al momento, sono circa 1.200 i giorni necessari per una sentenza esecutiva: il governo punta a ridurle a un anno.

    Ridurre i procedimenti arretrati

    La mole dei procedimenti attualmente in corso (5 milioni) va ridotta sensibilmente, in primo luogo senza creare altri “tappi”, continuando la politica di velocizzazione (dal 2009 al 2013 – 700mila). Il carico di processi rallenta tutto il sistema: per cambiare serve migliorare l’efficienza per accelerare ogni tappa.

    Più tribunali specializzati

    L’idea è quella quindi di rimettere mano ai tribunali specializzati che hanno avuto un bilancio ancora a metà, ma la strada da seguire rimarrà la stessa, con un rafforzamento degli stessi: si pensa alla creazione di tribunali di famiglia e di diritti della persona al posto dei tribunali di famiglia, e tribunali per le imprese.

    Meno politica interna per le toghe

    L’obiettivo è chiaro ed è quello di limitare il peso delle correnti politiche all’interno del Csm, che entrano in funzione quando si assegnano incarichi direttivi strategici.

    Separazione delle funzioni

    Il Csm dovrà scindere le due competenze, separando la funzione di nomina da quella disciplinare.

    Responsabilità dei magistrati

    Meno protezione per i magistrati che sbagliano con errori solo colpevoli: è stato studiato un sistema che possa alzare la rivalsa dello Stato, unico a pagare il risarcimento, sullo stipendio del magistrato e una maggiore facilità di portare a giudizio le toghe che sbagliano.

    Illeciti disciplinari uguali per tutti

    Gli stessi provvedimenti disciplinari saranno estesi a Tar, Consiglio di Stato e Corte dei Conti, come già per il civile e il penale.

    Reati economico-finanziari

    Verrano aumentati i reati dei “colletti bianchi”, riportando il penale societario, creando leggi ad hoc per il reato di autoriciclaggio, più gravi le pene per il falso in bilancio e per l’associazioni mafiosa, concussione e corruzione ampliata.

    Penale internazionale

    Per il procedimento penale l’obiettivo è di coordinarlo con le norme internazionali, per il riconoscimento delle sentenze e le estradizioni.

    Intercettazioni

    Si potranno pubblicare solo quelle degli indagati, andando a coniugare il diritto della privacy di chi non è coinvolto nel reato ma viene intercettato, con la necessità delle operazioni di polizia.

    Nuova geografia

    Maggiore efficienza: è la linea guida per la riforma materiale del governo che punta ad adeguare i vecchi distretti giudiziari alla realtà, sia per numero che per territorio.

    Informatizzazione

    Tutte le comunicazioni, civili e penali, dovranno trasmigrare sull’online, eliminando pile di carta che, oltre che ingombranti, costano milioni alla macchina della giustizia.

    Dipendenti

    Si sblocca il turn over e si dà il via libera alla mobilità. L’organico è ancora carente, circa 8mila unità in meno: da qui la necessità di sbloccare le assunzioni a fronte di una migliore organizzazione ed efficienza degli uffici.