Alleanza Lega Nord e Forza Italia, le proposte di Salvini a Berlusconi

Alleanza Lega Nord e Forza Italia, le proposte di Salvini a Berlusconi
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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 11/02/2015 13:13

    Matteo Salvini lancia le sue proposte a Silvio Berlusconi per rifondare l’alleanza tra Lega Nord e Forza Italia e dare al centrodestra un nuovo slancio. Lo fa scrivendo di suo pugno al nuovo direttore de Il Foglio, Claudio Cerasa, i dieci temi fondamentali dell’agenda politica del Carroccio. La rottura del Patto del Nazareno potrebbe riavvicinare gli storici alleati e dare vita a un fronte compatto in chiave anti-Renzi, creando un programma condiviso tra il Carroccio e gli azzurri. Si passa dall’Europa al sostegno alle PMI e alla riduzione delle tasse: il punto di partenza per Salvini è che la politica economica italiana ed europea si è rivelata fallimentare e per risalire la china, anche a livello politico, sono necessarie misure choc.

    Se Matteo Renzi chiede “più Europa”, Salvini punta a “meno Europa” e soprattutto all’uscita dall’euro. “La difesa dell’euro si attua sulla pelle degli italiani“, scrive il segretario del Carroccio per cui la strada è una sola: “fuori dall’euro il prima possibile, possibilmente concordando l’uscita con i partner europei“, in modo da “riconquistare per mezzo della sovranità monetaria l’autonomia di manovra per attuare politiche anticicliche“. Il passaggio, ricorda Salvini, deve avvenire con “un’iniziativa di governo, non certo con un referendum“, come chiede il M5S.

    Il punto di forza dell’economia italiana sono le PMI ed è a loro che si rivolge la politica della Lega, spiega Salvini. La politica deve smettere di fare “l’interesse delle grandi imprese globalizzate e delocalizzate“, grazie al quale il governo Monti prima e Renzi ora ha avuto il “plauso di Confindustria”. Si deve puntare alle piccole e medie imprese, con una politica economica che preveda “forte detassazione e semplificazione normativa“. Da questo punto deriva anche l’opposizione alla riforma delle banche popolari che invece per il leader leghista potrebbero essere da modello per una futura “Banca d’ Italia statale e di proprietà popolare con un’azione dell’ istituto di emissione inalienabile e assegnata per nascita a tutti i cittadini“.

    Punto cruciale è la politica fiscale che ha bisogno di una “misura shock” come sarebbe la “flat tax“, un’unica aliquota per le tasse, ideata dalla Lega. “Un’unica aliquota molto bassa uguale per tutti, con una deduzione fissa su base familiare” che porterebbe anche a una semplificazione e velocizzazione dei controlli, “di fatto debellando l’evasione e l’ elusione, non più giustificata vista la ragionevolezza del tributo richiesto e il timore di sanzioni pesantissime“.

    Far ripartire l’economia cambiando la politica della spesa pubblica, eliminando i “tagli di spesa” e sostituendo “il sussidio alle regioni arretrate con spesa produttiva, in modo da creare lavoro vero“. Il tassello centrale è la ripresa della sovranità monetaria con l’uscita dall’euro, ma nell’attesa, Salvini propone di “creare fabbriche e coltivazioni mirate alla produzioni di beni esclusivamente importati da paesi extra Ue” e “nazionalizzare imprese strategiche e/o produttrici di beni richiesti dal mercato“.

    In recessione l’ austerità è suicida“, scrive Salvini che punta il dito contro i trattati europei come il Fiscal Compact. Si chiede quindi di dare allo Stato maggiore flessibilità di bilancio in fase economiche di recessione e con tasso di disoccupazione superiore a quella fisiologica.

    Un cavallo di battaglia della Lega di Salvini è l’abolizione della Legge Fornero e la riforma delle pensioni. Dopo il no della Consulta al referendum, il segretario torna alla carica definendo il sistema contributivo “barbaro e assurdo” e chiedendo la sua abolizione o modifiche che diano la “possibilità di andare in pensione a qualsiasi età, ovviamente con una pensione corrispondente ai contributi versati e attualizzata all’ aspettativa di vita“.

    Il trattato di apertura transatlantica, il Ttip, viene visto come un grande problema per le industrie e il comparto agricolo italiano perché “spalancherebbe la concorrenza” in un momento di difficoltà economica e con “una moneta artificialmente sopravvalutata per la nostra economia“: per il segretario leghista significa “far nuotare i nostri figli in una piscina piena di coccodrilli“.

    Frontiere chiuse e protezione delle tradizioni e autonomie locali: il programma in tema di immigrazione della Lega Nord non cambia e rimane il netto no a una politica di apertura delle frontiere. “Siamo per uno stop all’ immigrazione incontrollata in assenza di domanda di lavoro e per la valorizzazione e la responsabilizzazione degli enti locali e delle autonomie come strumento di conservazione e tutela delle diversità del nostro territorio“, chiarisce Salvini.

    Non può esserci tassa in assenza di reddito“. La Lega è dunque alla ricerca di metodi che permettano di non far pagare ai disoccupati o a chi non redditto le imposte come Irap, bollo sui risparmi, studi di settore, Imu prima casa (Tasi), acconti Iva e altro.

    Dpo il successo di Alexis Tsipras in Grecia, si è tornato a parlare dei trasferimenti fiscali dei Paesi all’Europa che per l’Italia crea la “paradossale situazione di essere uno stato in crisi e danneggiato dall’ euro e dall’ Europa ma, nonostante ciò, essere finanziatore di altri stati e dei loro creditori privati“. Per questo, la proposta leghista guarda a un “sistema dove nessuno debba pagare per altri e dove ognuno possa essere competitivo con le proprie forze“.

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