Sergio Mattarella, chi è il nuovo Presidente della Repubblica?

Sergio Mattarella, chi è il nuovo Presidente della Repubblica?
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Ultimo aggiornamento: Lunedì 02/02/2015 10:35

    Chi è Sergio Mattarella

    Sergio Mattarella è il 12esimo Presidente della Repubblica italiana, eletto alla quarta votazione con 665 voti, ma chi è di preciso? Sappiamo che è su di lui che ha puntato Matteo Renzi per avere i voti già dalla quarta votazione e unire maggioranza e minoranza dem, nonostante il parere contrario di Forza Italia, vista la storia politica di Mattarella contraria (e spesso avversa) a Silvio Berlusconi. Siciliano, è un politico di lunga data, ex DC, poi confluito nell’Ulivo e tra i fondatori del PD, ex ministro, ex vicepresidente con Massimo D’Alema e dal 2011 è giudice costituzionale di nomina parlamentare.

    La scelta di Mattarella da parte di Renzi è una via di mezzo tra una figura forse più gradita anche alla minoranza PD e i diktat di FI. È un politico (e non un tecnico), che ha attraversato la storia del Paese e ne ha scritto una parte, anche scontrandosi con Berlusconi e la svolta a destra di quello che rimaneva della DC. Se Giorgio Napolitano è noto per la sua sobrietà e pacatezza istituzionale, Mattarella ne è un perfetto successore per stile. “In confronto a lui, Arnaldo Forlani è un movimentista”, disse di lui una volta Ciriaco De Mita che lo conosceva da sempre: un’affermazione che identifica lo stile pacato ma fermo, impassibile e quasi freddo a livello umano, ma votato alla legalità e alla difesa delle istituzioni su tutto.

    Pur non essendo un ex comunista come Napolitano, è uomo del centrosinistra, anche se più di centro: non ha mai nascosto la sua avversione alla politica e alla figura dell’ex Cavaliere, quando ancora l’anti-berlusconismo non era di moda. Era il 1990 quando si dimise da ministro dell’Istruzione del governo Andreotti per non votare la fiducia alla legge Mammì. “Riteniamo che porre la fiducia per violare una direttiva comunitaria sia, in linea di principio, inammissibile”, fu la sola spiegazione, decisa e irremovibile, che diede.

    Nato a Palermo il 23 luglio del 1941, figlio di Bernardo Mattarella, più volte ministro democristiano negli anni Cinquanta e Sessanta (vicino ad Alcide De Gasperi agli albori della Repubblica), avrebbe voluto dedicarsi allo studio del diritto più che alla politica. Il 6 gennaio 1980 la sua vita viene sconvolta dall’omicidio del fratello Piersanti, allora presidente della Regione Sicilia, assassinato dalla mafia. Da allora entra direttamente in politica per combattere in prima linea la criminalità organizzata e raccogliere l’eredità del fratello e del padre.

    Nella DC fa parte della corrente dei dorotei, la stessa di Aldo Moro: entra in Parlamento nel 1983, rimanendo nella sinistra del partito nel corso della lunga carriera. Nominato ministro per i Rapporti con il Parlamento nel governo Goria prima e De Mita poi, con Andreotti diventa titolare dell’Istruzione, fino allo strappo del 1990 per il no alla legge Mammì. Tornato alla Camera nelle successive elezioni, lega il suo nome alla riforma della legge elettorale nota come Mattarellum con cui l’Italia ha eletto i suoi rappresentanti fino all’avvento del Porcellum.

    Arrivano gli anni di Tangentopoli. Mattarella, tra i pochi a non essere toccati dalle indagini, lavora per depurare la vecchia DC e fondare il Partito Popolare Italiano, opponendosi alla candidatura di Rocco Buttiglione per la segreteria e alla sua alleanza con Berlusconi. Con l’elezione di Buttiglione e la virata a destra del PPI, lascia il partito, definendo il neo segretario “el general golpista Roquito Butillone”: l’ingresso di Forza Italia nei Popolari in Europa è per lui “un incubo irrazionale”.

    Si avvicina così al progetto dell’Ulivo, diventandone una delle voci più autorevoli: con il governo D’Alema viene scelto come vicepremier, e nei successivi esecutivi D’Alema II e Amato II è ministro della Difesa. Tra i fondatori del PD, torna a sedere tra gli scranni di Montecitorio fino al 2008, quando decide di non ricandidarsi: dal 2011 è giudice costituzionale eletto dal Parlamento.

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