Consultazioni Quirinale, Renzi candida Mattarella

Consultazioni Quirinale, Renzi candida Mattarella
    Consultazioni Quirinale, Renzi candida Mattarella

    La candidatura di Sergio Mattarella da parte del PD scatena l’ira di Silvio Berlusconi. Nel corso della prima giornata di votazioni alla Camera, Forza Italia ha alzato le barriere e ora cerca di trovare una via che tenga unito il partito dopo la scelta di Matteo Renzi. Si discute del metodo, che non è piaciuto agli azzurri, tanto da mettere in crisi il Patto del Nazareno. “Non siamo stati noi a non rispettare i patti, è stato Renzi. Nulla sulla persona, che ho chiamato per spiegargli il voto di Forza Italia, ma Sergio Mattarella non è una candidatura condivisa“. Il no è netto: “Non voteremo Mattarella anche dopo la quarta votazione“, chiarisce l’ex Cavaliere. Forza Italia dunque voterà scheda bianca a oltranza, mentre si attende di capire cosa vorrà fare il NCD di Angelino Alfano. Anche l’alleato di governo non ha gradito il metodo, ma in molti all’interno del partito hanno fatto sapere che potrebbero votare per Mattarella.

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    La candidatura è stata ufficializzata a ridosso della prima votazione dal premier e segretario dem all’assemblea dei grandi elettori, votato all’unanimità dall’assemblea dei 460 grandi elettori. Elencati anche i motivi che hanno portato al nome di Mattarella, “il solo candidato del PD“, come ribadito da Renzi. “Serve un candidato dalla schiena dritta e che sappia dire di no anche a chi lo ha eletto“, sottolinea il premier.

    Da subito è arrivato il primo no di Forza Italia, conPaolo Romani, capogruppo al Senato, che parla di “una rottura sul metodo” rispetto al Patto del Nazareno: gli azzurri dovrebbero così votare scheda bianca alle prime tre votazioni, per prendere tempo e decidere se accettare Mattarella o proporre un loro candidato dalla quarta. Anche il PD dovrebbe votare scheda bianca alle prime tre votazioni. “Spero che sabato potremmo avere il nuovo Presidente della Repubblica“, spiega lo stesso Renzi.

    Sergio Mattarella è un uomo della Democrazia Cristiana che ha avuto il coraggio di dimettersi. Ci sono momenti in cui uno può dire alla propria coscienza che un ideale vale di più di una poltrona“, ha dichiarato il premier nell’illustrare i motivi della scelta. Un politico “dalla schiena dritta“, che ha combattuto la mafia e la criminalità, “uomo di legalità, della politica con P maiuscola“, ma anche “un difensore della Costituzione, che non significa imporne l’intangibilità ma essere capaci di difenderla e di valorizzare i processi di transizione“.

    Come ministro della Difesa “visse momenti difficili nella politica estera, con momenti delicati nei Balcani, gestimmo le missioni internazionali vicino a casa, ma si abolì anche il servizio militare: è un tema importante perché una delle caratteristiche richieste a un Capo dello Stato è il profilo internazionale, la condivisione con gli alleati delle scelte di fondo“, conclude.

    Su Mattarella è arrivato anche il sì di Scelta Civica e Centro Democratico, il che darebbe ai dem la maggioranza alla quarta votazione.

    SEL, che pure ha apprezzato la candidatura, voterà Luciana Castellina alle prime tre tornate, come annunciato da Nichi Vendola su Twitter; il M5S ha scelto Fernando Imposimato alle Quirinarie e gli ex pentastellati hanno dichiarato che voteranno Stefano Rodotà. Secco il no della Lega Nord con Matteo Salvini che ha definito Mattarella “l’ennesimo catto-comunista“: per il Carroccio, con Fratelli d’Italia, il candidato rimane Vittorio Feltri.

    Il primo a fare il suo nome è stato lo stesso vicesegretario del Partito Democratico, Lorenzo Guerini, nella serata di mercoledì, dopo l’incontro con FI, anche se Berlusconi avrebbe insistito su Giuliano Amato.

    Il leader del PD ha annunciato a chiare lettere: “Se tutto andrà bene, Mattarella sarà il 12esimo Presidente della Repubblica”. Per Mattarella il leader del PD sembra aver ottenuto il consenso degli elettori di SEL e degli ex parlamentari 5 Stelle. Potrebbe contare anche sull’assenso di Bersani. Resta sempre l’incognita dello scrutinio segreto. Renzi ha specificato: “Il profilo del Capo dello Stato uscito dagli incontri di ieri è quello di un garante della Costituzione, con qualità politico-economiche-parlamentari internazionali”.

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