Giancarlo Magalli Presidente della Repubblica: il conduttore Rai il più votato per il Quirinale

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    Un vero e proprio trionfo per Giancarlo Magalli, che, nell’ambito di un sondaggio lanciato dal Fatto Quotidiano sul prossimo Presidente della Repubblica, ha riportato 17.000 voti al secondo turno come probabile (o improbabile) candidato per il Quirinale. Il noto personaggio televisivo è riuscito a battere perfino Stefano Rodotà, che si è attestato a 6.000 voti di distanza. Tuttavia per Magalli non è una sorpresa, in quanto è ben consapevole che la campagna mediatica che il suo nome ha innescato attraverso questo sondaggio sta riportando dei risultati davvero incredibili.

    Contattato da un giornalista del Fatto Quotidiano, per sapere quali siano le sue impressioni riguardo a dei risultati così inaspettati, ha detto scherzosamente che al Quirinale si farà i fatti nostri. Il celebre conduttore è sicuro che i cittadini che hanno partecipato alla campagna avrebbero potuto scegliere molti altri nomi al suo posto. Secondo Magalli si tratta di una sorta di “protesta”, perché si sarebbe trattato semplicemente di esprimere l’indignazione nei confronti dell’attuale classe politica.

    Magalli ha detto: “Io sono stato scelto da tanti amici del web come volto di questa insurrezione sorridente, come ho voluto chiamarla, ma avrebbero potuto scegliere molti altri volti al posto del mio e la protesta sarebbe stata egualmente efficace, perché la faccia da mettere è, sì, importante, ma quelle che contano sono le facce da togliere”. Il conduttore è sicuro che la gente ha voluto scegliere il volto di una persona per bene e, da questo punto di vista, sottolinea che non ha assolutamente nulla da rimproverarsi.

    Anzi fa notare che proprio questa associazione tra la parola politica e il termine per bene sembrerebbe essere un’accezione più unica che rara. Ma come mai tutti hanno scelto in maniera così massiccia proprio il volto simbolico di Giancarlo Magalli come Presidente della Repubblica? Il conduttore si dà una spiegazione e dice: “Dovrebbero chiedersi gli altri perché i lettori del Fatto hanno scelto me. So che alcuni lo fanno per provocazione, ma tanti voti mi arrivano come attestato di stima”.

    Al primo turno Magalli aveva ottenuto soltanto 1.867 voti e Rodotà 17.367. Poi la campagna mediatica ha fatto la propria parte, ribaltando il risultato. Magalli ha scritto su Facebook che non si ritirerebbe mai dal ballottaggio e che non cederebbe mai i suoi voti a Rodotà.