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Come si elegge il Presidente della Repubblica italiana?

Come si elegge il Presidente della Repubblica italiana?
da in Giorgio Napolitano, Politica, Politici italiani, Presidente della Repubblica
Ultimo aggiornamento:
    Giorgio Napolitano rieletto Capo dello Stato

    Con le dimissioni di Giorgio Napolitano si è messo in moto l’iter per l’elezione del Presidente della Repubblica Italia.
    A livello ufficiale tutto inizia quando viene presentata ai Presidenti delle due Camere e al Presidente del Consiglio la lettera ufficiale delle dimissioni. A quel punto, il Presidente del Senato assume il ruolo di Presidente supplente e la Presidenza del Senato viene assunta a turno dai suoi vicepresidenti. Dal giorno in cui le dimissioni diventano ufficiali, il Presidente della Camera ha 15 giorni per convocare il Parlamento in seduta congiunta e dare inizio alle votazioni. L’Aula in cui si vota è la Camera dei Deputati, a Palazzo Montecitorio. Il Presidente dell’assemblea è proprio quello di Montecitorio.

    L’elezione del Capo dello Stato è regolata dalla Costituzione, in particolare dall’articolo 83, mentre gli articoli dall’84 al 91 identificano le caratteristiche dei candidati e le funzioni dell’inquilino del Colle.

    Questo il testo dell’articolo 83 sulle modalità di voto del Presidente della Repubblica.

    Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri.

    All’elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d’Aosta ha un solo delegato.

    L’elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell’assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta“.

    Questo vuol dire che oggi sono chiamati a votare 630 deputati, 315 senatori e i 6 senatori a vita (compreso Giorgio Napolitano), 3 delegati per 19 regioni (2 per la maggioranza, 1 per l’opposizione) e 1 delegato della Valle d’Aosta: il totale è di 1009 persone. Si vota a scrutinio segreto e a chiamata nominale: ogni elettore scrive il cognome del suo prescelto in un biglietto e lo ripone in un’urna. Lo spoglio viene effettuato dal Presidente della Camera, che legge ad alta voce i nomi dei candidati che sono stati votati.

    Per essere eletti Presidenti, con le Camere in seduta comune, nelle prime tre votazioni bastano i due terzi dei voti, mentre dalla quarta votazione ci si deve basare sulla maggioranza assoluta. Non a caso Matteo Renzi si è detto certo che al quarto scrutinio avremmo avuto il nuovo Capo dello Stato. Bisogna tenere conto dei franchi tiratori, ma i numeri sembrano dare ragione al premier. Nel caso di Giorgio Napolitano, bisogna ricordare che, in relazione al suo secondo mandato, l’elezione è avvenuta con 787 voti su 1.007 alla sesta votazione, ottenendo più del 60% dei voti richiesti.

    L’Italia costituisce un esempio particolare di Repubblica parlamentare. Il Presidente della Repubblica, infatti, non ha soltanto funzioni di rappresentanza dell’unità nazionale e della Carta Costituzionale.

    Ha anche altre funzioni molto importanti: promulga le leggi, presiede il Consiglio Superiore della Magistratura, nomina alcuni membri degli organismi istituzionali, può rinviare alle Camere un atto legislativo. Inoltre è il comandante supremo delle Forze Armate e può concedere la grazia. Viene eletto dal Parlamento in seduta comune.

    In tutto il mondo il Capo di Stato repubblicano è scelto sempre con un’elezione, che sia diretta o indiretta. Ci può essere una votazione direttamente del popolo oppure il tutto può essere affidato ad un collegio di grandi elettori, che a loro volta sono eletti dal popolo. In alternativa l’elezione è nelle mani del Parlamento, in seduta comune, quando è bicamerale, con integrazione delle autonomie territoriali. L’elezione popolare diretta o per mezzo dei grandi elettori è tipica delle repubbliche presidenziali e semipresidenziali.

    Negli Stati Uniti il Presidente è eletto da un collegio elettorale, che è composto dai rappresentanti di ogni Stato federato. Può accadere che il candidato nominato da una maggioranza di elettori del collegio non corrisponda a quello che ottiene la quantità più elevata di preferenze da parte del popolo. In Francia il Presidente viene eletto dal popolo.

    In generale nelle repubbliche parlamentari il Presidente viene eletto dal Parlamento, anche se, pure in Europa, esistono in questo senso delle eccezioni, come quelle rappresentate dal Portogallo, dall’Austria, dall’Irlanda e dall’Islanda. In Russia il Presidente è eletto con il voto diretto popolare. In Cina il Capo dello Stato viene eletto dall’assemblea nazionale del popolo, anche se di solito sono i più alti dirigenti statali, rappresentanti delle forze politiche, a scegliere il candidato.

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