Giorgio Napolitano, biografia del Presidente della Repubblica dimissionario

Giorgio Napolitano due volte presidente della Repubblica italiana. Ripercorriamone insieme la biografia e le vicende più importanti della sua carriera.

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    Giorgio Napolitano resterà una delle figure più importanti della politica contemporanea. Per ben 9 anni ha esercitato il suo mandato, rinunciando a mettere fine al suo ruolo di Capo dello Stato al termine dei primi 7 anni. Personaggio di spicco nella storia del nostro Paese, Napolitano ha intuito che non poteva lasciare l’Italia in una situazione particolarmente traballante, in cui non c’era una maggioranza assoluta. Ha portato avanti la sua funzione di presidente con una certa responsabilità, anteponendo la “cosa pubblica” a tutto il resto e svolgendo una funzione importante per un periodo di transizione, in cui il nostro Paese sta cercando di riprovare a trovare tutte le energie necessarie per ripartire verso una condizione di stabilità.

    Gli anni della giovinezza

    Giorgio Napolitano è nato il 29 giugno 1925 a Napoli. Si è laureato in Giurisprudenza alla fine del 1947 presso l’Università di Napoli. Già in quegli anni è attivo nei consigli studenteschi di facoltà ed è stato delegato al primo congresso nazionale universitario.

    Il Partito Comunista Italiano

    Fin dal 1942 fa parte di un gruppo di un giovani antifascisti, che manifesta l’adesione al Partito Comunista Italiano nel 1945. Napolitano sarà militante all’interno del partito e occuperà anche il ruolo di dirigente.

    Vicesegretario del Partito Comunista

    Dopo essere entrato nella direzione nazionale del partito, diventa coordinatore dell’ufficio di segreteria e dell’ufficio politico. Nel 1966 diventa, anche se non ufficialmente, vicesegretario del partito con Luigi Longo.

    Alla Camera dei Deputati

    Viene eletto per la prima volta alla Camera dei Deputati nel 1953 e continuerà a farne parte fino al 1996, tranne che nella quarta legislatura. E’ riconfermato sempre nella circoscrizione di Napoli. Inizialmente la sua attività parlamentare si svolge all’interno della commissione bilancio e partecipazioni statali. I temi su cui Napolitano si concentrerà maggiormente sono quelli dell’economia nazionale e dello sviluppo del Mezzogiorno. Dal 1981 al 1986 è presidente del gruppo dei deputati comunisti.

    Il matrimonio

    Nel 1959 Napolitano si sposa in Campidoglio con Clio. Si sono incontrati la prima volta a Napoli e si ritrovano a Roma a metà degli anni ’50. Qui lei svolge il praticantato da avvocato e lui è già deputato.

    La politica internazionale

    Dagli anni ’80 Napolitano comincia a impegnarsi sui problemi della politica internazionale ed europea. Svolge questo ruolo nella commissione affari esteri della Camera, ma anche come membro della delegazione italiana all’assemblea dell’Atlantico del Nord, attraverso l’organizzazione di molte iniziative politiche e culturali. Il suo interesse per la politica estera era comunque già iniziato dagli anni ’70, quando è stato promotore di parecchie conferenze all’estero, soprattutto in Gran Bretagna e in Germania e presso varie Università degli Stati Uniti.

    Ministro dell’Interno

    Dal 1989 al 1992 Napolitano è membro del Parlamento Europeo. Il 3 giugno del 1992 viene eletto presidente della Camera dei Deputati, ruolo che detiene fino all’aprile del 1994. Nella tredicesima legislatura è ministro dell’Interno e per il coordinamento della Protezione Civile nel governo Prodi dal 1996 al 1998.

    Senatore a vita

    Dal 1999 al 2004 è presidente della commissione per gli affari costituzionali del Parlamento Europeo. Il 23 settembre 2005 è proclamato senatore a vita dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

    Presidente della Repubblica

    Il 10 maggio 2006 viene eletto Presidente della Repubblica italiana con 543 voti. Ha prestato giuramento il 15 maggio del 2006. La fine del suo mandato di presidente della Repubblica coincide con il periodo successivo alle elezioni politiche del 2013.

    Il governo Prodi

    A partire dal 21 febbraio 2007, Napolitano si trova a gestire una crisi di governo. Tutto si verifica in seguito al voto contrario espresso in Senato alla relazione sulla politica estera del governo Prodi. Dopo questo fatto, nel 2008, Napolitano riceve le dimissioni dell’allora Premier Romano Prodi.

    Il mandato a Marini

    Il 30 gennaio 2008 Napolitano dà al presidente del Senato Franco Marini un mandato esplorativo. L’obiettivo è quello di trovare un consenso fra i partiti, per approntare una riforma della legge elettorale e per trovare un accordo su altre decisioni urgenti. Il tentativo, tuttavia, non riuscì.

    Il governo di Silvio Berlusconi

    L’8 maggio del 2008 affida il governo a Silvio Berlusconi, che ha ottenuto la vittoria con la sua coalizione nell’ambito delle elezioni politiche che si sono svolte lo stesso anno.

    Il governo Monti

    Nel 2011 affida l’esecutivo in mano a Mario Monti, dopo averlo nominato senatore a vita. La scelta di affidare a Monti la formazione di un nuovo governo avviene perché Berlusconi non ha più la maggioranza parlamentare alla Camera.

    Il secondo mandato

    Nel 2013 il PD risulta vincitore alle votazioni, ma in misura molto ridotta rispetto ai partiti avversari, costituiti soprattutto dal PdL e dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Napolitano decide di continuare e ricandidarsi per un secondo mandato. Per la prima volta nella storia della Repubblica un Capo dello Stato rimane in carica per due volte consecutive. Il 20 aprile del 2013, infatti, Giorgio Napolitano viene eletto nuovamente.

    Il rapporto con Grillo

    Difficili sono i rapporti fra Napolitano e Beppe Grillo. Il leader del Movimento 5 Stelle, in occasione della promulgazione del lodo Alfano, lo accusa di aver firmato una legge anticostituzionale. Inoltre Grillo critica Napolitano perché secondo lui è stato troppo accondiscendente con Berlusconi, quando quest’ultimo ha occupato il ruolo di Presidente del Consiglio.

    Il governo Renzi

    Il 17 febbraio 2014 Napolitano, dopo che Enrico Letta ha presentato le dimissioni, affida a Matteo Renzi l’incarico di formare un nuovo governo. Renzi ha sciolto la riserva il 21 febbraio, presentando i ministri scelti per il suo governo, in gran parte costituito da esponenti di diversa provenienza politica.