Berlusconi e la Lega Nord: storia di una tormentata alleanza

Silvio Berlusconi potrebbe ritentare un riavvicinamento con la Lega. L’alleanza fra i due partiti ha caratterizzato per buona parte le vicende politiche del Paese, fra avvicinamenti e separazioni.

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    Silvio Berlusconi è pronto a riformare la storica alleanza con la Lega Nord di Matteo Salvini per ricostruire il centrodestra dopo le ultime batoste elettorali di Forza Italia. Il piano dell’ex premier è chiaro da tempo. Le prime avvisaglie si erano avute con la sconfitta alle elezioni comunali dello scorso giugno: a salvare il partito è stata l’unione con la Lega che ha permesso la vittoria a Padova, con Massimo Bitonci che ha strappato il capoluogo veneto al PD dopo 10 anni. Dove Forza Italia si era presentata da sola ha perso, anche con gli uomini di punta come Alessandro Cattaneo a Pavia, salito tra i dirigenti nazionali di Forza Italia, che ha perso il ballottaggio. Le elezioni Regionali di novembre hanno confermato il dato politico: Forza Italia da sola perde voti e consensi, il Carroccio, da solo, li guadagna, arrivando a doppiare il partito di Berlusconi. In tutto questo, il centrosinistra continua a segnare punti a suo favore: per Berlusconi è ora di correre ai ripari.

    La prima alleanza

    Nel 1994, quando Forza Italia scese in campo nel panorama politico del nostro Paese, Berlusconi decise di trovare un appoggio al Nord. Al Sud era alleato con il Movimento Sociale, mentre nella parte settentrionale dell’Italia si venne a creare un’intesa proprio con la Lega dell’allora Umberto Bossi: nacque quindi il Polo delle Libertà, che portò alla vittoria nelle elezioni, anche se il rapporto fra i due partiti e i loro leader cominciò fin da subito a lanciare qualche segnale di cedimento. Berlusconi e Bossi si fanno spesso fotografare insieme, ma Bossi è chiaro fin dall’inizio, insistendo sull’opportunità che passi il federalismo. L’alleanza continua ancora per un altro periodo, nonostante la considerazione che lo stesso Bossi aveva nei confronti di Berlusconi non fosse così idilliaca. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che il leader della Lega Nord non aveva esitato a fare certe allusioni su una presunta relazione fra Berlusconi e la mafia.

    Il ribaltone

    Già dalla fine del 1994 le cose non vanno per il verso giusto e ad un certo punto la Lega decide di abbandonare la maggioranza di Centrodestra, determinando la fine del I Governo Berlusconi. Il termine “ribaltone” nacque in quel particolare contesto, proprio in riferimento a questo atteggiamento della Lega Nord. Si rompe, quindi, l’alleanza fra i due partiti. Umberto Bossi ironizza su Berlusconi, dicendo “Il piccolo tiranno è morto!” e Calderoli aggiunge che Fini e Berlusconi stavano assassinando, a proprio parere, l’economia italiana. Dal suo lato Berlusconi accusa la Lega di tradimento e insiste sull’inaffidabilità di Bossi.

    Le elezioni del 1996

    Alle elezioni del 1996 la Lega decide di presentarsi da sola e per questo il Centrodestra non ottenne la vittoria. Bossi stesso non esita a dire che Berlusconi era il portaborse di Bettino Craxi e lo definisce “Tubo vuoto qualunquista”. Nei primi anni in cui governa l’Ulivo, sia Bossi che Berlusconi sono all’opposizione, ma continuano ad odiarsi e ci sono sempre scambi di battute pungenti, che lasciano intendere come i due leader siano ormai caduti in un’inimicizia totale.

    Il riavvicinamento e la separazione

    Nelle elezioni del 2001 Berlusconi e Bossi concludono un altro accordo. Il leader della Lega Nord decide di accantonare la secessione e si impegna ad appoggiare il Governo Berlusconi. Il fatto, comunque, non ha mancato di suscitare polemiche, perché secondo ciò che è stato scritto nell’agenda del 2004 dell’ex giornalista Guglielmo Sasinini, Berlusconi avrebbe dato 70 miliardi a Umberto Bossi, per ottenerne in cambio la fedeltà. In ogni caso tutto questo dà i suoi successi ad entrambi i partiti, visto che il partito del Cavaliere riesce a restare un’intera legislatura all’esecutivo e poi, sempre insieme alla Lega, ottiene importanti risultati nel 2008. Soltanto con l’arrivo del Governo Monti, che viene appoggiato dal PdL e osteggiato dalla Lega, finisce quel rapporto armonico che si era creato negli anni precedenti. Nel frattempo Bossi esce dal panorama politico e il nuovo segretario del partito, Roberto Maroni, afferma “Con Berlusconi abbiamo chiuso”.