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Lega Nord in crisi nel Veneto: così Matteo Salvini non sarà mai il leader del Centrodestra

Lega Nord in crisi nel Veneto: così Matteo Salvini non sarà mai il leader del Centrodestra
    Lega Nord in crisi nel Veneto: così Matteo Salvini non sarà mai il leader del Centrodestra

    Il centrodestra cerca il suo leader mentre Silvio Berlusconi è fuori dai giochi e Matteo Salvini sta crescendo nei sondaggi, ma le divisioni interne alla Lega Nord in Veneto potrebbero far saltare tutti i piani. Il segretario del Carroccio potrebbe essere l’uomo giusto per rilanciare la coalizione e per questo Roberto Maroni ha invitato l’ex Cavaliere ad aprire all’unità del centrodestra, puntando proprio su Salvini. “Sta tallonando Renzi, il futuro del centrodestra passa da noi, da Salvini e dal rinnovamento”, ha ricordato il governatore della Lombardia al leader di Forza Italia, chiedendo sostegno alla Lega e al suo segretario “che sta già interpretando il futuro”. Una richiesta che cozza con quanto ribadito dall’ex premier che si vede come unico in grado di compattare il centrodestra.

    Lo ha detto chiaramente lo stesso Berlusconi nel corso della presentazione del libro di Micaela Biancofiore. Vero che ci vorrebbe qualcuno di nuovo, ma non può essere Salvini. “Umberto Bossi ha detto che ‘no, il leader deve essere Berlusconi’”, ha ricordato l’ex Cavaliere.

    I numeri però sembrano essere dalla parte del segretario leghista, quegli stessi numeri che hanno rappresentato la forza di Berlusconi. Salvini nei sondaggi ha superato Grillo nella fiducia degli italiani, secondo solo a Renzi, con Berlusconi settimo nel gradimento. È riuscito a portare la Lega dal 2%, a cui veniva dato lo scorso febbraio, al 10,8% delle intenzioni di voto di oggi, dopo l’exploit alle ultime Europee.

    Insomma, il Carroccio potrebbe essere l’arma vincente del centrodestra, ma rimangono ancora delle nubi a oscurare il futuro di Salvini e provengono dal Veneto, roccaforte del partito.

    Qui è ancora in corso uno scontro tra le diverse anime leghiste, capeggiate dal sindaco di Verona Flavio Tosi e dal collega di Padova Massimo Bitonci. In mezzo il governatore del Veneto Luca Zaia che, seppur dal lato opposto di Tosi, potrebbe avere due liste leghiste a sostegno della ricandidatura in Regione. La situazione è tale che è intervenuto lo stesso Salvini a fermare il proliferare di liste leghiste.

    Lo scontro tra Tosi e Bitonci è in corso ed è senza esclusione di colpi. Il primo cittadino di Verona aveva fatto la sua parte quando, all’epoca dell’elezione del segretario, si era messo da parte favorendo Salvini. In cambio, l’accordo prevedeva che fosse lui il candidato del Carroccio alla guida del centrodestra in caso di primarie. Invece, oggi Maroni spinge Salvini.

    A complicare le cose, c’è anche la “guerra delle Fiere” che sta imperversando in Veneto. Tutto inizia quando Tosi lancia CosmoBike, fiera internazionale della bicicletta in programma da venerdì 11 a lunedì 14 settembre 2015 a Verona, anticipando la padovana ExpoBici dal 19 al 21 settembre.

    Per tutta risposta, Bitonci ha appena confermato, insieme ai francesi di GlEvents, due nuove fiere in quel di Padova: ExpoWine ed ExpoHorse, diretti concorrenti delle più grandi fiere veronesi, il Vinitaly e FieraCavalli. La schermaglia veneta potrebbe costare molto alla Lega e potrebbe essere l’arma in più in mano a Forza Italia per spodestare Salvini dalla testa del centrodestra.

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