Matteo Renzi riforme, le promesse mantenute e non (ancora?)

Molte sono le promesse di Renzi riguardo alle riforme da attuare. Non tutti i punti comunque sono stati messi in atto.

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    Molte sono le promesse di Renzi in relazione alle riforme da portare avanti. Il Premier in questi ultimi tempi ha voluto cercare di risollevare la situazione difficile in cui versa lo Stato italiano, affermando che farà tante azioni volte al miglioramento economico e a vantaggio dei cittadini. Naturalmente in molti si chiedono se veramente il Presidente del Consiglio riuscirà a mantenere queste promesse oppure se si tratta soltanto di parole, alle quali non corrispondono i fatti. Lo stesso Renzi è consapevole di come, per attuare delle riforme vere e proprie, ci sia bisogno di molto denaro.

    In più occasioni il Premier ha ammesso che lo Stato “dovrà tirare la cinghia”. I soldi pubblici, infatti, non sono in abbondanza e bisognerà risparmiare per altri versi, se si vuole dare la possibilità allo Stato di risollevare la condizione economica piuttosto complicata, che il periodo di crisi sta comportando. Ma vediamo nello specifico quali sono tutte le promesse di Renzi e se queste, fino ad ora, sono state mantenute oppure no.

    Il Governo Renzi ha messo in atto alcune riforme, che hanno destato anche parecchie polemiche. Fra queste rientra il decreto Sblocca Italia, una legge che contiene diverse norme che riguardano i cantieri pubblici e il settore edilizio. Tra le cose da segnalare, alcune leggi che intendono accelerare i lavori di alcuni grandi cantieri. Renzi aveva promesso anche una riforma del Senato e del titolo V, il cui percorso è stato molto difficile e combattuto. Si trattava di approvare una legge costituzionale, che dovrà essere accompagnata, poi, dall’organizzazione di un referendum. Molti sono stati gli scontri sulla legge elettorale, il cosiddetto Italicum. A proposito della riforma elettorale, proprio Renzi ha tenuto un incontro con Berlusconi, che si è confermato nel segno del patto del Nazareno. Entrambi sono d’accordo su una soglia del 40%, per attribuire il premio maggioritario. Molto importante anche la riforma del lavoro, che rientra nel cosiddetto Jobs Act.

    Riforma del Senato

    Renzi ha promesso di trasformare il Senato: non avrà più 315 senatori, ma soltanto 100 (compresi quelli nominati dal Presidente della Repubblica), non eletti dai cittadini, ma soltanto delegati dalle regioni e quindi senza stipendio. Attualmente la riforma è in stallo, perché si attende la discussione del provvedimento alla Camera.

    Riforma del lavoro

    Il 22 marzo il consiglio dei ministri ha approvato il decreto firmato dal ministro Poletti. Renzi aveva detto che sarebbe partito entro marzo con la discussione parlamentare per il piano per il lavoro e chiedeva la fiducia. Si è prospettata una situazione di ritardo e, strada facendo, ci sono state alcune modifiche: ad esempio l’obbligo dell’assunzione per le aziende che superano il 20% di dipendenti precari viene sostituito con la multa.

    Riforma della Pubblica Amministrazione

    Renzi aveva promesso una riforma della Pubblica Amministrazione, per snellire le procedure e per avere uno Stato più dinamico. A tutt’oggi ci sono soltanto le linee guida di questo intendimento, ma non è stata fatta una legge a tal proposito.

    Riforma elettorale

    L’intento del governo Renzi è stato quello di puntare sulla riforma elettorale, che potesse stabilire delle linee comuni, condivise anche dagli altri partiti. Fra queste, in particolare si vuole stabilire una soglia, oltre la quale attribuire il premio di maggioranza. Il premier ha incontrato Silvio Berlusconi di recente e sembra che ancora continui a reggere il cosiddetto patto del Nazareno, con la volontà di collaborazione, per stabilire la soglia del 40%.

    Pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione

    Renzi aveva promesso che nel giro di pochi giorni si sarebbero pagati, con il loro sblocco totale, tutti i debiti della Pubblica Amministrazione, pari a 60 miliardi. L’obiettivo non è stato raggiunto del tutto, anche perché secondo Delrio ci sarebbe tempo fino alla fine dell’anno, compreso il mese di dicembre.

    Taglio dell’Irap

    E’ stato prospettato un taglio dell’Irap. In effetti questo c’è stato, perché è stato tagliato del 10%, anche se i tecnici hanno bocciato lo coperture. Fra le altre cose il taglio diventerà effettivo soltanto dal prossimo anno fiscale, all’inizio del 2015.

    Riforma della scuola

    Nelle intenzioni del governo c’era la volontà di stanziare 3,5 miliardi, per badare soprattutto alla sicurezza degli edifici scolastici. Alla fine la cifra si è ridotta a 244 milioni. Inoltre il ministro Giannini ha promesso per il 2015 l’assunzione a tempo indeterminato di quasi 150.000 docenti. I fondi sembrano esserci, ma ancora non è stata varata una legge apposita.

    Vendita delle auto blu

    L’esecutivo ha deciso per la vendita di alcune auto blu, che sono state messe all’asta. L’obiettivo era quello di risparmiare. Dubbi si sono avuti sulla quantità stessa delle vetture, perché si è parlato di 70, poi il numero è sceso a 52. Comunque non tutte le automobili messe all’asta sono state vendute.

    Piano casa

    Per la messa in atto del piano casa non era stata fissata una data precisa. Alla fine la situazione è rimasta in una fase di stallo, anche perché sono spuntate parecchie perplessità riguardo alle coperture, che potevano essere utilizzate per il raggiungimento di questo obiettivo.

    Garanzia per i giovani

    Da parte del governo sono stati promessi 1,7 miliardi, in modo da assicurare ai giovani dai 18 ai 29 anni un impiego o il proseguimento degli studi, entro quattro mesi dal conseguimento del titolo di studio. Il piano è partito, ma ad oggi sono state firmate delle convenzioni soltanto con alcune regioni.

    Riforma delle Province

    Allo scopo di risparmiare sui conti pubblici, si è detto che si sarebbe proceduto ad una riforma delle province, che avrebbe portato ad una loro totale abolizione. In realtà questo non è avvenuto, perché più che altro c’è stata una riformulazione e le province sono diventate degli enti di secondo livello. Il piano entrerà in vigore in modo specifico a partire dal 2015.

    Riforma della giustizia

    Il governo Renzi ha annunciato una “rivoluzione” nel campo della giustizia. In questo senso possiamo ricordare le nuove norme sul falso in bilancio e sulla prescrizione, le regole sulla responsabilità civile dei magistrati, che andrebbe attuata secondo il principio del “chi sbaglia paga”. Nelle intenzioni di Renzi ci sono anche il dimezzamento della pausa estiva per i tribunali e la delega al Parlamento sulle intercettazioni. Il premier aveva promesso di fare tutto entro giugno, ma ad oggi è stato approvato solo il provvedimento sull’arretrato civile. Mancano all’appello sei dei sette provvedimenti attesi. Il Senato sta ancora esaminando il punto che riguarda la responsabilità civile dei magistrati.