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Nuovo Consiglio Europeo, il Parlamento approva la commissione Junker

Nuovo Consiglio Europeo, il Parlamento approva la commissione Junker
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    Con 423 voti a favore, 209 contrari e 67 astenuti il Parlamento europeo ha eletto la nuova Commissione europea, guidata da Jean-Claude Juncker. A favore del nuovo presidente lussemburghese e della sua squadra hanno votato il PPE, il PSE e Alde (liberali): la commissione però perde 56 voti rispetto al totale dei gruppi. Il prossimo passaggio sarà la formalizzazione da parte del Consiglio Europeo in modo da permettere l’entrata in carica il 1° novembre. I nuovi Commissari Europei che guideranno la politica dell’Unione Europea, sono stati scelti dopo una lunga e faticosa trattativa, frutto di accordi tra Popolari e Socialisti. Nomi importanti e che preannunciano, nelle intenzioni di Junker, un cambiamento di rotta delle politiche europee: su tutti il francese Pierre Moscovici, ex ministro dell’Economia del governo socialista, come commissario agli Affari Economici e la conferma della nomina di Federica Mogherini ad Alto Rappresentante per la Politica Estera. Per la ministra di Matteo Renzi arriva anche il doppio ruolo di vicepresidente della Commissione: sette i nomi in totale scelti da Junker per la vicepresidenza.

    Sono onorato di vedere che la mia squadra ha ricevuto il sostegno democratico del Parlamento Europeo. Ora è tempo di mettersi subito al lavoro“, è il primo commento affidato a Twitter del nuovo presidente della commissione europea in inglese e francese.

    Il voto viene visto come “un momento storico” anche dal neo commissario Affari Economici, il francese Moscovici, che si troverà a dover rilanciare le politiche economiche europee in un braccio di ferro con la componente rigorista della commissione.

    Penso che sarà una squadra vincente. Avevo chiesto ai capi di Stato e di governo di proporre dei politici di alto livelli, in quanto i commissari non sono solo funzionari ma anche politici e si devono agire come tali”, ha spiegato Junker nella conferenza stampa di presentazione dello scorso 10 settembre. Per il presidente è tempo di “dimostrare che la Commissione può cambiare. Quello che presento oggi è una Commissione politica, dinamica ed efficace, orientata a dare all’Europa un nuovo inizio”.

    Da una parte c’è la volontà di cambiare e aprire le politiche europee a favore della crescita, come dimostra la scelta di Moscovici, uomo di Francois Hollande; dall’altra il controllo sul rigore che viene comunque garantito con la nomina del finlandese Jyrki Katainen, esponente della politica “rigorista” a vicepresidente coordinatore di tutti i principali portafogli economici e con potere di veto.

    Tra le novità sottolineate da Junker, la presenza delle donne (9 in totale) di cui 3 scelte come vicepresidenti e con dicasteri importanti, aspetto su cui ha lavorato molto.

    Ci sono nove ex-primi ministri, 19 ex ministri, sette commissari uscenti, e otto ex deputati del Parlamento europeo”, elenca il presidente, che sottolinea come “undici commissari abbiano una solidissima esperienza in materia economica e finanziaria, otto in materia di affari esteri”. Junker si sofferma sulle polemiche che hanno preceduto la nomina della Mogherini. “L’ho incontrata spesso e non sono sorpreso dalle sue qualità ma da certi commenti che hanno accompagnato la sua candidatura”, chiarisce, dicendosi “felice” della sua nomina e confermando che “parteciperà spesso ai lavori della Commissione come vicepresidente”. Prossimo passo per la conferma delle nomine il voto del Parlamento europeo nella seduta plenaria di ottobre.

    Pierre Moscovici sarà il commissario agli affari Economici, finanziari, alla Tassazione e alle dogane (gli Affari Monetari sono di competenza della Bce): francese, socialista e uno degli uomini più vicini al presidente Hollande, è definito una “colomba” in merito alle politiche economiche.

    Jyrki Katainen, finlandese e uno dei ferventi sostenitori della politica del rigore sarà il vicepresidente coordinatore di tutti i principali portafogli economici.

    Frans Timmermans, olandese, sarà il primo vicepresidente della Commissione: attuale ministro degli Esteri in Olanda, sarà il braccio destro di Junker e avrà il portafoglio per il miglioramento della normativa, le relazioni istituzionali, lo stato di diritto e la Carta dei Diritti Fondamentali.

    Federica Mogherini viene confermata alla Politica Estera, vicepresidente della commissione; il greco Dimitris Avramopoulos, ministro della Difesa ed ex sindaco di Atene, sarà il primo commissario europeo per l’Immigrazione

    Questo l’organigramma completo della nuova Commissione Europea:

    Presidente: Jean-Claude Juncker (Lussemburgo)
    Primi vicepresidenti: Frans Timmermans, responsabile per la sicurezza (Olanda) e Federica Mogherini, Alto rappresentante per la Politica estera (Italia)

    Vicepresidenti:
    Bilancio e risorse umane: Kristalina Georgieva (Bulgaria)
    Mercato digitale: Andrus Ansip (Estonia)
    Energia: Alenka Bratusek (Slovenia)
    Sociale: Valdis Dombrovskis (Lettonia)
    Lavoro, investimenti e competitività: Jyrki Katainen (Finlandia)

    Membri della commissione:
    Trasporti e turismo: Maros Sefcovic (Slovacchia)
    Economia digitale: Gunther Oettinger (Germania)
    Negoziati per l’allargamento: Johannes Hahn (Austria)
    Commercio: Cecilia Malmstrom (Svezia)
    Cooperazione internazionale e sviluppo: Neven Mimica (Croazia)
    Clima ed energia: Miguel Arias Canete (Spagna)
    Ambiente, politiche marittime e pesca: Karmenu Vella (Malta)
    Salute e sicurezza alimentare: Vytenis Andriukaitis (Lituania)
    Interno e Immigrazione: Dimitris Avramopoulos (Grecia)
    Lavoro e affari sociali e mobilità: Marianne Thyssen (Belgio)
    Economia e finanze: Pierre Moscovici (Francia)
    Aiuti umanitari e gestione delle crisi: Christos Stylianides (Cipro)
    Agricoltura e sviluppo rurale: Phil Hogan (Irlanda)
    Stabilità finanziaria: Jonathan Hill (Regno Unito)
    Mercato interno e industria: Elzbieta Bienkowska (Polonia)
    Giustizia, consumi e pari opportunità: Vera Jourová (Rep. ceca)
    Istruzione, cultura e politiche giovanili: Tibor Navracsics (Ungheria)
    Politiche regionali: Corina Cretu (Romania)
    Concorrenza: Margrethe Vestager (Danimarca)
    Ricerca, scienza e innovazione: Carlos Moedas (Portogallo).

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