Euroscettici al Parlamento europeo: sciolto il partito di Farage

Euroscettici al Parlamento europeo: sciolto il partito di Farage

    Il partito degli EuroscetticiEfdd – al Parlamento Europeo è stato sciolto e vive giorni drammatici. Il gruppo, formato a maggioranza dagli eurodeputati del partito inglese Ukip di Farage, e da quelli del Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, ha dovuto prendere la decisione dopo l’abbandono del partito da parte dell’eurodeputata lettone Iveta Grigule. Questo perchè non esistono più le condizioni necessarie alla sua esistenza. Secondo le regole del parlamento Europeo infatti, ogni gruppo deve avere rappresentanti provenienti da almeno 7 Stati membri.

    Che fine faranno i 17 eurodeputati del M5S in Parlamento? Potrebbero unirsi ai non iscritti (con il Front National di Marine Le Pen e la Lega Nord di Matteo Salvini), o cercare di riformare il gruppo con Farage facendo magari la corte a qualche eurodeputato in cerca di ‘adozione’, oppure possono decidere di aderire ad un gruppo già esistente.

    Intanto il M5S, nella persona del capogruppo Ignazio Corrao al fattoquotidiano ammette: ‘Stiamo valutando la situazione‘, e prosegue ‘ci prenderemo tutto il tempo per farlo nel migliore e più approfondito dei modi. E alla fine deciderà la rete‘.

    E’ invece più duro il commento di Farage, ceh se la prende con Schulz: ‘Schulz sarebbe un miglior presidente nel parlamento della repubblica delle banane visto che è andato ben oltre il suo mandato di presidente neutrale‘.

    Per il leader dell’Ukip, infatti, oltre il danno c’è anche la beffa: non solo Farage perde il gruppo di cui è copresidente insieme a Borrelli ma non potrà più sedersi nella prima fila dell’Aula di Strasburgo, quel posto da dove è solito arringare il popolo euroscettico da anni.

    Con le Elezioni Europee 2014, in Parlamento Europeo è avanzato il partito degli Euroscettici. L’euroscetticismo, come teoria, esiste da anni in Europa e non è una corrente di pensiero recente. Sicuramente la crisi economica di alcuni Paesi membri, aumentata dopo l’adozione della moneta unica (Euro), ha fatto aumentare anche gli elementi di critica e le proteste. Per fare chiarezza: gli euroscettici si oppongono innanzitutto al processo di integrazione politica europea, che indebolirebbe lo Stato, coinvolgendo partiti e i movimenti nazionalisti.

    Negli ultimi anni, molti esponenti politici hanno criticato, più che il processo di integrazione, l’eccessiva burocratizzazione all’interno delle istituzioni europee e l’adozione dell’Euro al posto delle monete sovrane del passato. Al tema della moneta e a quello dell’integrazione politica si aggiunge inoltre il tema dell’immigrazione. Ci sono partiti politici che vorrebbero far uscire il proprio Stato dall’Unione Europea.

    Altri partiti vorrebbero che la UE non esistesse proprio. Mentre l’Italia inizia proprio con il primo luglio 2014 il Semestre di Presidenza Europeo, una sfida notevole per il premier Matteo Renzi.

    C’è da dire che negli ultimi anni, i partiti e i movimenti euroscettici hanno già influito su importanti processi politici. Come in occasione della bocciatura nel 2005 della Costituzione Europea nei referendum che si sono svolti in Francia e nei Paesi Bassi. O come successo in Irlanda nel 2008, con l’opposizione – sempre tramite un referendum – al Trattato europeo, che doveva sostituire la Costituzione Europea già bocciata tre anni prima.

    Vediamo allora una carrellata delle maggiori proteste portate avanti contro l’Europarlamento, partendo dalle più recenti, quelle degli europarlamentari nella giornata dell’insediamento dell’Europarlamento a Strasburgo. Dopo gli esponenti dell’Ukip di Nigel Farage che hanno voltato le spalle all’orchestra durante l’Inno alla Gioia, il leghista Buonanno si è presentato indossando il burqa:

    1 luglio 2014. Per ribadire l’importanza delle radici cristiane, il parlamentare europeo Gianluca Buonanno della Lega Nord debutta a Strasburgo indossando un burqa. La Corte europea di Strasburgo per i diritti umani, ha stabilito infatti che la legge francese che impedisce di indossare il burqa non costituisce violazione della libertà di religione e non raggira il principio di privacy. La Corte ha emesso la proprio sentenza nel corso della mattinata odierna ed ha definito l’intento della normativa adottata da Parigi legittima perché intenzionata a “garantire le condizioni della vita associata”. Non è la prima volta che il politico indossa il velo, lo aveva fatto anche lo scorso dicembre, quando convocato al Tribunale di Torino per la prima udienza civile avviata contro i cartelli “anti-burqa” esposti nel comune di Varallo, aveva adottato lo stesso travestimento.

    1 luglio 2014. L’esecuzione dell’Inno alla Gioia, ovvero la nona sinfonia di Ludwig van Beethoven, che è anche l’inno dell’Europa, è stato contestato durante la prima sessione plenaria del nuovo Parlamento europeo.

    Tutti gli eurodeputati si sono alzati in piedi, tranne quelli eletti nella lista di Ukip, che quindi hanno protestato voltando le spalle all’emiciclo. Tra loro anche Nigel Farage, il leader del partito britannico anti-europeista, alleato con il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo.

    Gli europarlamentari danno spettacolo nella giornata dell’insediamento dell’europarlamento a Strasburgo. Dopo gli esponenti dell’Ukip di Nigel Farage che hanno voltato le spalle all’orchestra durante l’Inno alla Gioia, il leghista Buonanno divulga attraverso Facebook il look che ha scelto per la sua prima giornata in Europa: il burqa.

    Strasburgo: Borgezio protesta tra i 'vaffa' dei colleghi

    26 Febbraio 2014. Mario Borghezio della Lega inscenò una protesta nell’Aula di Strasburgo, scatenando la reazione dei colleghi onorevoli che lo hanno letteralmente mandato a quel Paese. I lavori vedevano il commissario europeo per l’Occupazione, László Andor, illustrare i problemi sorti nelle relazioni tra Unione europea e Svizzera dopo il referendum che chiedeva al governo di Berna di limitare l’accesso degli immigrati, anche comunitari, nel Paese. A quel punto il leghista lo ha interrotto sventolando una bandiera svizzera e gridando “Basta alla dittatura europea, sì al referendum, viva la libertà dei popoli!”. Il vicepresidente Rainer Wieland reagì alla protesta di Borghezio espellendolo dall’Aula. Il liberale irlandese Pat the Cope Gallagher, affermò: “Che coraggio mamma mia!”. A quel punto Borghezio proseguì apostrofandolo con “coniglio”, e Gallagher replicò: “Vai via stron..”. Visto che Borghezio non la finiva più di inveire, qualcuno gli ha pure urlato un bel “vaffa…”.

    4 Febbraio 2014. Quando Giorgio Napolitano fece un discorso all’Europarlamento a proposito dell’Euro, fu interrotto dalla delegazione della Lega Nord. Gli eurodeputati del Carroccio, guidati dal segretario Matteo Salvini, esposero manifesti e striscioni anti-euro con su scritto “No euro” e “Euro kills”. Alla contestazione parteciparono, oltre a Salvini (che disse “Napolitano senza vergogna, chi ancora difende questo euro che ha massacrato lavoro, stipendi e pensioni è in malafede), anche il capogruppo Lorenzo Fontana, Mario Borghezio e Mara Bizzotto, che, come Claudio Morganti ndossava una maglietta con la scritta “Napolitano non è il mio presidente”. Solo l’intervento del presidente dell’assemblea Martin Schulz permise al capo dello Stato italiano di proseguire nel suo discorso.

    19 dicembre 2013. La protesta dei sindaci della Lega Nord è stata organizzata davanti al Parlamento europeo. Con lo slogan “Pronti alla disobbedienza contro l’Europa assassina e lo Stato ladro”, quaranta fra Sindaci e Presidenti di Provincia lombardi si sono recati a Bruxelles per protestare contro le tasse dell’allora Governo Letta e i vincoli imposti dall’Europa. Fra gli altri, parteciparono alla manifestazione il Segretario Provinciale di Varese e Sindaco di Morazzone Matteo Bianchi, il Presidente della Provincia di Sondrio Massimo Sertori, il Sindaco di Adro Oscar Lancini e il Sindaco di Seregno Giacinto Mariani. In segno di protesta contro “l’omicidio dei Comuni del Nord” furono esposte nella piazza antistante il Parlamento europeo bandiere e striscioni con le scritte “No Euro” e ” Questo euro ci uccide”.

    13 dicembre 2013. Uno striscione di dieci metri per protestare contro l’Euro è apparso fuori dall’edificio che ospita il Parlamento Europeo a Strasburgo. Il vessillo fu realizzato a Pavia dal vicesegretario nazionale, vicesindaco di Pavia e Coordinatore Federale dei Giovani Padani, Matteo Mognaschi, con il coordinatore provinciale dei Giovani Padani, Jacopo Vignati, e il segretario cittadino di Pavia, Emanuele Giorgi. La protesta simbolica ha comunque avuto toni decisi: “Basta Euro” lo slogan della manifestazione, come spiega Matteo Mognaschi.

    26 novembre 2012. Centinaia di allevatori hanno protestato davanti al Parlamento Europeo a Bruxelles, a bordo dei loro trattori. Al centro della protesta dell’European Milk Board c’era l’abbandono del sistema delle quote latte e la tutela dell’intero comparto lattiero-caseario. ”Dalla Finlandia all’Italia – ha spiegato Roberto Cavaliere, responsabile nazionale latte di Copagri, giunto in Belgio con un centinaio di allevatori di Piemonte, Lombardia e Veneto – nessuno riesce a coprire i costi di produzione: ciò rende di fatto impossibile produrre latte nella Ue”. “Abbiamo voluto scatenare l’attacco al Parlamento Ue per far capire la colpevolezza che hanno nel rimanere assenti di fronte al collasso del settore lattiero-caseario europeo“.

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    Referendum costituzionale 2016

     
     
     
     
     
     
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