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Tutte le gaffe dei leghisti

Tutte le gaffe dei leghisti
da in La Zanzara, Lega Nord, Politica, Razzismo, Un Giorno da Pecora
Ultimo aggiornamento: Giovedì 18/05/2017 07:18

    Andrea Della Puppa 150x150

    Il leghista Andrea Della Puppa è nell’occhio del ciclone per le sue frasi razziste pubblicate su Facebook. In una immagine condivisa sul social network appare il suggerimento di bruciare gli immigrati, sopra un montaggio di foto con protagonisti l’ex ministro Kyenge e Hitler. In un’altra foto si legge: ‘Cosa si lancia ad uno zingaro che sta affogando? La moglie e i figli‘. Il segretario di Maserada della Lega Nord è stato raggiunto da critiche trasversali, e anche Luca Zaia, governatore del Veneto, ha condannato l’episodio e chiesto a Della Puppa di scusarsi. Nelle ore immediatamente seguenti Della Puppa ha eliminato i messaggi in questione dalla sua bacheca, e ha postato un paio di messaggi ai suoi seguaci.

    Nel primo, si sfoga (A tutti quelli che sono in queste ore perseguiti o seguiti con mannaie e fucili da altri che hanno visto i miei ultimi post….sperando non siate già stati uccisi dai seguaci che ho pericolosamente istigato, attraverso certe immagini, a uccidervi… Fatemi sapere come va, mi raccomando, cerco di salvarvi io, perchè non era quello che volevo..A chi ha spara certe cagate colossali riferendosi a me dico….” MA VA 9 MESI IN MONA DE TO MARE!!” Ecc); nel secondo prova a essere più diplomatico: Segue virgolettato il Comunicato stampa di Andrea Della Puppa. Inutile dire che non commenterò ne risponderò a nessuno. “In riferimento alle immagini pubblicate da me ieri in Facebook di cui si parla sui giornali. Certamente non sono razzista e non volevo offendere nessuno ne tanto meno istigare nessun altro. Avevo pubblicato 2 immagini, già eliminate stamattina. Se qualcuno si è sentito offeso, ne sono rammaricato e chiedo scusa. Auspico però che ora questa spiacevole situazione non voglia essere manovrata politicamente”.

    Nell’arco degli ultimi anni sono molte le gaffe e le dichiarazioni imbarazzanti proferite dai politici della Lega Nord. Ripercorriamo le più salienti.

    Nella Lega Nord l’interesse per il referendum in Scozia è stato altissimo, almeno fino al voto finale che ha visto la vittoria dei no all’indipendenza dal Regno Unito. Tale era l’attenzione che una delegazione di Giovani Padani con il consigliere della Regione Lombardia Angelo Ciocca era pronta a partire alla volta del Paese per seguire lo spoglio e festeggiare in caso di vittoria del sì. Peccato che nel comunicato stampa diffuso ai media la delegazione fosse diretta ad Amburgo (in Germania ndr) “per seguire da vicino i risultati del referendum autonomista”. Dopo circa una mezz’ora, si sono accorti dell’errore e il comunicato è stato modificato in Strasburgo, che si trova in Francia. Solo al terzo invio, è stato indicata la città giusta, cioè Edimburgo.

    Durante i lavori per la votazione sugli emendamenti alle riforme, in Aula del Senato, il presidente Pietro Grasso è stato fortemente contestato dai politici della Lega, del Movimento Cinque Stelle e di Sinistra Ecologia e Libertà. Durante i momenti concitati della bagarre in Aula, sono comparsi dei cartelli con varie frasi, su uno c’era scritto un errore grammaticale decisamente grave: ovvero qual’è scritto con l’apostrofo. Ovviamente la forma corretta è quella senza apostrofo (qual è), sebbene la pronuncia sia uguale. Si tratta infatti di un troncamento della parola quale, e la regola in questo caso non prevede alcun apostrofo.

    L’esponente del Carroccio intervenne nel 2011 al programma radiofonico “La Zanzara” di Radio 24 per commentare le motivazioni che avevano spinto il terrorista Anders Behring Breivik a compiere la strage di Oslo in Norvegia. Mario Borghezio dichiarò che quelle espresse dallo stragista di Oslo erano posizioni sicuramente condivisibili, perché “l’opposizione all’Islam, l’accusa direi esplicita all’Europa di essersi già arresa prima di combattere sono cose che pensiamo in molti”. L’europarlamentare sostenne che “Sono buone alcune delle idee espresse da Breivik al netto della violenza, in qualche caso ottime. Certo l’opposizione all’Islam. Sostenere una necessità di una forte risposta cristiana, anche in termini di crociata contro questa deriva islamista, terrorista e fondamentalista della religione islamica e di questo progetto di conquista dell’Europa e del califfato in Europa è sacrosanto“.

    Poco dopo le dichiarazini di Borghezio sulo stragista di Oslo intervenne pure l’altro esponente del Carroccio Francesco Speroni: “Le idee di Breivik sono a difesa della civiltà occidentale – disse l’allora parlamentare europeo Francesco Speroni - Se le idee sono che stiamo andando verso l’Eurabia e cose del genere, che va difesa la civiltà cristiana occidentale, sì, sono d’accordo. Sono le stesse idee di Borghezio? Pazienza, andrò anche io sui giornali. Cioè , proseguì l’europarlamentare leghista, allora condanniamo anche Oriana Fallaci? Allora condanniamo anche le idee di Magdi Allam?“.

    Mario Borghezio intervenne telefonicamente nella trasmissione “Un giorno da pecora” commentando la nomina di Cecile Kyenge a ministro dell’Integrazione dell’allora governo Letta, era un giorno di fine aprile 2013: “Mi sembra una scelta del cazzo, un elogio dell’incompetenza“, disse Borghezio. “So che è un medico oculista. Mi sembra una brava ragazza, modesta, con tutto quello che il termine modesta indica. Mi è parso che avesse l’aria di una casalinga. Un ministro dell’Integrazione dovrebbe avere grosse competenze nel diritto del lavoro, ma credo che questa scelta sia un po’ il manifesto di questo governo. Non è un problema il colore della sua pelle – aggiunse l’allora eurodeputato della Lega – ho molto simpatia per il Congo, mi ricorda la mia prima esperienza lavorativa. Ma per fare il ministro dell’Integrazione la Kyenge non ha esperienza, la vedrei piuttosto come assessore di un Comune di cinquecento persone”, poi concluse: “Al posto della Kyenge avrei proposto Giancarlo Gentilini, un democratico con grande esperienza nell’integrazione. Cecile Kyenge è arrivata dove è arrivata perchè si sarà arruffianata qualche gerarca del Pd“.

    Stefano Venturi, classe 1981, già segretario della Lega Nord di Rovato, in provincia di Brescia fece una clamorosa ‘gaffe’ che gli costò l’incarico. Dopo che si diffusero le prime notizie sul terribile terremoto in Emilia, nel 2012, Venturi scrisse come status sul suo profilo facebook: “Terremoto nel Nord Italia. Ci scusiamo per i disagi, ma la Padania si sta staccando (la prossima volta faremo piu’ piano)“. A questo messaggio ne seguì un altro di scuse, ma la Lega pretese le sue dimissioni e si dissociò con una nota ufficiale dalla “dichiarazione del tutto fuori luogo rilasciata su FaceBook da Venturi, che ha ironizzato sul terremoto che ha provocato vittime e danni in Emilia“.

    Donatella Galli commentò nel novembre 2012 sul famoso e popolare social network, Facebook, una foto in cui si vede una porzione dell’Italia, ovvero non compare il centro-sud. Il post recita: “Il satellite vede bene, difendiamo i confini…”, mentre la Galli scrisse: “Forza Etna, Forza Vesuvio, Forza Marsili!!!”, praticamente augurando alle popolazioni del Sud disastri e catastrofi naturali. Donatella Galli, consigliera provinciale uscente della Lega Nord di Monza e Brianza, è stata chiamata a processo con l’accusa di aver diffuso “idee fondate sulla superiorità razziale ed etnica degli italiani settentrionali rispetto ai meridionali” e di “discriminazione razziale ed etnica”. Lo ha deciso il pm di Monza Emma Gambardella che, dopo aver chiuso le indagini, ha disposto la citazione a giudizio per l’imputata. A presentare denuncia per quel post pubblicato sul social network è stato l’avvocato Angelo Pisani, di Napoli, che si costituirà parte civile nel processo rappresentato dal legale Sergio Pisani. Il processo, in cui Angelo Pisani è “parte offesa” in quanto presidente della Ottava Municipalità di Napoli, inizierà a Monza il 23 ottobre del 2015, davanti al giudice Elena Sechi.

    Il 28 novembre 2012, l’onorevole della Lega Nord Eraldo Isidori tenne un intervento alla Camera sul tema dei penitenziari e della giustizia. L’onorevole Isidori si espresse in una incerta lingua italiana ed il suo intervento è stato da molti considerato quanto meno pittoresco. “Il carcere è un penitenziario, non è un villaggio di vacanza, si deve scontare la sua pena prescritta, che gli aspetta, lo sapeva prima fare il reato, io ritengo come lega, di non uscire prima, della sua pena erogata, grazie“, furono le parole di Isidori.

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