Riforma della giustizia 2014: Renzi rivede sia l’ambito civile che penale

Riforma della giustizia 2014: Renzi rivede sia l’ambito civile che penale

    La riforma della giustizia 2014 sta per prendere vita. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e il ministro della Giustizia Andrea Orlando hanno intenzione di effettuare una vera e propria revisione del sistema civile e di quello penale. I punti sui quali discutere sono davvero tanti, anche perché i magistrati non sono d’accordo su alcune questioni e hanno già pensato di proporre un piano alternativo che possa essere maggiormente corrispondente alle loro esigenze. Il tempo per discutere c’è, visto che, dopo la messa a punto delle linee guida specifiche, si dovrà effettuare la discussione e solo successivamente si passerà alla realizzazione dei decreti o dei disegni di legge.

    Uno dei punti sui quali si dovrà discutere maggiormente è quello relativo alle intercettazioni. Il ministro Orlando ha spiegato, nel corso di un vertice con l’Associazione Nazionale Magistrati, che i capisaldi di questo strumento rimarranno saldi. Rassicurazioni sono arrivate anche per quanto riguarda la responsabilità civile, un punto che dovrebbe essere portato avanti tenendo conto dei principi europei. L’Anm, comunque, si dice preoccupata, anche se Matteo Orfini, presidente del PD, assicura che le intercettazioni non faranno parte della riforma della giustizia. Critica anche Rosy Bindi, presidente della Commissione parlamentare Antimafia, che ha sottolineato che “intervenire sul tema delle intercettazioni può sempre prestarsi a qualche rischio”. I nuovi provvedimenti arrivano poco tempo dopo la polemica sull’accordo fra Renzi e Berlusconi che ha investito i giudici in relazione alla staffetta generazionale prevista nel piano per la riforma della Pubblica Amministrazione di Renzi e del ministro Madia.

    Secondo quanto ha dichiarato Renzi, la riforma della giustizia verrà messa a punto nel corso di 60 giorni. Il tutto partirà a settembre e si vogliono prendere subito delle decisioni, perché, secondo il Premier, da 20 anni si litiga senza discutere. Renzi ha dichiarato: “Per due mesi vogliamo discutere della giustizia in modo non ideologico, sarà una discussione la più filosofica, concettuale e astratta prima di approvare la riforma per coinvolgere l’Italia su questo tema. Saranno a disposizione i disegni di legge per chi li vuole cambiare o modificare”. Andrea Orlando ha illustrato i contenuti di tutto il piano di riforma, nell’ambito del quale acquista un particolare valore il processo civile telematico, che, nelle intenzioni di Renzi, dovrebbe portare all’abbandono dei tribunali pieni di scartoffie.

    DURATA DEI PROCESSI – Sono cinque le mosse previste dal Governo per far fronte alla durata dei processi, tenendo conto del fatto che nel nostro Paese ci sono 9 milioni di procedimenti penali e civili pendenti. Il piano prevede uno snellimento in entrambi i settori, il potenziamento della magistratura ordinaria e onoraria, un intervento sui tempi del Csm, delle precise punizioni e la garanzia che la prescrizione non comprometta lo svolgimento del processo.

    RESPONSABILITA’ CIVILE – Viene esclusa la responsabilità civile diretta dei magistrati.

    Si parla di un 50% piuttosto che di un terzo. E’ uno dei punti maggiormente controversi del provvedimento, che sta suscitando diverse polemiche. Se ne dovrà discutere per riuscire a trovare una soluzione adeguata.

    INTERCETTAZIONI – Nonostante le rassicurazioni da parte del Governo, anche questo è un tema abbastanza delicato da trattare. Al momento sono stati annunciati due provvedimenti a questo proposito: si vuole evitare che le telefonate vadano a finire immediatamente nelle ordinanze di custodia cautelare e si vuole impedire che delle copie vengano date alle parti prima dell’udienza stralcio.

    CSM – Il ministro Orlando vuole modificare il sistema di voto, con l’introduzione di un meccanismo di panachage, con la presenza del voto disgiunto, che non piace a tutti. E’ prevista una sezione dell’organismo che si occuperà dei processi interni e i magistrati che hanno ricevuto una condanna potranno rivolgersi all’Alta Corte, invece che effettuare un ricorso in Cassazione. Non si hanno al momento informazioni sulla composizione dell’Alta Corte e questo è un altro punto che preoccupa i magistrati. Bisogna considerare anche che le votazioni per un nuovo Consiglio sono previste per il 6 e il 7 luglio e quindi i tempi per cercare di comprendere cosa cambierà nello specifico con i provvedimenti del Governo risultano stretti.

    REATI MAFIOSI – Sono previste delle nuove norme per il sequestro e la confisca dei beni, un nuovo sistema per il falso in bilancio, che sarà punito fino a 5 anni, per l’auto riciclaggio, con una pena fino a 6 anni, e per il 416-bis, con una pena fino a 15 anni.

    MODIFICHE PENALI – Saranno ridotte le impugnazioni, si interverrà sulla prescrizione e verranno archiviati i processi di lieve gravità. Un altro punto che potrebbe riguardare questa riforma è quello relativo ai tempi di iscrizione dei reati: l’obiettivo è di renderli contestabili.

    MODIFICHE CIVILI – Sono diversi gli ambiti di applicazione delle modifiche al Codice Civile. Si partirà dalla degiurisdizionalizzazione (il procedimento secondo il quale verranno privilegiate la negoziazione assistita e la presenza di un arbitro piuttosto che il ricorso al giudice) e si andrà avanti con le azioni per ridurre l’arretrato. Inoltre verrà messo a punto il tribunale della famiglia e della persona.

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