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Enrico Berlinguer cosa ha fatto? Biografia, pensiero e opere del leader del PCI

Enrico Berlinguer cosa ha fatto? Biografia, pensiero e opere del leader del PCI
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    Il 7 giugno 1984 Enrico Berlinguer, segretario del Partito Comunista Italiano, mentre stava svolgendo un comizio elettorale a Padova, viene colto da un malore. Muore l’11 giugno, dopo 4 giorni di coma. Berlinguer ci ha lasciato una grande eredità storica. Lo stesso Presidente della Repubblica di allora, Sandro Pertini, lo ha definito un compagno di lotta. In effetti il segretario del PCI si è battuto a lungo perché si potesse giungere ad una società italiana migliore, denunciando le forme di corruzione. L’attualità ci ha dimostrato che questo impegno e queste lotte sono servite a poco, perché la realtà dei fatti è molto diversa.

    Basti pensare a tutto ciò che sta accadendo in questo periodo in Italia. I fatti di cronaca rimbalzano fra l’Expo 2015, rivelatosi peggio di Tangentopoli, e numerosi altri fatti di tangenti e infiltrazioni della criminalità. Fra questi episodi, in primo luogo va ricordato lo scandalo MOSE, che sta suscitando ancora molte polemiche. Tutto ciò è l’esempio più evidente di come si sia persa completamente quella questione morale, che Berlinguer ha denunciato ampiamente già molti anni fa.

    La data di nascita di Enrico Berlinguer è il 25 maggio del 1922. E’ nato a Sassari. Proprio qui ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza, ha frequentato il liceo classico Azuni e nel 1940 si è iscritto alla facoltà di Giurisprudenza. Nel 1943 ha aderito al PCI e da allora ha cominciato il suo impegno politico. Successivamente si trasferisce a Roma e poi a Milano. La sua carriera politica all’interno del partito è cominciata nel 1948, quando è entrato a far parte della direzione del partito e della federazione giovanile comunista. Nel 1958 è entrato nella segreteria del partito, affiancando Luigi Longo, responsabile dell’ufficio di segreteria.

    A partire da questo momento comincia ad avere un rapporto quotidiano con Togliatti, che si fida di lui. D’altronde Berlinguer mostra fin da subito le sue abilità, che si vedono soprattutto nel momento in cui, fra il 1964 e il 1966, riesce a mediare uno scontro che si viene a creare all’interno del partito. La destra del PCI, rappresentata da Amendola, avrebbe voluto la formazione di un unico partito socialista, in grado di unire tutte le forze della sinistra italiana. Di contro l’ala radicale di Pietro Ingrao si batteva perché il PCI si alleasse con i gruppi della sinistra rivoluzionaria.

    Berlinguer dimostrò di avere una grande capacità di mediazione e tutto ciò lo portò a diventare vicesegretario del PCI. Al congresso del 1969 ha introdotto uno dei temi più importanti del suo progetto politico: per lui il PCI rappresenta una forza centrale nella società italiana e dovrebbe essere coinvolta nella formazione del Governo. Secondo Berlinguer era arrivato il momento, in cui il Partito Comunista doveva candidarsi a guidare il Paese.

    Nel 1972 è diventato segretario del PCI e ha cercato di costituire una collaborazione fra le forze comuniste, socialiste e cattoliche, è quello che è definito come il nuovo grande compromesso storico. Nel 1975 e nel 1976 il Partito Comunista ottiene un grande successo elettorale e nel frattempo Berlinguer decide di rompere con il Partito Comunista sovietico. Il PCI arriva al primo Governo della solidarietà nazionale. Nel 1978 Berlinguer ha incontrato Aldo Moro, chiedendogli di agevolare l’entrata dei comunisti al Governo.

    Dopo due mesi le brigate rosse rapiscono e uccidono il segretario della Democrazia Cristiana. Nel 1981 Berlinguer ha rilasciato un’intervista ad Eugenio Scalfari, nella quale ha sollevato la questione morale, accusando la classe politica italiana di corruzione. Il 7 giugno del 1984 a Padova, mentre stava per concludere la campagna elettorale relativa alle elezioni per l’Europa, è stato colpito da un ictus. La sua data di morte è l’11 giugno 1984. Dove è sepolto? Per decisione della famiglia, Enrico Berlinguer è stato tumulato nel cimitero di Prima Porta a Roma.

    Nel 1981, rilasciando un’intervista ad Eugenio Scalfari, Berlinguer solleva la cosiddetta questione morale. Accusa la classe politica italiana di essere in preda alla corruzione. Solleva dei dubbi, che allora apparivano come delle vere e proprie ombre sulla vita politica del momento e di cui oggi come non mai si stanno raccogliendo i frutti negativi. Inoltre Berlinguer denuncia come i partiti abbiano “occupato” le strutture dello Stato, le istituzioni, i centri di cultura, le Università. Sottolinea come tutto ciò sia molto pericoloso, perché si corre il rischio che nei cittadini si possa arrivare ad un rifiuto della politica. Un’analisi lucida, valida tutt’ora.

    Il pensiero di Berlinguer appare evidente dalle frasi più celebri che egli ebbe l’occasione di pronunciare nei suoi discorsi e nelle sue opere. Basti pensare a ciò che ha detto sulla questione morale: “La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico”. Oppure possiamo rifarci a ciò che già a quel tempo Berlinguer aveva detto sullo sviluppo economico e sociale: “Pensiamo che il tipo di sviluppo economico e sociale capitalistico sia causa di gravi distorsioni, di immensi costi e disparità sociali, di enormi sprechi di ricchezza”.

    Fra le opere più celebri del segretario del PCI possiamo ricordare: “Impediamo al fascismo di tradire la gioventù”, del 1950, “Un fronte patriottico della gioventù per l’indipendenza e la rinascita dell’Italia”, del 1952, “La collaborazione tra la gioventù comunista e la gioventù cattolica”, del 1954.

    Nell’ultimo discorso al comizio di Padova del 1984, Berlinguer stava parlando del Partito Comunista e delle istituzioni democratiche. In particolare stava analizzando il rapporto fra questi due elementi. Aveva toccato i temi del terrorismo e la lotta che era stata intrapresa nei confronti di queste forze. In particolare aveva sottolineato il ruolo svolto dai comunisti padovani, che avevano dimostrato come la città possedesse grandi energie, dinamiche e progressiste, sia in campo laico che cattolico. Di Padova aveva sottolineato la rigorosa azione svolta dall’intellettualità.

    Dopo la morte di Berlinguer intervenne anche l’allora Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, che si trovava a Padova per ragioni di Stato. Fu proprio il Capo dello Stato a volere che la salma di Berlinguer fosse trasportata sull’aereo presidenziale. Ai suoi funerali, che si svolsero il 13 giugno del 1984, parteciparono circa un milione di persone. Commovente fu il saluto di Pertini, che si chinò con la testa sopra la bara, baciandola. Il corteo funebre fu accompagnato dalla musica “Adagio in sol minore” e sfilò davanti alla sede del PCI. Partecipò persino il segretario del MSI, Giorgio Almirante, suscitando lo stupore della folla.

    Letizia Laurenti, romana, figlia di un funzionario del Senato, era una donna allegra e affascinante. Del suo carattere colpiscono soprattutto il suo essere a volte anche ribelle. Basti pensare al fatto che, arrivata alla terza liceo, interruppe gli studi prima della maturità e non li riprese mai più. I due si conobbero tramite alcuni cugini di Berlinguer, in un’abitazione al quartiere Prati. Per anni si frequentarono senza un grande interesse e si innamorarono poi durante una vacanza in Valle d’Aosta. Si sposarono 9 anni dopo il primo incontro, il 26 settembre del 1957, quando Enrico aveva 35 anni e Letizia 29.

    Marco Berlinguer è nato il 7 gennaio del 1963 ed è un giornalista, oltre che politico. Ha svolto attività politica nel partito della Rifondazione Comunista e la sua attività giornalistica è legata a tematiche di carattere sociale e politico. Scrive per il quotidiano Liberazione e per il settimanale Avvenimenti. Bianca Berlinguer è nata a Roma il 9 dicembre del 1959. Dal 2009 è direttore del Tg3. Laureata in Lettere, ha svolto un periodo di praticantato presso Radio Corriere Tv e poi ha iniziato a lavorare a Il Messaggero e contemporaneamente a Mixer come redattrice.

    Molti sono i film e i libri che sono stati pubblicati sulla figura di Enrico Berlinguer. Tra le produzioni cinematografiche ricordiamo “Quando c’era Berlinguer”, per la regia di Walter Veltroni, che è uscito il 27 marzo del 2014, e “Berlinguer ti voglio bene”, un film del 1977 diretto da Giuseppe Bertolucci e interpretato da Roberto Benigni. Fra i libri più noti, “Casa per Casa, Strada per Strada – la passione, il coraggio, le idee”, a cura di Pierpaolo Farina, e “Enrico Berlinguer. Un’altra idea del mondo. Antologia (1969-1984)” di Enrico Berlinguer, P. Ciofi e G. Liguori.

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