Festa della Repubblica 2014, sfilata e parata militare: il messaggio di Napolitano

Festa della Repubblica 2014, sfilata e parata militare: il messaggio di Napolitano
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    2 giugno, Napolitano: “Riforme determinanti, ora confronto civile in Parlamento”

    Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha lasciato agli italiani un messaggio televisivo in occasione del 2 giugno, Festa della Repubblica. Il Capo dello Stato ha usato parole ottimiste, pur sottolineando la necessità urgente di modifiche e riforme che possano aiutare l’Italia a risollevarsi, un’Italia ‘che ora può parlare a voce alta in Europa’. Poi Napolitano ha anche parlato di disoccupazione e di crisi economica.

    In questi pesanti anni di crisi l’economia e la realtà sociale del nostro paese hanno conosciuto gravi passi indietro, come dice il livello insopportabile cui è giunta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile“, ha detto il presidente della Repubblica.

    E ancora: “Si sono moltiplicate nella nostra società e tra i giovani le manifestazioni di volontà costruttiva e di spirito di iniziativa. Sono questi i fatti che devono rendere più fiduciosi, sapendo che è la fiducia nel futuro la condizione essenziale per ritornare a crescere a progredire“.

    Celebriamo quest’anno la Festa della Repubblica con animo più fiducioso. Perché si è fatta strada la necessità di forti cambiamenti in campi fondamentali“.

    Poi in un passaggio sulle riforme strutturali, che Napolitano definisce determinanti, il Capo dello Stato auspica un’intesa civile e la fine delle ‘inconcludenze’.

    Auspico un confronto civile in Parlamento“, ha aggiunto il Capo dello Stato.

    In chiusura il presidente della Repubblica ha ribadito l’impegno “nella lotta senza quartiere a evasione e corruzione“.

    Per prima cosa il premier Matteo Renzi e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano hanno reso omaggio all’Altare della patria. Erano presenti quasi tutte le forze politiche del Parlamento in tribuna d’onore alla parata della festa della Repubblica, anche quest’anno è spiccata l’assenza del Movimento 5 Stelle. Seduti in prima fila c’erano invece il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, quello della Difesa, Roberta Pinotti, e il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi. Accanto al ministro Pinotti sedevano invece il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il presidente del Senato, Pietro Grasso, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e la presidente della Camera, Laura Boldrini,

    Alla cerimonia, aperta dall’Inno di Mameli, erano presenti tra gli altri i presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, il presidente della Corte Costituzionale Gaetano Silvestri, il presidente del Consiglio Matteo Renzi, Giorgio Napolitano, i vertici delle forze armate e il sindaco di Roma Ignazio Marino.

    2 giugno 2014: festa Repubblica con Napolitano, Renzi e presidenti Camere

    Nel messaggio del capo dello Stato alle Forze armate, il pensiero ai militari italiani: “Stamane, all’Altare della Patria, ho rivolto un deferente pensiero a tutti i militari italiani che hanno sacrificato la vita al servizio del Paese. Nel 68esimo anniversario della Repubblica e a cent’anni dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, ho rinnovato con particolare commozione il mio omaggio al Sacello dell’ignoto soldato caduto, con tantissimi altri, in quell’immane tragedia che ha segnato indelebilmente la storia del nostro Paese e dell’Europa. Gli stati europei, che un secolo fa si combattevano con feroce accanimento, oggi sono uniti sotto la stessa bandiera. Nel nome di comuni valori di libertà, giustizia ed eguaglianza, perseguono insieme la prosperità, lungo un irrinunciabile percorso di integrazione economica, politica e istituzionale. Ma anche per l’Europa – osserva ancora Napolitano – la pace non è un bene definitivamente acquisito. Lo dimostrano l’acuirsi di gravi focolai di tensione a ridosso dei confini dell’Unione e il necessario, costante impegno della Comunità internazionale nella gestione delle crisi e nel contrasto del terrorismo e della criminalità organizzata“.

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