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Sforbicia Italia, Matteo Renzi contro Motorizzazione, Municipalizzate e altri enti da eliminare

Sforbicia Italia, Matteo Renzi contro Motorizzazione, Municipalizzate e altri enti da eliminare
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    Sforbicia Italia, Matteo Renzi contro Motorizzazione, Municipalizzate e altri enti da eliminare

    Dopo il Salva Italia e il Cresci Italia è la volta di Sforbicia Italia. É questo il nuovo progetto arrivato sul tavolo di Matteo Renzi e annunciato dallo stesso premier in un’intervista al Quotidiano Nazionale. Nel mirino del governo finiscono ora enti come la Motorizzazione, le Soprintendenze, l’Aci, le municipalizzate, i consorzi di bonifica e altri enti da eliminare o riformare. “Il primo passo sarà la creazione di un elenco di organismi inutili da cancellare subito”, avverte il presidente del Consiglio. Insomma, l’eliminazione del Cnel, la riforma del Senato e le Province “sono solo un antipasto”.

    Renzi è dunque al lavoro e non solo sul Def, il Documento di Economia e Finanza, atteso per martedì. Nella giornata di lunedì continuerà a lavorare sul documento con gli incontri in programma con il commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, e il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ma il lavoro di tagli non sembra essere finito.

    Nel mirino ora ci sarebbe tutta una serie di enti inutili se non ridondanti. Sforbicia-Italia intende andare al cuore del problema, elencando tutte quelle sovrastrutture pubbliche che hanno fatto il loro tempo.

    Il primo passo è la creazione della lista: dalle prime notizie la Motorizzazione, l’Aci, le municipalizzate e i consorzi di bonifica sono già inserite, ma potrebbero non essere le sole. I tempi stringono, Renzi vuole accelerare e non perde altro tempo, come ha confermato Pierferdinando Casini che lo ha incontrato domenica pomeriggio. “Corregge da solo il Def, ha una capacità di lavoro impressionante”, le parole del leader dell’UdC.

    Interverremo su tutte le sacche di micropotere e sottopotere, santuari che finora nessuno ha mai pensato di toccare, e non risparmieremo nessuno”, prosegue Renzi, consapevole che la strada intrapresa dal governo non sarà semplice. “Nei decenni, troppi politici si sono arresi scaricando su altri la responsabilità dei propri fallimenti.

    Io non lo farò, anche se non mi sfugge che tra burocrati e politici ci sia un sacco di gente che sta facendo il tifo perché il governo fallisca. Ma resteranno delusi”, avverte.

    Si andrà avanti anche contro gli alleati, a partire da Forza Italia che ha definito “inaccettabile” la riforma del Senato: messi in chiaro i paletti, (niente costi aggiuntivi e indennità, no elezione dei senatori, niente voto di fiducia e sul bilancio), sul resto si può discutere, così come sulla riforma della PA.

    La staffetta generazionale nella Pubblica Amministrazione, proposta dal ministro Madia, è stata bocciata dalla Ragioneria di Stato, ma “le scelte politiche deve farle la politica. Anche a causa delle timidezze dei politici, le strutture tecniche hanno avuto un ruolo eccessivo: vorrei fosse chiaro che io non sono timido. Hanno deciso fin troppo in questi anni”. Insomma, fanno sapere dal governo, “già da ora in tanti possono cominciare a tremare”. Sperando che siano quelli giusti e non i soliti noti a tremare.

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