Finanziamenti privati ai partiti politici: chi finanzia le varie fazioni?

Finanziamenti privati ai partiti politici: chi finanzia le varie fazioni?
da in Aziende, Federico Pizzarotti, Politica, Politici italiani, Centrosinistra
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    Chiuso (si fa per dire) il capitolo dei finanziamenti pubblici ai partiti, si riapre un nuovo fronte, quello dei finanziamenti privati. Non è certo una novità visto che politici e partiti hanno da sempre ricevuto soldi dai privati. Secondo i dati elaborati da OpenPolis per Repubblica, nel corso degli ultimi 21 anni i partiti hanno ricevuto da aziende, privati cittadini e singoli politici 1,5 miliardi di euro che si vanno a sommare ai 2,7 miliardi pubblici. Dal 1992 al 2013 nelle casse delle formazioni politiche, di destra, centro e sinistra, sono finiti 4,2 miliardi di euro. Ad avere incassato più soldi privati in questi anni è stata Forza Italia con 291 milioni di euro; il politico che ha maggiormente beneficiato dei privati è stata l’ex sindaco di Milano Letizia Moratti con 18,3 milioni, mentre il più ‘generoso’ tra i politici è Vito Bonsignore, ex FI e ora NCD che ha versato 5,6 milioni di euro.

    Al momento la situazione è cristallizzata nei dati OpenPolis che ha elaborato i numeri forniti dalla Corte dei Conti, Gazzetta Ufficiale e Tesoreria della Camera dei deputati. Un fiume di soldi privati che si affiancava a quelli pubblici e che ora dovrebbe diventare l’unico sostentamento per i partiti con il decreto del governo Letta approvato dal Parlamento e ora legge.

    Niente più soldi pubblici, solo contribuiti dei cittadini e dei privati, con diverse modalità: il 2 per mille dell’Irpef, da dichiarare a uno dei partiti (l’inoptato va allo Stato), tetto massimo di 300mila euro per le donazioni private e 200mila per soggetti diversi dalle persone fisiche. Per i rimborsi, altro capitolo caldo della questione, l’eliminazione è graduale in tre anni, con l’abolizione in toto nel 2017.

    Sarà quindi ancora più importante capire chi paga chi. Avrebbe dovuto esserlo anche nel passato, ma si preferiva puntare il dito contro i (troppi) soldi pubblici (mal) spesi. La mappa delle donazioni private dal 1992 al 2013 dà visione di quello che è accaduto in questi anni.

    Tra le aziende che hanno finanziato i partiti spicca Publitalia ’80, la concessionaria di pubblicità per le tv private fondata nel 1979 da Silvio Berlusconi che negli anni ha donato 43,7 milioni di euro a PSI, DC; PLI, PRI, MSI, PdS, Lega Nord e Forza Italia. Secondo posto per la Beta Immobiliare Srl di Giammarco Moratti, fratello dell’ex presidente dell’Inter Massimo e a capo della Saras (petrolio ed energia elettrica) nonché marito di Letizia Moratti. Alla carriera politica nelle fila del centrodestra della consorte vanno 12,3 milioni di euro, mentre all’ex PdS 11,5 milioni.

    L’immobiliare Prorico srl ha dato nel 1998 6,9 milioni di euro a Rifondazione Comunista dell’allora segretario Fausto Bertinotti, mentre la Mec Spa di Torino, holdig finanziaria dell’eurodeputato Vito Bonsignore (ex Udc, ex FI, oggi NCD) ha donato allo stesso parlamentare 4,8 milioni di euro. Banca Intesa nel 2003 ha versato 3,1 milioni ai DS, Fininvest 3 milioni nel 1997 a Forza Italia, Autostrade Spa nel 2006 ha finanziato quasi tutto l’arco politico (An, Comitato Prodi, Margherita, Ds, Forza Italia, Lega Nord, Udc e Udeur) in tranche uguali per un totale di 1,1 milioni di euro.

    Sotto il milione di euro ci sono le donazioni di varie aziende: Mondadori con 485mila euro a Forza Italia, Manutencoop con 470mila euro tra Ds, Margherita e Ulivo, Confederazione generale dell’agricoltura con 377mila euro tra Ppi e singoli politici, Farmindustria con 374mila euro tra Lega Nord, Forza Italia, comitato Rutelli e Pietro Folena e l’Esselunga di Bernardo Caprotti con 335mila euro soprattutto a Forza Italia e Ccd.

    C’è poi la Progetto 90 Srl di Sergio Scaramellini con 467mila euro divisi tra Lega Nord, Ds, Pd, Udc e Pdl; la Pizzarotti Spa di Parma con 315mila euro a Forza Italia e PdL, Ilva della famiglia Riva con 330 mila euro sempre a Forza Italia, mentre Merloni elettrodomestici  e la Air One di Carlo Toto hanno versato rispettivamente 41mila e 90mila euro complessivi ad An, Pierluigi Bersani e Massimo D’Alema.

    Non solo grandi aziende hanno finanziato i partiti o i singoli politici nel corso degli ultimi 20 anni.

    Il finanziere statunitense di origine ungherese George Soros che nel 2004 ha finanziato la lista Marco Pannella con 2 milioni di euro e il conte Giannino Marzotto nel 2005 ha diviso 2 milioni tra Forza Italia e Lega Nord. La famiglia Caltagirone ha iniziato nel 1992 con i Radicali (5mila euro), nel 2003 ai DS (20mila), passando nel 2006 e fino 2013 all’Udc con un totale di 1,5 milioni di euro. L’eredità della contessa Maria Virginia Borletti andò nel 1995 a Romano Prodi e Antonio Di Pietro che si divisero 972mila euro. Tra il 2002 e il 2011 invece Giuseppe Mussari, ex Monte de’ Paschi ed ex Abi, ha versato 683mila di DS di Siena; Maurizio Zamparini, imprenditore e presidente del Palermo Calcio dal 1994 ha donato 465mila euro a diversi partiti, iniziando con Msi e passando ad AN e UdC.

    Come è noto, i politici versano parte del loro emolumento al partito di appartenenza, ma c’è chi negli anni ha donato cifre davvero consistenti. Paolo Vigevano, ex tesoriere dei Radicali ed ex deputato di FI dal 19912 al 2013 ha donato 4,2 milioni di euro, seguito da Anna Maria Biricotti, dal PCI al PD, ne ha versati 2,5 di milioni, tallonata da Fausto Bertinotti ed Emma Bonino che hanno dato rispettivamente 1,7 e 1,5 milioni ai loro partiti.

    Nella classifica troviamo altri big della politica come Nichi Vendola (980mila euro) prima a Rifondazione poi a SEL, Vito Bonsignore (NCD) 907mila euro all’Udc, Roberto Calderoli (758mila euro) alla Lega Nord, Giuliano Pisapia (736mila euro) a Rifondazione, Roberto Maroni (531mila euro) alla Lega Nord, e Massimo D’Alema (402mila euro) ai DS.

    Tutti questi soldi privati sono andati a beneficio di diversi partiti che in vent’anni hanno ricevuto cifre diverse. A fare la parte del leone è Forza Italia che ha incassato 291 milioni dal 1994 al 2007 quando la nascita del PdL sposta i finanziamenti e portano nel 2008 a 60 milioni delle casse del neonato partito. Con la nuova scissione e la rinascita di FI, il patrimonio viene diviso tra le due formazioni: 13,5 milioni al Popolo della Libertà, 15 milioni alla nuova Forza Italia.

    DS e Margherita si trovano al secondo e terzo posto con rispettivamente 175 e 117 milioni di euro. Dal 1992 nel primo caso è il Pds a ricevere i soldi, poi i Democratici di sinistra; nel 2002 arriva La Margherita e i due si uniranno nell’Ulivo e in seguito nel 2009 nel PD, facendo confluire le donazioni. Il nuovo partito di centrosinistra è quasi in fondo alla classifica con 15 milioni, ma bisogna considerare che si tratta di donazioni arrivate dopo la sua fondazione (l’ex Pds ne ha preso 90 di milioni). Il PdL, nato nello stesso periodo, è al quarto posto con 108 milioni di euro ricevuti, mentre AN segue con 104 ml; bene anche il Carroccio che ha visto nelle sue casse 76,5 milioni di euro da privati e aziende.

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