Gerardo D’Ambrosio morto, chi era il Procuratore di Milano che sventò Mani Pulite?

Gerardo D’Ambrosio morto, chi era il Procuratore di Milano che sventò Mani Pulite?
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    E’ morto Gerardo D’Ambrosio, il Procuratore di Milano che ha sventato Mani Pulite. E’ stato fra i protagonisti della storia degli anni ’90, avendo svolto il ruolo di Procuratore capo della Procura dal 1999 al 2002. L’ex Procuratore capo è morto al Policlinico di Milano, dopo che le sue condizioni di salute si sono aggravate. Per anni è stato protagonista assoluto di varie vicende giudiziarie che hanno interessato l’Italia e poi ha preferito optare per la carriera politica, diventando senatore del PD. Insieme a D’Ambrosio lavorarono alcune personalità piuttosto note, come Antonio Di Pietro e Gherardo Colombo e tutti gli altri PM che si occuparono delle indagini su Tangentopoli.

    D’Ambrosio divenne in poco tempo il punto di riferimento di una squadra che portò avanti in maniera diretta varie inchieste sulla politica italiana degli anni ’90. E’ arrivato, dopo la morte dell’ex Procuratore capo, il cordoglio da parte dei magistrati della Procura di Milano, che ne hanno voluto ricordare le qualità professionali e umane.

    L'ultima intervista a Gerardo D'Ambrosio

    D’Ambrosio è nato il 29 novembre del 1930 a Santa Maria a Vico. Si è laureato in Giurisprudenza a Napoli nel 1952 e l’anno successivo è diventato Procuratore legale. Nel 1957 è entrato in magistratura e passò per la Procura della Repubblica di Nola e poi a Voghera. Venne trasferito al tribunale di Milano, prima con il ruolo di pretore civile e poi come giudice istruttore penale. Proprio con questo ruolo si occupò della strage di piazza Fontana.

    Nel 1975 si occupò di pronunciare la sentenza sul caso di Giuseppe Pinelli. Quest’ultimo era un anarchico e, relativamente alla sua morte, era indagato il commissario Luigi Calabresi. D’Ambrosio escluse l’ipotesi di omicidio, decidendo di assolvere il commissario e gli altri uomini della questura milanese. Nel 1981 è stato nominato sostituto procuratore generale e nel 1989 Procuratore aggiunto.

    Ha diretto il dipartimento criminalità organizzata e poi quello dei reati contro la Pubblica Amministrazione. A partire dal 1992 cominciò a trattare dell’inchiesta Mani Pulite e nel 1999 è stato nominato Procuratore capo della Procura della Repubblica di Milano, incarico che detenne fino al 2002, quando è stato messo a riposo per limiti di età. Nel 2006 è stato eletto al Senato fra i democratici di sinistra per la Lombardia. E’ stato confermato senatore nel 2008 per il PD.

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