Elezioni 2013: chi ha vinto in un'Italia ingovernabile?

I risultati delle elezioni 2013 in Italia fotografano il Paese reale. La situazione è più che mai frammentaria, con una legge elettorale ingiusta che sicuramente ha favorito il caos. L'Italia rischia seriamente di essere ingovernabile. Vediamo perchè, e vediamo anche, e soprattutto, numeri alla mano, chi ha davvero vinto questa tornata elettorale.

Le elezioni politiche 2013 hanno un unico grande protagonista ed è, come molti già pronosticavano, il genovese Beppe Grillo. Il MoVimento 5 Stelle è difatto il primo partito d’Italia alla Camera dove raggiunge addirittura il 25,55% dei voti, superando così il PD, fermo a 25,41%, e il PdL, a 21,56%. Al Senato i grillini riescono ad ottenere 23,79% mentre il Partito Democratico è il primo partito a livello numerico con il 27,43%, ma è una maggioranza relativa. Il Popolo della Libertà si attesta al 22,30%.

Alla Camera la coalizione di Centro-sinistra riesce quindi ad ottenere una maggioranza risicata alla Camera (29,54% contro il 29,18% del Centro-destra) con uno scarto minimo dello 0,36%, praticamente un pugno di voti (124.407 voti), valevole per ottenere il premio di maggioranza a Montecitorio, come vuole il Porcellum. Alla Camera il centrosinistra conquista 340 seggi, il centrodestra 124, il M5S 108, seguiti da Scela Civica di Monti (8,30%) che ne ottiene 37 e 45 con la coalizione (8 vanno all’UdC).

Al Senato il Centro-sinistra è avanti a livello nazionale (31,63% contro il 30,72 del centrodestra) ma perde nelle regioni chiave e quindi riesce ad ottenere 113 seggi, il Centro-destra ne ottiene 116, il MoVimento 5 Stelle se ne assicura 54 e Scelta Civica di Monti 18.

Interessante anche notare i grandi esclusi in Parlamento: Antonio Di Pietro, Antonio Ingroia, Gianfranco Fini, Oscar Giannino sono pratiacamente fuori dal Parlamento. Un grosso flop si registra pired per Pierferdinando Casini, dentro per un soffio.

Quali sono gli scenarti futuri? Bersani ha detto che il Capo dello Stato gestirà la maggioranza con senso di responsabilità verso l’Italia, Alfano ha chiesto che il voto non venga confermato e che venga dichiarata la parità. Letta ha chiesto di votare di nuovo.

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