Berlusconi: "Mi candido solo se me lo chiede il Pdl"

C’era grande attesa per la conferenza stampa di Silvio Berlusconi e Angelino Alfano. Sul piatto c’era la formulazione di una proposta politica assolutamente innovativa che avrebbe risvegliato l’elettorato moderato. In molti avevano pronosticato una nuova realtà politica oppure un’alleanza inedita. In realtà l’annuncio di Berlusconi e Alfano non ha toccato per nulla questi argomenti, lasciandoli decisamente a margine della discussione.

Berlusconi, in realtà, ha annunciato l’intenzione del Pdl, “Che non si scioglierà”, di proporre una riforma costituzionale per portare anche in Italia l’elezione diretta del capo dello Stato. Nello specifico Berlusconi ed il Pdl propongono un doppio turno alla francese, “Abbiamo deciso di compiere il gesto ardito di presentare al Paese, alla maggioranza e all'opposizione una possibilità di modernizzazione del Paese, dando la possibilità di incidere direttamente attraverso elezioni primarie sulla scelta del presidente”.

Secondo Berlusconi ci sono i tempi tecnici per portare a termine questa riforma costituzionale e per garantire la sua buona volontà in tale senso ha fatto un passo verso gli avversari politici e la possibilità di modificare la legge elettorale prima di andare al voto nel 2013. L’ex Presidente del Consiglio ha considerato anche che il mandato di Giorgio Napolitano, “Un ottimo presidente” è alla fine e quindi sarebbe l’occasione gusta per questa riforma.

Angelino Alfano ha, invece, toccato argomenti più strettamente politici facendo appello ai moderati, “I partiti dovranno rinnovarsi a destra e sinistra, noi ci rivolgiamo a chi vuole un'alleanza con gli innovatori liberali, riformisti e moderati. Un'alternativa alla sinistra, un soggetto aperto con vertici scelti da militanti".  Siamo disponibili a concorrere ed a organizzare primarie aperte per la premiership e di programma".

Berlusconi ha, poi, aggiunto che preferirebbe non essere lui il candidato del Pdl, ma che si atterrà alle disposizioni del partito. Le primarie dovrebbero servire a rinnovare profondamente la classe dirigente e a scegliere il candidato premier da opporre al centro sinistra.

Gli avversari politici hanno accolto in maniera tiepida questo annuncio, facendo buon viso alla disponibilità per cambiare la legge elettorale, ma restando titubanti rispetto alla possibilità di cambiare in questo momento la costituzione. Dal Pd dicono, “E’ troppo tardi”.

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