Lusi: "La richiesta d'arresto? Un provvedimento abnorme"

Il gip che si occupa del caso che vede coinvolto il senatore Luigi Lusi ha emesso una richiesta d’arresto ai danni dell’ex esponente della Margherita. L’ex tesoriere della Margherita è accusato di aver sottratto oltre venticinque milioni di euro dalle casse del partito. Tutti soldi provenienti dalla cornucopia dei rimborsi elettorali, denaro di cui i dirigenti del partito dichiarano di non saper niente. La Margherita si è dichiarata parte lesa in questa vicenda.

Sulla richiesta d’arresto emessa dal gip dovrà pronunciarsi il Senato. La motivazione addotta è quella di inquinamento delle prove da parte di Lusi e dei suoi collaboratori. E’ quanto asseriscono il procuratore aggiunto Alberto Caperna ed il sostituto procuratore Stefano Pesci che hanno ottenuto dal giudice l’ordinanza di custodia cautelare.

Luigi Lusi non è l’unico coinvolto. La moglie, Giovanna Petricone, ha ricevuto un provvedimento di custodia agli arresti domiciliari che le è stato consegnato dalla Guardia di Finanza. Analoghi provvedimenti hanno colpito due commercialisti. Sulla richiesta di arresto per Luigi Lusi dovrà pronunciarsi prima la Giunta per le autorizzazioni a procedere e poi l’aula del Senato. Lusi quando è scattata l’indagine faceva parte del Partito democratico, attualmente è nel gruppo misto.

L'ex tesoriere è stato interrogato più volte dai magistrati e dagli atti dell’indagine cominciano ad emergere alcuni particolari. Il senatore si è sposato per la seconda volta nel 2009 ed ha voluto festeggiare con uno chef di primo livello, Antonello Colonna. I trentamila euro dovuti allo chef per il suo lavoro sono stati pagati con assegni della Margherita. Si tratta di un dato inconfutabile emerso dalle indagini condotte da Alberto Caperna e da Stefano Pesci.

Luigi Lusi ha voluto commentare la richiesta d’arresto emessa dal gip, “E’ un provvedimento abnorme. Non ci sono i presupposti di fuga, né di inquinamento delle prove o di reiterazione del reato”. Nel caso il Senato dovesse accettare la richiesta, “Se il Parlamento rigetterà? Questo lo deciderà il Senato, non sarò io a dirlo. Non mi permetto di giudicare le decisioni di un giudice, ma faremo un ricorso al riesame e ci sarà un giudice a Berlino prima o poi”.

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