Riforma del lavoro, tutte le novità di Monti

La riforma del lavoro, dopo le lunghe trattative con le parti sociali e dopo il vertice con i leader della maggioranza, vede la luce. La presentazione è stata del Presidente del Consiglio, Mario Monti, e del ministro del Welfare Elsa Fornero. Mario Monti ha trattato la riforma per la sua importanza complessiva all’interno dello stato attuale dell’Italia e della sua affidabilità a livello internazionale. Il ministro Fornero è sceso nei dettagli riguardanti le varie parti della riforma.

A questa stesura definitiva, che è già pervenuta nelle mani di Giorgio Napolitano, si è arrivati dopo un vertice di maggioranza a cui hanno partecipato, oltre a Monti e Fornero, anche Angelino Alfano, Pier Luigi Bersani e Pier Ferdinando Casini. I nodi da sciogliere riguardavano principalmente l’articolo 18 e la sua nuova formulazione. I correttivi apportati dal ministro Fornero hanno soddisfatto sia Bersani che Alfano.

Monti ha parlato senza dubbio di svolta storica per il paese e di importante iniezione di credibilità a livello internazionale, “La riforma delle pensioni è considerata un punto di avanguardia dell'economia e della società italiana. Anche la riforma del lavoro avrà lo stesso impatto perché è una riforma di rilievo storico per il nostro paese”.

Elsa Fornero ha illustrato prima le linee guida generali del provvedimento, che comunque deve passare attraverso l’approvazione del Parlamento, “Abbiamo cercato di tenere conto degli interessi di tutto il Paese, e non singole categorie. E di fare una riforma che sia per il medio e lungo periodo. Non è una riforma per il 2012 o il 2013. E' una riforma che guarda al futuro”.

I punti cardine della riforma sono tre, le modifiche ai contratti con l’intento di favorire i contratti a tempo indeterminato, le modifiche all’articolo 18 e l’introduzione di un nuovo sistema di ammortizzatori sociali. Per quanto riguarda i contratti sono stati resi più onerosi quelli a tempo determinato in modo da incentivare le azienda ad assumere con contratti a tempo indeterminato, “Vogliamo ridurre l'area della precarietà contrastando la flessibilità cattiva”.

Molto importante, secondo il ministro Fornero, l’introduzione dei nuovi ammortizzatori sociali che andranno a prendere il posto di quelli attuali, e che avranno la stessa entità nonostante andranno a coprire tutte le fasce di lavoratori. Per quanto riguarda le modifiche all’articolo 18 c’è da registrare il piccolo passo indietro sui licenziamenti per motivi economici. In questo caso i lavoratori potranno far ricorso al giudice ed il datore di lavoro dovrà dare spiegazioni circa i motivi che lo hanno indotto a mettere in atto il licenziamento. Il giudice potrà disporre anche il reintegro del lavoratore.

In chiusura il ministro Fornero ha confermato di aver accettato l’invito della Fiom a discutere la riforma del lavoro, “So che c'è gente arrabbiata e pronta a contestare. Ma questa riforma è nell'interesse della collettività”.

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