Riforma lavoro, resta da rimuovere l'ostacolo delle modifiche all'articolo 18

L’incontro tra le parti sociali ed il governo, svoltosi in mattinata, ha diminuito le distanze ma ha lasciato immutate le posizioni sul nodo fondamentale della trattativa che è l’articolo 18 e le sue modifiche. Sugli ammortizzatori sociali e sulle nuove modalità di contratti c’è un sostanziale accordo anche se non mancano le rimostranze da una parte e dall’altra.  Il Presidente di Rete Imprese, Marco Venturi, uscendo dall’incontro ha rilasciato commenti ottimistici, “Siamo più vicini all'accordo. Sono stati fatti passi in avanti, penso che se smusseremo le altre questioni si arriverà all'intesa”.

Le posizioni sulle modifiche all’articolo 18 sono rimaste immutate. La Cigil e la Uil sono contrarie a qualsiasi modifica, mentre la Cisl è più malleabile e disponibile a lasciare i licenziamenti per motivi disciplinari nelle mani del giudizio dei giudici. Il timore dei sindacati è chiaro e lo ribadisce Susanna Camusso, “È più che fondato il timore che in realtà l'obiettivo del governo non sia un accordo positivo per il lavoro ma i licenziamenti facili”.

Tutti i sindacati hanno riunito le rispettive segreterie in vista del nuovo incontro con il governo previsto per le 16.00, si continuerà a trattare ad oltranza perché la deadline del 23 marzo si avvicina e c’è necessità di trovare un accordo, anche se il governo ha ribadito che andrà avanti comunque. Un mancato accordo, però, darebbe il via tensioni sociali delle quali il paese non ha per niente bisogno.

Su questo le parti sociali incassano l’appoggio di Pier Luigi Bersani e del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il leader del Partito Democratico ha dichiarato, “Spero che si trovi un punto di sintesi e credo che il governo abbia tutti gli elementi per capire le distanze da colmare e trovare possibili punti di caduta”. Napolitano è stato ancora più deciso, “Mostrino di intendere che è il momento di far prevalere l'interesse generale su qualsiasi interesse e calcolo particolare. Per questo dobbiamo preoccuparci di predisporre misure per la crescita e l'occupazione”.

Confindustria, che partecipa agli incontri con il presidente Emma Marcegaglia, per ora si è tenuta in disparte, ma non è meno critica dei sindacati, anche se su punti diversi. In particolare l’associazione degli industriali è perplessa sulle tempistiche dell’entrata in vigore dei nuovi ammortizzatori sociali. Lo ha comunicato il direttore generale, Giampaolo Galli, “Non abbiamo avuto un pezzo di carta che ci dice quando entrerà a regime e con quale gradualità. Questo non lo sappiamo”.

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