Fornero: "Sulla riforma del lavoro non si può discutere per sempre" [VIDEO]

La partecipazione del ministro del Welfare, Elsa Fornero, alla trasmissione di Rai Tre “Che Tempo Che Fa” è servita a chiarire al grande pubblico alcuni punti della linea del governo sulla riforma del lavoro. Sono diversi i punti toccati dal ministro. Principalmente si è parlato dell’articolo 18, delle nuove forme contrattuali e della trattativa tra governo e parti sociali. Il governo ha stabilito la deadline per la riforma del lavoro al 23 marzo.

Una scadenza che verrà comunque rispettata dal governo, anche se per quella data non si dovesse arrivare a nessun tipo di accordo con le parti sociali. Il ministro ha confermato che, “Presenteremo lo stesso al Parlamento la riforma del lavoro sono positiva sul lavoro che stiamo facendo le piccole imprese si lamentano, Confindustria si lamenta, il sindacato variamente si lamenta. Questo dimostra che stiamo lavorando nell'interesse del Paese”.

Il concetto che Elsa Fornero ha voluto ribadire è che la discussione con le parti sociali, per quanto importante, non può andare avanti all’infinito. Secondo il ministro si è ad un ottimo punto e manca qualche passo in avanti da parte di tutti gli attori coinvolti per arrivare ad un documento condiviso da portare in Parlamento. Per quanto riguarda l’appoggio da parte dei partiti politici il governo lo ha incassato durante l’ultimo vertice di maggioranza.

Il ministro Fornero, però, non è preoccupato per il fatto che l’accordo non sia stato ancora raggiunto, perché ci sono ancora delle riunioni fondamentali da fare. In primis c’è quella di domani nella quale le parti sociali verranno ricevute dal Presidente del Consiglio, Mario Monti, a Palazzo Chigi.

Una parte importante dell’intervista è stata dedicata alla Fiat ed al suo continuo tira e molla sulla chiusura degli stabilimenti. Fornero ha voluto tranquillizzare tutti su questo punto, “Non è libera di fare quello che vuole -ha detto- non ha la licenza di fare o di disfare. Se il presidente e l’amministratore delegato di Fiat mi dicono che vogliono rispettare il piano industriale e continuare a fare investimenti in Italia, io non ho titolo per dire che non gli credo. Io gli devo credere.

I sindacati sono divisi soprattutto sulle modifiche all’articolo 18. Cgil e Uil sono disposte al massimo a concedere i licenziamenti per motivi economici, mentre la Cisl è disposta anche a lasciare la decisione al giudice nel caso dei motivi disciplinari.

Il ministro Fornero ha lanciato anche un messaggio rivolto a tutte le parti in ballo, “Abbiamo chiesto a ogni italiano di saper guardare al di fuori e al di là dei suoi legittimi interessi individuali e di categoria per cercare di mettere insieme uno sforzo che consenta all'Italia di ricominciare a crescere e a creare vera occupazione per l'interesse di tutti e soprattutto dei giovani”.

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