Esame di guida patente B: come cambia e cosa fare per superarlo

L’esame di guida pratica per la patente B diventa più complesso: ecco quali sono le nuove regole imposte dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e cosa bisogna fare per superarlo

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    Esame di guida patente B: come cambia e cosa fare per superarlo

    L’esame di guida per la patente B diventa più complesso. Ecco cosa cambia e come fare per superarlo dopo le nuove regole imposte con una circolare dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. Quaranta i quesiti previsti nella prova teorica, rimasta uguale a prima, con quattro errori ammessi per non essere bocciati, mentre l’esame di guida pratica sarà diviso in tre fasi e diventa più articolato.

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    Non cambia nulla nella prova di teoria per la patente B, da svolgere come sempre presso la sede di competenza dell’ufficio di motorizzazione civile.

    Prova di teoria esame patente B

    I candidati dovranno rispondere a 40 quesiti in 30 minuti tramite pc touch-screen, indicando “vero” o “falso” come risposta. Le tematiche saranno le solite, dalla segnaletica stradale alle precedenze, dai limiti di velocità alle distanze di sicurezza, senza dimenticare le conseguenze sulla guida per chi è sotto l’effetto di alcool o droghe. Gli errori ammessi per passare la prova di teoria dell’esame sono massimo quattro. La prova teorica, se superata, dà accesso all’esame di guida pratica per tutte le patenti: A1, A2, A, B1 e B2. Analizziamo adesso cosa cambia per l’esame di guida pratica per la patente B, quella più comune, essenziale per guidare l’automobile.

    Esame patente B: la prova pratica di guida

    Come sempre la prova pratica viene svolta a bordo dell’auto della scuola guida provvista di doppi pedali, affinché l’istruttore possa intervenire in caso di necessità. L’esame deve durare almeno 25 minuti e sarà organizzato in tre fasi.

    Esame di guida patente B: prima fase

    La prima fase del nuovo esame pratico di guida consente all’esaminatore di verificare la «capacità del conducente di prepararsi ad una guida sicura». L’aspirante automobilista sarà quindi chiamato, ad esempio, a regolare il sedile e gli specchietti nella corretta posizione, a indossare le cinture di sicurezza e a controllare la chiusura degli sportelli. Ma non solo: sarà anche chiamato a controllare, ad esempio, i livelli dell’olio, la condizione dei pneumatici, lo sterzo, i freni e le frecce. Insomma, la prima fase dell’esame riguarda la preparazione alla guida.

    Esame di guida patente B: seconda fase

    La seconda fase dell’esame per il conseguimento della patente B serve a valutare la capacità del giovane automobilista di fare manovra. Il candidato dovrà dimostrare all’esaminatore di essere in grado di fare ad esempio marcia indietro in linea retta o svoltando, di fare inversione, parcheggiare, frenare con precisione rispetto a un punto di arresto deciso dall’esaminatore. Insomma, con la seconda fase si va in strada.

    Esame di guida patente B: terza fase

    La terza e l’ultima fase dell’esame di guida pratica per la patente esamina il comportamento nel traffico. L’esaminatore valuta ad esempio l’abilità nella partenza da fermo (dal parcheggio ma anche da una strada secondaria), nella guida su strada rettilinea, anche se stretta; negli incroci, in curva o nelle corsie di accelerazione. E ancora: come il candidato se la cava con il sorpasso, con il superamento di ostacoli, nelle rotonde e nelle salite. Senza dimenticare il rispetto delle precauzioni nella discesa dall’automobile.

    Come fare per superare l’esame di guida

    Nel corso della prova, scrive il ministero nella circolare, «gli esaminatori devono prestare particolare attenzione se il candidato dimostri o no nella guida un atteggiamento prudente e senso civico. La valutazione deve tenere conto dell’immagine complessiva presentata dal candidato in merito, fra l’altro, ai seguenti elementi: stile di guida confacente e sicuro, che tenga conto delle condizioni meteorologiche e di quelle della strada, delle condizioni di traffico, degli interessi degli altri utenti della strada (in particolare i più esposti), anticipandone le mosse».

    Il candidato viene bocciato all’esame di guida se infrange una norma del codice della strada che prevede la sospensione della patente. Se la sospensione non è prevista il candidato può ripetere una seconda volta la manovra prima sbagliata: se la sbaglia di nuovo, però, la bocciatura all’esame di guida diventa inevitabile.