Differenza tra utilitaria e berlina: le dimensioni contano

Le tante definizioni in uso oggi possono creare qualche confusione, ripassiamo le caratteristiche dei tipi più diffusi di automobile

da , il

    Differenza tra utilitaria e berlina: le dimensioni contano

    Nella proliferazione odierna di categorie di auto, dettata più da esigenze di marketing che tecniche, si rischia di fare confusione fra un tipo di carrozzeria e un altro, quando magari un tempo le cose erano più semplici. Ad esempio, accade che alcuni abbiano dei dubbi sulla differenza tra utilitaria e berlina. Cerchiamo brevemente di risolverli.

    LA BERLINA – IN PRINCIPIO FU IL CAVALLO

    differenza tra utilitaria e berlina - Mercedes Classe C

    Apprendere l’origine degli oggetti che ci circondano è sempre interessante. Nella definizione attuale, la berlina è una carrozzeria d’automobile a tetto fisso, quattro o cinque porte e due o tre volumi, cioè vani fisicamente separati: quindi motore e abitacolo unito al bagagliaio oppure dal bagagliaio separato. Abbiamo già visto recentemente la differenza tra auto a due e tre volumi, non ci ritorniamo in questa sede. Quindi la definizione ha come oggetto la carrozzeria, non la classe economica del veicolo; questo dettaglio è importante, il perché lo vedremo fra poco. Nel corso degli anni, con la diffusione delle carrozzerie a due volumi (Fiat Punto, Audi A3 e simili), è diventato sempre più comune riservare l’attributo berlina solo alle auto a tre volumi. Quindi Alfa Romeo Giulia, Audi A4, BMW Serie 3, Mercedes Classe C, Opel Insignia, Volkswagen Passat, eccetera. Le auto a due volumi invece vengono spesso descritte col termine inglese di hatchback.

    differenza tra utilitaria e berlina - berlina a cavalli

    Fin qui è tutto abbastanza noto. Meno diffusa è la conoscenza dell’origine del nome berlina. Dobbiamo tornare indietro all’epoca del cavallo. Le carrozze a trazione animale erano di diversi tipi e dimensioni. Possiamo ad esempio associare la diligenza del Far West (stagecoach in inglese) ad un moderno autobus e il grosso carro coperto dipinto da tanti film western (conestoga wagon) ad un contemporaneo autocarro, per noi camion.

    La berlina invece era un tipo di carrozza compatta e leggera, almeno in confronto alle grosse carrozze sopra descritte. Aveva meno cavalli, letteralmente: ne bastavano due per trainarla, contro i quattro o sei degli stagecoach e le pariglie di buoi dei conestoga.

    La berlina aveva la sezione passeggeri chiusa e ospitava quattro persone, mentre il conducente montava su un sedile scoperto posto tra la carrozza e i cavalli. Ma perché si chiamava proprio berlina? Perché il primo esemplare venne fabbricato a Berlino nella seconda metà del XVII secolo.

    La berlina diventò il mezzo preferito dai benestanti per i viaggi anche lunghi, poiché era maneggevole e comoda, grazie ad un rudimentale sistema di sospensioni. Andava bene anche in città perché era compatta e leggera (rispetto alle grosse diligenze). Tutte caratteristiche che vennero trasferite in modo naturale alle automobili che noi conosciamo associate a questo nome.

    L’UTILITARIA – UTILE, APPUNTO

    Fiat_127

    Ora le cose si fanno un po’ più confuse. L’utilitaria può anche essere una berlina, se ci riferiamo alla sua carrozzeria, quasi sempre a due volumi. Tuttavia la definizione è generalmente associata alla funzione e alla classe di questa automobile. Un’utilitaria è un’auto di piccole dimensioni, economica e destinata ad assolvere alle funzioni più pratiche del trasporto, soprattutto urbano. Appunto, utile.

    Restando in Italia, possiamo certamente considerare la prima utilitaria mai prodotta la Fiat 500 del 1936, universalmente nota come Topolino. Poi arrivarono la Fiat 600, la 500 del 1957, la Fiat 850, le Fiat 126 e 127, Uno e Punto. Gli esempi delle altre marche sono numerosi e arcinoti: Autobianchi A112, Renault 4 e 5, poi Clio; Citroën 2CV, poi Dyane, Visa, Saxo, C3; Peugeot 104, poi 205-206-207 e 208. Volkswagen Maggiolino (quello classico) e Polo; Ford Fiesta; Mini (classica); Opel Corsa; Toyota Yaris; Hyundai i20.

    Abbiamo inserito anche esempi di vetture molto piccole, solo tra quelle antiche, ma nessuna di corrente produzione; il motivo è che col passare del tempo, la definizione di utilitaria è diventata di appannaggio esclusivamente delle compatte di segmento B, la famiglia di Punto e compagnia, per intenderci. Mentre le più piccole oggi vengono chiamate solo citycar o superutilitarie.

    In conclusione, la differenza tra utilitaria e berlina è data allo stesso tempo dal tipo di carrozzeria ma soprattutto dalla dimensione e dalla classe economica della vettura; compatta, popolare e cittadina la prima, grande, di prezzo medio-alto e per lunghi viaggi la seconda. Anche se hanno un tipo di carrozzeria simile.