Attenzione alla truffa dello smartphone: l’ultima variante dello specchietto

Da un caso a Napoli un nuovo metodo di estorsione da parte di parecchi criminali

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    Attenzione alla truffa dello smartphone: l’ultima variante dello specchietto

    Truffa dello specchietto o truffa dello smartphone? Entrambe. Ormai sappiamo che le estorsioni ai danni degli automobilisti partono da uno schema comune, al quale i delinquenti applicano diverse varianti, spesso fantasiose. Ma si tratta sempre di fantasia criminale.

    L’ultima evoluzione sembra essere legata all’uso dello smartphone. E’ accaduto ad esempio ad un anziano a Napoli. Due pregiudicati, uno dei quali addirittura agli arresti domiciliari, hanno simulato di essere stati urtati dallo specchietto della loro vittima, pretendendo di aver subito danni al loro smartphone. Hanno così cominciato a minacciare l’anziano, estorcendogli e rapinandogli 60 euro.

    Fortunatamente in quel caso dietro ai due delinquenti si trovavano anche due Carabinieri, i quali li hanno arrestati e riportati in carcere, unico luogo dove dovrebbero stare, nonostante troppi giudici continuino ad essere di manica larga.

    Lo schema della truffa, che si trasforma in estorsione e spesso in vera e propria rapina, è sempre quello. I criminali fanno in modo di farsi avvicinare dalle vittime in auto, poi simulano un contatto “accidentale”, invece da loro stessi provocato. A volte usano uno specchietto rotto in precedenza, in altri casi graffiano la fiancata dell’auto della vittima.

    Poi richiamano l’attenzione della vittima con gesti o abbaglianti, inducendola a fermarsi. Quindi cominciano la sceneggiata: pretendono un risarcimento per un fantomatico danno, sfruttando la sorpresa della vittima. Ma vogliono i contanti, accampando ovviamente mille scuse per non compilare i moduli dell’assicurazione, meno che mai chiamare le forze dell’ordine.

    A volte i criminali se ne vanno di fronte ad una resistenza decisa, ma spesso diventano molto insistenti, soprattutto se la vittima è sola e debole (donne, anziani), quindi passano alle minacce vere e proprie.