Eicma 2016, le migliori novità al salone del ciclo e motociclo

Eicma 2016, le migliori novità al salone del ciclo e motociclo

Le moto di maggiore impatto esposte alla manifestazione milanese

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    Eicma 2016, le migliori novità al salone del ciclo e motociclo

    Quali saranno le moto e gli scooter più importanti fra quelle che verranno mostrate all’Eicma 2016? Quelle che avranno un maggiore impatto sul mercato, i modelli dal contenuto tecnico più interessante? Proponiamo, senza alcuna pretesa di esaustività, una lista di cinque moto tra quelle che avranno il maggior impatto al salone del ciclo e motociclo di Milano, in programma dall’8 al 13 novembre alla fiera di Rho. Ordine alfabetico per marca.

    BMW K1600 GT

    Le moto con la retromarcia fanno sempre un certo effetto. D’altra parte la stazza di questa bavarese non rende certo inutile questo accessorio, che comunque viene offerto come optional. La BMW K1600 GT è una vera gran turismo a tutti gli effetti. Il motore è stato aggiornato alle specifiche Euro 4. Il sei cilindri boxer del mastodonte ha conservato 160 cavalli nonostante la tagliola delle emissioni; la potenza massima si raggiunge a 7.750 giri. Molto importanti le sospensioni elettroniche Dynamic ESA, provviste di adattamento automatico dell’ammortizzatore. Qualche ritocco in chiave aerodinamica. Un altro optional destinato alla guida fluida e confortevole è il cambio elettroassistito, che permette di inserire la marcia superiore o inferiore senza usare la frizione. Sempre a richiesta c’è il sistema di chiamata automatica d’emergenza.

    DUCATI 939 SUPERSPORT

    Ducati non vuol dire solo prestazioni estreme da pista. Ci sono anche i modelli più umani, che vanno comunque fortissimo. La 939 Supersport monta il bicilindrico Testastretta (inclinazione di 11 gradi) da 937 cc. Potenza massima di 113 cavalli per 210 Kg di peso (ma si possono scegliere alcuni accessori in carbonio che la alleggeriscono un po’). Coppia massima di circa 97 Newton metri a 6.500 giri. Si possono selezionare tre modalità di guida, Sport, Touring e Urban, dal significato ovvio. Per quanto riguarda la ciclistica, troviamo forcelle Marzocchi da 43 millimetro. Il cambio elettronico Quickshift è di serie sulla versione S, optional sul modello “base”, se tale si può definire qualsiasi Ducati. Per quanto riguarda i freni, i dischi sono da 320 mm all’anteriore e da 245 al posteriore. Pinze Brembo, ABS Bosch.
    Proprio perché la 939 Supersport vuole essere anche una moto per viaggiare, è disponibile un kit touring che la rende più pratica, con parabrezza più grande, manopole riscaldate e borse laterali semirigide.

    KAWASAKI NINJA 650

    I Ninja sono guerrieri silenziosi, invisibili e letali, agilissimi fino al sovrumano. La Kawasaki Ninja 650 tanto silenziosa non può essere, che gusto ci sarebbe altrimenti. Però in quanto ad agilità merita il suo nomignolo, soprattutto in virtù della consistente leggerezza. L’erede della ER-6F vede una ciclistica completamente ridisegnata, è qui che è stata ottenuta la maggiore riduzione dei pesi. Otteniamo quindi una massa complessiva di 193 Kg, di cui il telaio pesa soli 15 Kg.

    Nel complesso, la moto è più leggera di 19 Kg rispetto alla ER-6F.
    Gli ingegneri giapponesi hanno voluto regalare un po’ di sportività in più al bicilindrico, senza eccedere in potenza, che guadagna solo 3 cavalli; hanno preferito puntare sulla coppia. I freni hanno l’ABS Bosch di serie. Ci sarà anche una versione depotenziata per i neopatentati.

    SUZUKI GSX R 1000

    Nelle moto Suzuki è sinonimo di corse. Quindi i modelli stradali hanno sempre impresso nel proprio DNA il codice genetico delle competizioni. Naturalmente anche la GSX-R 1000 nasce come un bolide autentico e purosangue di razza. Il modello 2017 è stato completamente riprogettato. Il motore ora è dotato di fasatura variabile. La sua posizione ora è ruotata all’indietro di 6 gradi: questo, insieme al suo minore ingombro, ha permesso d’intervenire sulla ciclistica per migliorare motricità e agilità.
    Molto importante il sistema di controllo di trazione, chiamato Motion Track TCS, configurabile in ben dieci livelli: i primi quattro per la pista, i successivi quattro per la guida normale e gli ultimi due per il bagnato. E’ anche disinseribile, altrimenti l’impennata diventa impossibile. Impianto frenante Brembo, sospensioni Showa BFF/BFRC. ABS Continental. La potenza? Questo motore 1.0 a quattro cilindri eroga la bellezza di 202 cavalli a oltre 13.000 giri e una coppia massima di 118 Nm a 10.800 giri.

    YAMAHA X MAX 300

    Accoppia il T-Max all’X-Max 250 e nasce l’X-Max 300. La via di mezzo che mancava. Naturalmente è omologato Euro 4. Lo scooter della casa giapponese va a completare una gamma che ha già dato parecchie soddisfazioni. Il design strizza l’occhio alle suggestioni sportive. Ma meccanica e ciclistica sono tutte nuove. Il propulsore appartiene della serie Blue Core; quattro tempi, 292 cc di cilindrata, 4 valvole. Tutto altamente ottimizzato per migliorare l’efficienza. Potenza di 28 cavalli a 7.250 giri, coppia massima di 29 Nm a 5.750 giri. Peso 179 Kg. Lo Yamaha X-Max 300 offre il controllo di trazione di serie. Dal punto di vista della ciclistica, spicca la nuova forcella a doppia piastra.

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