Gonfiare le gomme con azoto: vantaggi e svantaggi

Gonfiare le gomme con azoto: vantaggi e svantaggi

I falsi miti e le vere proprietà di questo gas per l'uso in pneumatici normali

da in Motori, Pneumatici
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    Gonfiare le gomme con azoto: vantaggi e svantaggi

    Tra le mille operazioni di manutenzione che coinvolgono l’automobile, uno degli argomenti su cui le idee sono meno chiare riguarda il gonfiaggio delle gomme con azoto. Alcuni lo elevano a soluzione ideale di tutti i problemi dei pneumatici, altri lo bollano come una truffa. Si sbagliano entrambi. La realtà è, come sempre, più complessa e non consente una risposta univoca. Ci sono vantaggi e svantaggi, nessuno dei quali netto. Andiamo ad esplorarli.

    Cominciamo con due aspetti inequivocabili e fondamentali: 1) l’azoto non danneggia i vostri pneumatici; 2) anche se scegliete il gonfiaggio con l’azoto dovete comunque controllare periodicamente la pressione.
    Poiché non siamo tutti esperti di chimica, ricordiamo cos’è l’azoto. E’ un gas inerte, simbolo chimico N (dal latino nitrogenium), numero atomico 7. Esso è un componente delle molecole più importanti per la vita, dal DNA alle proteine.
    L’azoto è anche il componente più importante dell’atmosfera, poiché ne rappresenta il 78%; il resto è prevalentemente ossigeno. Dunque l’aria che respiriamo e che usiamo anche per gonfiare le gomme è già largamente composta da azoto.
    Ma allora perché usare azoto puro? Che differenza farà quel 22% in più? La risposta, supportata da parecchi studi in merito, è: molto poca, nell’utilizzo normale.
    E’ però vero che diversi aeroplani e molte auto da competizione, oltre a parecchi veicoli pesanti, usano pneumatici gonfiati con azoto puro. Ci sono delle buone ragioni.

    Uno dei vantaggi più importanti e pubblicizzati dell’azoto è la sua capacità di resistere meglio dell’aria normale ai cali di pressione che avvengono normalmente nei pneumatici, a causa della porosità dei materiali con cui sono costruiti. E’ vero, ciò è dovuto alla dimensione della sua molecola. Il diametro dell’azoto è superiore a quello dell’ossigeno, quindi è come se l’azoto “facesse più fatica a passare” dalle porosità, resistendo meglio nel tempo; la spiegazione è molto più complicata, ma questa rende abbastanza l’idea.
    Ma il fatto che l’aria sia già composta di azoto al 78% rende le differenze minime. Diventano importanti in quelle situazioni dove i pneumatici sono sottoposti a carichi elevatissimi e pressioni altrettanto alte, oppure viaggiano a velocità consistenti: quindi appunto aeroplani, mezzi pesanti e auto da corsa.

    La vera differenza nel mantenere la pressione costante nell’uso quotidiano di normali automobili la fa il guidatore, controllandola una volta al mese e rispettando le pressioni indicate dal costruttore nel libretto d’uso dell’auto.
    Un altro vantaggio che rende l’azoto adatto ad utilizzi in situazioni estreme è la sua proprietà di essere un gas inerte; significa che non prende parte alle reazioni chimiche.

    Il contrario dell’ossigeno, il quale reagisce talmente bene che è necessario per ottenere una combustione. Negli aeroplani l’azoto diminuisce il pericolo d’incendio ad alta quota dove, a causa della minore pressione atmosferica, un pneumatico danneggiato potrebbe esplodere per effetto della decompressione. Per lo stesso motivo prudenziale l’azoto si usa nei veicoli speciali che si trovano vicini a mine o altri esplosivi.
    Un mito che viene propagandato da chi ne ha l’interesse è la presunta capacità dell’azoto di ridurre la temperatura d’esercizio del pneumatico. Non è totalmente una bugia ma nemmeno completa verità. Il surriscaldamento è legato all’umidità presente nell’aria esterna; quando essa viene prelevata dal compressore, la pressurizzazione la trasforma allo stato liquido; quindi finisce anche nella gomma durante il gonfiaggio. Durante il rotolamento, la temperatura dell’aria interna aumenta a causa del calore sviluppato dall’attrito. Allora l’acqua evapora e contribuisce ad innalzare temperatura e pressione.
    L’azoto puro è secco, di conseguenza non comporta questo problema. Però anche in questo caso le differenze sono quasi impercettibili.

    I veri svantaggi dell’azoto sono i seguenti: il costo e la difficoltà nel trovare officine o stazioni di servizio che lo usino. Gonfiare da zero un treno di pneumatici con azoto costa circa 12 euro. Se poi due volte all’anno si fa il cambio tra gomme estive e invernali, dobbiamo raddoppiare questa cifra. Ma il vero problema è trovare le stazioni di servizio. Sempre meno sono attrezzate per l’azoto. Quindi se dobbiamo sistemare la pressione, potremmo trovarci in difficoltà. Nel senso che saremmo obbligati ad immettere aria normale insieme all’azoto. Non succede niente, però avremmo vanificato quei minimi vantaggi che avremmo potuto ricavarne. E speso soldi inutilmente.

    In conclusione, gonfiare le gomme con azoto puro regala pochissimi vantaggi ad un utente normale, in misura veramente minima. Tuttavia il suo uso non crea problemi. E’ solo questione di essere disposti a sostenere il costo dei gonfiaggi e la scomodità di trovare stazioni di servizio attrezzate.

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