Assegni rubati, spariscono i risarcimenti delle assicurazioni

Assegni rubati, spariscono i risarcimenti delle assicurazioni

Associazioni a delinquere intercettano i titoli spediti per posta e poi li incassano sotto falso nome

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    Assegni rubati, spariscono i risarcimenti delle assicurazioni

    Aspettavate un risarcimento da un’assicurazione tramite assegno, confermato dalla compagnia ma mai arrivato? In diversi casi ricorrenti, il motivo va cercato nell’attività criminale di bande specializzate in furti di assegni e titoli, ricettazione e truffe. Sfruttano una vulnerabilità che ha dello sbalorditivo: non sono poche le compagnie assicurative, oltre ad enti previdenziali e casse degli ordini professionali, che ancora oggi usano spedire un assegno bancario per posta come mezzo per liquidare somme a clienti, utenti e iscritti.

    Purtroppo esistono appunto bande criminali che intercettano gli assegni, li rubano e poi, falsificando i documenti, si presentano in vari sportelli bancari e incassano le somme, spacciandosi per i legittimi destinatari. Si tratta di associazioni a delinquere dotate di una certa organizzazione; non si limitano ad incassare le somme in contanti ma spesso le fanno versare in conti correnti creati ad hoc poco prima.
    Pochi giorni fa il riacutizzarsi del fenomeno è stato segnalato dall’associazione Sportello dei diritti.

    Ma non è un fatto nuovo. Negli ultimi anni possiamo citare un caso del 2013, quando i Carabinieri di Cosenza arrestarono una banda di 11 persone che operavano a Napoli e dintorni; oppure nello stesso anno un’operazione analoga dei Carabinieri di Carpi (Modena), un uomo di Caserta fermato proprio per aver depositato su un conto corrente l’importo di un assegno spedito per posta che riguardava un risarcimento assicurativo da sinistro stradale. Nel 2010 i Carabinieri di Trento fermarono una banda di 13 persone, che intercettava gli assegni direttamente del centro di smistamento di Napoli delle Poste e poi li depositava in conti aperti presso sportelli bancari al nord.

    Vengono in mente alcune domandine semplici semplici: come è possibile che ancora oggi queste compagnie ed enti continuino a spedire assegni, visto che si tratta di uno strumento palesemente vulnerabile? Perché non si stabilisce una volta per tutte che a questo livello il denaro deve circolare solo tramite bonifico bancario o postale? E perché invece, quando si tratta di ricevere somme, tali compagnie ed enti accettano solo bonifici o addebiti su carta di credito, ma mai invece assegni o contanti? Sarebbe bello sentire qualche risposta.

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