Stay Bright: non lasciamo i bambini al buio

Stay Bright: non lasciamo i bambini al buio

Campagna della FIA per insegnare ai piccoli utenti a rendersi visibili in strada

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    Stay Bright: non lasciamo i bambini al buio

    Guidare al buio è intrinsecamente pericoloso. Se non possiamo vedere bene dove stiamo andando, rischiamo di andare a sbattere, evento le cui conseguenze spesso sono letali. Ma c’è chi corre ancora più pericoli e infinitamente più gravi delle persone che si trovano a bordo di un veicolo: i pedoni. Ancora di più, i bambini. Una campagna promossa dalla FIA, la Federazione internazionale dell’automobile, cerca di ricordare ai piccoli utenti il modo corretto di muoversi in strada quando la luce è scarsa.

    Al buio è difficile vedere non solo i limiti della strada ma anche ciò che ci sta in mezzo. L’illuminazione stradale è spesso insufficiente, perfino nei centri abitati; perché le amministrazioni pubbliche sono velocissime a risparmiare sulle cose utili, quasi quanto sono rapide nello sprecare fondi in impieghi discutibili. Alla faccia del dovere, imposto dal Codice della strada, di provvedere alla sicurezza delle strade di loro proprietà. Quindi quando ci troviamo all’improvviso in rotta di collisione una sagoma oscura, di piccola dimensione e in movimento, la tragedia è sempre in agguato. A volte solo il caso fa sì che non accada niente.

    In più ci si aggiunge a volte il comportamento non sicuro dei bambini stessi, e qui sono i genitori a dover fare un esame di coscienza. A parte il fatto che è da scriteriati mandare in giro bambini da soli al buio; in più, come se non bastasse, spesso lo fanno senza nemmeno far indossare loro il giubbotto riflettente. Del resto, non lo fanno nemmeno molti adulti. Allo stesso modo in cui non allacciano la cintura di sicurezza o viaggiano tenendo i bambini in braccio. C’è ancora molto da fare per infilare nella testa della gente la cultura della sicurezza in strada.
    Un aiuto viene da questa campagna della FIA, il cui nome è Stay Bright (resta brillante, nel senso di luminoso). Al sito web http://www.staybright.org/ si trova materiale informativo ulteriore, purtroppo solo in inglese.

    E’ stato anche coniato un hashtag per i social media, ovviamente #StayBright.

    La campagna è rivolta proprio ai bambini, i quali hanno la tendenza a capire al volo le cose, quando gli adulti si degnano di spiegarle correttamente e in modo chiaro. Fondamentale un dato: al buio un bambino in bicicletta o a piedi viene visto solo alla distanza di 10 metri. Ma a 50 Km/h, velocità da limite urbano, si percorrono quasi 14 metri al secondo. Quindi l’automobilista avrebbe meno di un secondo di tempo per evitare il bambino al buio. Pochissimo. Figuriamoci ad una velocità superiore. Invece con un giubbotto riflettente omologato la visibilità sale a 50 metri, una distanza più che sufficiente per evitare rischi.

    Non basta. La campagna Stay Bright riassume questi suggerimenti per i bambini. Se ci si sposta in bicicletta: indossare il giubbotto riflettente e un caschetto bianco o di un altro colore chiaro e brillante; avere sempre una luce accesa funzionante bianca o gialla davanti e il fanalino rosso dietro; anche i pedali e l’interno dei cerchi dovrebbero avere delle parti riflettenti.
    Se si cammina a piedi: indossare comunque il giubbotto riflettente; camminare sul marciapiede il più possibile lontano dalla strada e procedere sempre nella direzione contraria alla marcia dei veicoli (per vederli arrivare); quando si deve attraversare, farlo sempre su strisce in punti dove la visibilità è buona, sia per il traffico che arriva che per il bambino.

    Diversi piloti di Formula 1 attuali e passati hanno prestato la loro immagine a questa campagna: Fernando Alonso, Valtteri Bottas, Jenson Button, Marcus Ericsson, Romain Grosjean, Esteban Gutiérrez, Kevin Magnussen, Felipe Massa, Daniel Ricciardo, Nico Rosberg, Stoffel Vandoorne, Max Verstappen, Sebastian Vettel e Alexander Wurz.

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