Furti d’auto: i ladri sono diventati ipertecnologici

Furti d’auto: i ladri sono diventati ipertecnologici

Metodi hi-tech per rubare i veicoli, una continua rincorsa con le case

da in Curiosità Auto, Motori
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    Furti d’auto: i ladri sono diventati ipertecnologici

    I tanti aspetti della tecnologia. Ad un’innovazione ne fa seguito un’altra. Quando un’azienda fa un passo avanti, le altre s’ingegnano per non rimanere indietro. Funziona così anche nel rapporto tra chi vuole proteggere un bene di proprietà e chi glielo vuole rubare. I furti d’auto seguono la stessa evoluzione.

    Una volta i ladri facevano scattare la serratura della portiera con il famoso “spadino”; i più improvvisati e buzzurri spaccavano direttamente il vetro. Poi sono arrivati i congegni antifurto. Ma presto i ladri hanno imparato ad eluderli. E così via.
    In una recente ricerca, la società del settore (della protezione dai furti, ovviamente) LoJack ha concluso che oggi i ladri sono diventati altamente tecnologici e hanno un preoccupante grado di specializzazione. In Europa i furti tramite mezzi elettronici rappresentano circa il 10% del totale.

    Sono naturalmente quelli dei modelli premium, ad alto prezzo, dotati quindi di costose apparecchiature elettroniche antifurto. Includendo anche gli Stati Uniti, si tratta di un mercato dal valore di circa 20 miliardi di euro.
    Il metodo più utilizzato è la clonazione della chiave elettronica. L’apparecchio di apertura viene completamente riprogrammato. E’ sufficiente meno di un minuto per ottenere una chiave illegale. In alcuni casi sono bastati anche 15 secondi.
    Esiste una vera e propria procedura di “ricerca e sviluppo” da parte dei ladri, in questi casi si parla di bande organizzate ad alto livello. Sembra che all’uscita di un nuovo modello di auto, i ladri impieghino circa due mesi per scoprirne le vulnerabilità e approfittarne. Così violano l’apertura e riescono anche ad avviare il motore. Da LoJack consigliano di accertarsi sempre che la portiera sia effettivamente chiusa dopo il blocco (perché i ladri possono interferire col segnale di chiusura tramite congegni che intercettano la radiofrequenza), oltre a tenersi informati su eventuali richiami del modello per aggiornare i software di gestione, proprio con implementazioni che ostacolano i metodi messi a punto dai ladri.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Curiosità AutoMotori Ultimo aggiornamento: Giovedì 22/09/2016 10:03
     
     
     
     
     
     
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