La Citroën 2CV di 007 nel film Solo per i tuoi occhi

La Citroën 2CV di 007 nel film Solo per i tuoi occhi

Inseguimento inconsueto ma mozzafiato per James Bond alla guida della vetturetta francese

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    La Citroën 2CV di 007 nel film Solo per i tuoi occhi

    Nessuno avrebbe mai pensato che la Citroën 2CV potesse diventare una Bond Car fino a quando non è accaduto veramente. Ebbene sì, 007 ha guidato la piccola utilitaria francese, decisamente lontana dalle sportive di alto lignaggio a cui è abituato. Fu nel film “Solo per i tuoi occhi“.

    Questa pellicola del 1981 è la dodicesima della serie e la quarta in cui il protagonista è Roger Moore; titolo originale “For Your Eyes Only“, che si riferisce alla stampigliatura impressa sui fascicoli di quei documenti segreti che solo la persona a cui vengono consegnati è autorizzata a leggere. Dopo le fantascientifiche e per niente plausibili vicende di Moonraker, la produzione aveva deciso di dare una sterzata in senso realistico, nei limiti dello spirito della serie.

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    Storia abbastanza sobria: una nave spia inglese viene affondata al largo delle coste del Mar Ionio. Contiene un dispositivo utilizzato dalla Marina per comunicare in codice con la sua flotta di sottomarini nucleari lanciamissili Polaris. James Bond viene sguinzagliato in Grecia per recuperarli, dopo che l’esperto arruolato dall’MI6 per rintracciare la nave affondata viene brutalmente assassinato insieme alla moglie da un killer cubano, il quale poi ruba i codici. Anche il KGB è sulle tracce del congegno.

    Nella sua caccia Bond incontra Melina Havelock (l’attrice Carol Bouquet), la figlia dell’esperto assassinato, il cui scopo è vendicarsi. I due collaborano, poiché condividono lo stesso obiettivo, trovare il killer. Melina possiede appunto una Citroën 2CV. La vetturetta francese diventa protagonista di un inseguimento rocambolesco tra le viuzze dell’isola di Corfù. Bond la guida da par suo per sfuggire agli uomini del killer, a bordo di alcune Peugeot 504, in una sorta di derby transalpino.

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    La Citroën 2CV ha una storia lunghissima. Si tratta di un’auto talmente popolare da essere diventata parte integrante della storia della Francia nella seconda metà del XX secolo. La sua origine parte da lontano. Fu lo stesso André Citroën ad immaginare negli anni Trenta un modello di piccole dimensioni e a basso prezzo per motorizzare la nazione. Ma poi si dedicò completamente al progetto della Traction Avant e l’idea venne accantonata.

    La Traction Avant dissanguò le casse della Citroën portandola quasi sull’orlo del fallimento. La Michelin, principale creditore, rilevò l’azienda e il fondatore venne estromesso. Il nuovo presidente fu Pierre Boulanger che nel 1935 riprese l’idea.

    Diede ai progettisti questo mandato: creare un’auto che potesse trasportare due contadini, 50 Kg di patate e un barilotto di vino, ad una velocità massima di 60 Km/h e che consumasse tre litri di benzina per 100 Km. Doveva essere in grado di attraversare un campo arato ma anche mantenere un buon comfort ed essere facile da guidare. Naturalmente doveva costare poco.
    Il progetto fu lungo e complesso. I primi prototipi furono pronti solo a ridosso della seconda guerra mondiale; il lavoro venne proseguito in gran segreto sotto l’occupazione nazista.

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    Arriviamo al 1948. La vetturetta fece il suo debutto al salone di Parigi. Il design era dell’italiano Flaminio Bertoni, lo stesso che qualche anno dopo firmerà lo stile della DS. Gli addetti ai lavori non furono entusiasti, soprattutto la stampa che la criticò pesantemente. Ma il pubblico la pensava diversamente: fin dai primi mesi della commercializzazione, avviata nel 1949, le liste d’attesa diventarono lunghissime. Il successo fu immediato e duraturo, al punto che la 2CV divenne il modello più popolare della casa, tanto da restare in produzione fino al 1990. Ne vennero venduti 3.8 milioni di esemplari della serie normale, più altri 1.2 milioni delle versioni furgonate e derivate.

    Le ragioni del successo? Basso prezzo, bassi costi di manutenzione, basso consumo di benzina, design originale e accattivante (la stampa non aveva capito niente); in più aggiungiamo delle sospensioni semplici ma che garantivano una tenuta di strada eccezionale.
    Nella prima versione il motore aveva 375 centimetri cubici ed erogava 9 cavalli, sufficienti per raggiungere 66 Km/h. Trazione anteriore. L’ultima serie salì a 602 cc e 29 cavalli per 115 Km/h. Fu costruita anche una versione a trazione integrale, la Sahara.

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