Neopatentati, i limiti di guida da rispettare

Neopatentati, i limiti di guida da rispettare

Una panoramica su ciò che è vietato ai nuovi guidatori

da in Codice della strada, Motori, Patente di guida
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    Neopatentati, i limiti di guida da rispettare

    Neopatentati, detto così sembra quasi una malattia. Meglio “guidatori meno esperti”; meglio ancora: persone che hanno conseguito la patente da meno di tre anni, come indica il Codice della strada. Perché in questa occasione è l’argomento che ci interessa. Facciamo un riepilogo: quali sono le limitazioni a cui la legge sottopone i neopatentati?

    L’idea è giusta: chi ha appena cominciato a guidare non possiede l’esperienza necessaria per affrontare con sicurezza tutti i caotici aspetti della circolazione stradale, a partire dal controllo del veicolo (in realtà, certa gente non l’acquisisce nemmeno dopo molti decenni); è quindi prudente stabilire per i neopatentati delle regole più severe in alcuni aspetti per un certo periodo. Proprio per dare loro tempo di acquisire una sufficiente dimestichezza, nel frattempo diminuendo i potenziali rischi per loro stessi e gli altri. Così com’è giusto che alcuni comportamenti particolarmente gravi (come l’alcool) vengano puniti più severamente.

    Purtroppo, come quasi sempre, l’esecuzione di questo principio da parte del mondo politico e burocratico lascia parecchio a desiderare: indicazioni poco comprensibili e informazioni molto difficili da trovare, come vedremo poi. Cerchiamo di rendere chiaro questo labirinto, per quanto possibile. Parleremo dei limiti che riguardano il caso più diffuso, cioè la patente B e la guida degli autoveicoli.

    Il criterio scelto dai legislatori per limitare la guida da parte dei neopatentati ha due livelli: la potenza massima e la potenza specifica. Il Codice della strada stabilisce all’articolo 117 che chi ha conseguito la patente B da meno di un anno (a partire dalla data del superamento dell’esame di pratica) non può guidare autoveicoli che abbiano una potenza massima superiore a 70 Kilowatt. Inoltre i veicoli non devono avere una potenza specifica superiore a 55 Kilowatt per tonnellata.
    C’è un’eccezione: queste limitazioni non si applicano se il neopatentato guida un veicolo adibito al servizio di persone invalide, a condizione che ci sia l’invalido a bordo.

    Spieghiamo meglio la faccenda di potenza massima e potenza specifica. I Kilowatt indicano la potenza del motore. Sono una cosa diversa dai cavalli. La potenza specifica è il rapporto (divisione) tra potenza e tara del veicolo.
    I dati per capire se una certa auto si può guidare o no si ricavano dal libretto di circolazione, però non sempre. Se un’auto è stata immatricolata dopo il 2009, si è più fortunati. Per la potenza massima si deve cercare nel quadrante numero 2 della prima pagina, alla voce indicata come (P.2); il valore non dovrà essere superiore a 70. Poi nel quadrante numero 3 c’è scritto esattamente “rapporto potenza/tara“; quel valore non deve superare 55. Se entrambe queste condizioni sono soddisfatte, allora quell’auto può essere guidata dai neopatentati.

    Se l’auto è stata immatricolata prima del 2007, la carta di circolazione è diversa. A seconda del periodo, da qualche parte potrebbe essere indicata la tara in Kg, c’è proprio scritto “tara“. La potenza massima in Kilowatt è sempre scritta accanto alla voce (P.2), oppure c’è l’indicazione “potenza massima” per i libretti più vecchi.
    Se c’è la voce tara, allora il calcolo è semplice. Si divide la potenza massima per la tara, quella sarà la potenza specifica.
    Se invece la tara non c’è, tutto diventa più difficile. Perché le vecchie carte di circolazione indicano la massa a vuoto. Dimenticate i valori scritti nelle recensioni delle auto sui media o sulle schede tecniche fornite dai costruttori: quella è la massa a pieno carico, una cosa diversa.
    Per fare il calcolo utile ai neopatentati, la tara è la seguente: massa a vuoto + 75. Il numero 75 è il peso standard (in Kg) del conducente.

    Bello, vero?

    Non tutto è perduto: ci viene in aiuto il Portale dell’automobilista. Il sito web (organizzato dal ministero dei Trasporti) all’indirizzo www.portaledellautomobilista.it ci regala il valore della potenza specifica di un veicolo già immatricolato, nella sezione neopatentati del sito. E’ sufficiente inserire il numero della targa.

    Per quanto riguarda invece un’auto nuova, ancora da immatricolare, ormai i costruttori e i listini vari riportano quali modelli sono guidabili dai neopatentati. Tuttavia, per essere sicuri, al momento di firmare il contratto d’acquisto, pretendete dal concessionario una dichiarazione scritta in cui certifica che il veicolo è guidabile dai neopatentati. Avendola, potete chiedere l’annullamento del contratto se invece l’auto non lo è (questo si stabilisce subito quando si ha in mano la carta di circolazione). Se il concessionario rifiuta, andate via. Non è un operatore serio.

    Stabilito quali auto si possono guidare, passiamo alle limitazioni sulla velocità. Attenzione, qui cambia il periodo. La limitazione sulla potenza del veicolo dura per un solo anno. Invece per tre anni dal conseguimento della patente non si può superare la velocità di 100 Km/h in autostrada e di 90 Km/h sulle strade extraurbane principali, indipendentemente dal veicolo. Lo dice sempre l’articolo 117 del Codice della strada, al comma 1. Qui è chiaro, non c’è niente da aggiungere.

    Questa parte è ancora più semplice. Il Codice della strada dice all’articolo 186-bis che chi ha conseguito la patente da meno di tre anni non può guidare se ha bevuto sostanze alcoliche. Anche un solo goccio. L’etilometro vi pesca. Siete in regola solo se non avete bevuto nulla. Zero alcool.

    LE MULTE
    I neopatentati che guidano un’auto di potenza massima o potenza specifica superiore al consentito prendono una multa da 152 a 608 euro. Viene inoltre sospesa la patente da due ad otto mesi. Identiche sanzioni per i neopatentati che violano i limiti di velocità sopra descritti.

    Chi viene pescato ad aver bevuto fino ad un tasso alcolemico di 0,5 grammi/litro prende una multa da 163 a 658 euro.
    Se il tasso va da 0,5 a 0,8, la multa è superiore di un terzo rispetto a quella che prendono gli altri guidatori; quindi da 703 a 2.811 euro e sospensione della patente da 4 ad 8 mesi.
    Per un tasso oltre 0,8 le sanzioni sono aumentate da un terzo alla metà. I non neopatentati hanno multe da 800 a 3.200 euro, l’arresto fino a sei mesi e la patente sospesa da 6 mesi ad un anno per un tasso da 0,8 a 1,5; multe da 1.500 a 6.000 euro, arresto da 6 mesi a un anno, patente sospesa da 1 a 2 anni per tassi oltre 1,5. Fate voi i calcoli.
    Se il neopatentato commette un incidente mentre guida dopo aver bevuto, tutte le sanzioni sono raddoppiate.

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