Formule finanziamenti auto: tradizionale e con maxirata, come funzionano

Formule finanziamenti auto: tradizionale e con maxirata, come funzionano

Confronto tra le formule classiche e quella con rate più piccole e grosso importo finale

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    Formule finanziamenti auto: tradizionale e con maxirata, come funzionano

    E’ raro oggi che qualcuno acquisti auto in contanti, a meno che non abbia le tasche molto ma molto gonfie. I finanziamenti sono spesso l’unica strada. Ma esistono diverse forme di finanziamento, ognuna con vantaggi e svantaggi, tutte con formule più o meno complesse. Proviamo a fare un confronto fra due delle tipologie più diffuse. Il finanziamento tradizionale (esso stesso suddiviso in categorie differenti) e quello con la cosiddetta maxirata finale. L’unico aspetto comune a tutte le formule è che si deve avere uno stipendio adeguato alla rata che si vuole pagare, altrimenti le finanziarie difficilmente lo concederanno.

    E’ un finanziamento legato direttamente all’acquisto dell’auto. Nel senso che viene erogato esattamente l’importo corrispondente al prezzo e può essere usato solo per quello scopo. Spesso la proprietà dell’auto viene vincolata fino all’estinzione del debito; significa che per essere venduta serve il consenso della finanziaria.
    Queste formule generalmente vengono proposte e gestite dal concessionario, attraverso finanziarie con cui lui o la casa automobilistica hanno accordi diretti. I tassi d’interesse sono inferiori a quelli di mercato (ma nessuno regala niente) ed è un po’ più facile ottenere l’autorizzazione della finanziaria. Sono legati più spesso all’acquisto di auto nuove, ma si praticano anche per l’usato.

    Qui il rapporto è solo tra la finanziaria e il cliente. E’ quest’ultimo a scegliere la società, a sbrigare tutte le pratiche e a provvedere al versamento della somma al concessionario. Non ci sono vincoli all’uso della somma e nemmeno alla proprietà dell’auto. I tassi sono più alti rispetto ai prestiti finalizzati ed è più difficile ottenere l’assenso della finanziaria, se le proprie entrate sono basse.

    E’ una variazione del prestito finalizzato. La rata è rappresentata dal 20% dello stipendio mensile, che viene trattenuto direttamente dalla finanziaria. Quindi è riservato a lavoratori dipendenti o pensionati. E’ il datore di lavoro o l’ente pensionistico a versare la rata alla finanziaria.
    In questi casi generalmente la garanzia per il finanziatore è data dal TFR maturato, che andrà a coprire il debito in caso d’insolvenza. E’ poi obbligatoria la sottoscrizione di un’assicurazione sulla vita per la parte eccedente il TFR. Inoltre per tutta la durata del prestito il debitore non può chiedere antiipi sul TFR.
    Usato generalmente per prestiti ad importi più alti e durata più lunga, anche dieci anni. E’ più facile ottenere il prestito, perché il finanziatore è garantito dal TFR. Ma per ottenere importi più alti sarà necessaria un’anzianità lavorativa maggiore, proprio perché così il TFR maturato sarà più alto.

    Si tratta quasi sempre di promozioni offerte dalle case automobilistiche per spingere le vendite di determinati modelli.

    Alcune case hanno creato vere e proprie società finanziarie per questi scopi. In questo caso il finanziamento ha solo dei costi di gestione molto bassi. La rata è “pulita”. Molto conveniente per il cliente. Ma si deve cogliere l’occasione giusta. Nel senso che queste offerte di solito sono riservate a specifici modelli, motorizzazioni e allestimenti, senza troppe possibilità di scelta. Inoltre i finanziamenti a tasso zero sono fatti sul prezzo ufficiale di listino. Si dovrebbero fare alcuni calcoli e confrontare eventuali opportunità sulle chilometri zero, vendute a prezzi a volte molto ribassati. Mai lasciarsi prendere dalla frenesia dell’acquisto e valutare a tavolino e con calma le varie alternative.

    Una tipologia molto diversa dalle precedenti e diventata abbastanza diffusa negli ultimi anni è la formula della cosiddetta maxirata, dedicata solo alle auto nuove. E’ derivata dal leasing ed è pensata per clienti privati. Si paga un anticipo in contanti, ma spesso si può cedere in permuta la propria auto usata; poi si elabora un piano di rate a basso importo, infatti vengono chiamate minirate, comunque per legge la rata non può essere inferiore all’1% del prezzo dell’auto; quindi, prezzo 30.000 euro, rata minima 300 euro.
    Questi piani hanno una durata massima di tre anni; al termine, la somma che resta da pagare può essere saldata in un colpo solo; oppure viene proposta la trasformazione della maxirata in un finanziamento classico, con rate e interessi ordinari; molto spesso c’è anche la possibilità di restituire l’auto e acquistarne un’altra (della stessa casa), ricominciando il gioco. In questo caso il valore dell’auto restituita andrà a formare l’anticipo per l’acquisto della successiva.

    Questo non è un noleggio ma un acquisto. L’auto diventa di proprietà del cliente ed egli deve provvedere a pagare tasse, assicurazione e manutenzione. Anche qui va fatta molta attenzione a cosa prevede esattamente il contratto. La maxirata finale è effettivamente rifinanziabile e a quali condizioni? La restituzione dell’auto viene fatta al valore che questa avrà in quel momento oppure ad un valore stabilito in anticipo (il cosiddetto valore futuro garantito)? Ci sono vincoli al chilometraggio? Tutte queste cose non sono automatiche. Variano ad ogni singolo contratto e quindi vanno accertate.

    La pubblicità spesso inganna e tutte queste cose a volte sono scritte in caratteri microscopici illeggibili e che nello spot durano meno di un secondo. Inoltre il fatto di pagare una rata più bassa implica anche che gli interessi siano più alti (come sempre, nessuno regala niente). La formula della maxirata è adatta a chi ha discrete possibilità economiche per acquistare un modello di livello medio-alto ed è intenzionato a cambiare spesso l’auto.
    Gli importi molto alti di anticipo e/o maxirata ne sconsigliano la scelta a chi non ha entrate elevate o preferisce tenere l’auto per parecchi anni. Se poi non è prevista la riconsegna dell’auto, il vantaggio per il cliente tende a sparire.

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