6 errori da non commettere mai alla guida

6 errori da non commettere mai alla guida

I comportamenti più pericolosi, quelli che possono provocare incidenti molto gravi

da in Consigli motori, Motori
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    6 errori da non commettere mai alla guida

    Tutti abbiamo commesso, continuiamo a commettere e commetteremo ancora errori mentre guidiamo. Perché guidare sembra facile ma farlo bene richiede competenza, esperienza e buon senso. La cosa importante è non cadere in quegli errori talmente gravi da farci incappare in un incidente, dal quale non si può mai sapere come se ne esce, ammesso che si riesca ad uscirne.

    Ci riferiamo alla normale guida stradale, quella il cui scopo deve essere recarci alla nostra destinazione in tutta sicurezza, senza aumentare lo stress e, quando siamo fortunati, riuscire anche a farlo piacevolmente. La guida sportiva va lasciata alla pista, dove esistono condizioni, regole e veicoli totalmente differenti. Scegliamo quindi 6 errori da non commettere mai quando si guida; quegli errori gravi dai quali possono appunto derivare incidenti gravi.
    Come sempre, non si tratta di consigli inventati dalla fantasia di chi scrive, un guidatore come gli altri, bensì elaborati da tecnici e altri professionisti legati ai vari aspetti della circolazione stradale. Alcuni non dovrebbero nemmeno essere riportati, tanto sono banali; però i numeri di morti e feriti negli incidenti stradali ci dicono che ripetere non fa male.

    Per chi ha il cervello totalmente spappolato da queste sostanze non c’è più nulla da fare, se non sperare di non incrociare mai la sua traiettoria. Non capirà mai perché non vuole capire, ma arrivare solo alla prossima bottiglia, dose, fumata e compagnia bella.
    Chi invece ancora ragiona vorrà sapere perché guidare in stato di alterazione è pericoloso. Parliamo dell’alcool, dove la situazione è più sfumata. Le droghe semplicemente aggravano di molto gli effetti già devastanti degli alcolici. Per dettagli più precisi sugli effetti dell’alcool, invitiamo alla lettura dell’articolo a questo link.
    Qui ricordiamo solo che quando abbiamo bevuto troppo non siamo più in grado di valutare le distanze, la vista è offuscata, l’attenzione crolla, i riflessi si addormentano, la nostra stessa capacità di giudizio è compromessa. Se si guida in queste condizioni, l’incidente grave è solo questione di minuti. E non è necessario scolarsi una bottiglia; questi problemi si presentano molto prima; anche bevendo quantità che ci fanno rispettare i limiti di legge, le nostre capacità sono già diminuite sensibilmente.
    Non mettereste mai acqua nel serbatoio del carburante della vostra auto, perché dopo un po’ non funzionerebbe più; allora non mettete “benzina” nel serbatoio del vostro corpo, se dovete guidare, perché anch’esso smetterebbe di funzionare, più presto di quanto sembri.

    Il cosiddetto “colpo di sonno” è un nemico tra i più infidi. Perché non ci accorgiamo che sta per arrivare e quando arriva siamo già addormentati. Magari può durare pochi secondi; però in quei pochi secondi l’auto è totalmente priva di controllo, il disastro è imminente. Da un certo punto di vista, i problemi sono simili a quelli della guida alcolica: attenzione gravemente compromessa, riflessi pesantemente rallentati, vista appannata, irritabilità eccessiva.
    Generalmente si sa in quale momento si dovrà guidare; quindi è necessario programmare le proprie attività in modo da non arrivare “cotti” quando si deve prendere il volante in mano. In un lungo viaggio è indispensabile fare soste abbastanza frequenti per riposarsi in qualche modo. Se la strada da fare è ancora tanta e vi accorgete di essere proprio troppo stanchi, cercate un albergo e dormite per un giusto numero di ore. Se per qualche motivo non avevate previsto di guidare ma dovete farlo e siete stanchi, trovate delle alternative: mezzi pubblici, un accompagnatore. Insomma, fate di tutto per evitare di mettervi al volante.

    O il tablet, il normale telefono cellulare, il lettore Dvd, quello che vi pare. Ormai la guida distratta sta diventando la prima causa d’incidente stradale un po’ in tutto il mondo. Ma si può sapere cosa diavolo avete di così importante da comunicare al mondo che non può aspettare di essere arrivati a destinazione? Siete tutti capi di Stato in procinto di ordinare un attacco aereo? Loro hanno l’autista. Supermanager alle prese con un imminente tracollo borsistico? Anche loro hanno l’autista. Un po’ di umiltà, il mondo può anche stare senza vostre notizie per qualche minuto o qualche ora. E se proprio è veramente importante e urgente, accostate in un punto sicuro, fermatevi e chiacchierate quanto vi pare. Ma prima di ripartire spegnete.
    L’uso di vivavoce o auricolari è senz’altro un bel passo avanti e vi mette in regola con la legge. Purtroppo è la telefonata stessa ad essere fonte di distrazione, anche se manteniamo le mani sul volante. Quando siamo distratti, non ci accorgiamo di quello che accade intorno a noi. E allora arrivano i guai.

    In pista l’obiettivo è arrivare prima degli altri, quindi si deve superare; ma dato che anche gli altri vanno forte, prima bisogna avvicinarsi il più possibile.
    In strada, no.

    Nessuno ci consegna una coppa se arriviamo prima. Nessuno parlerà bene di noi sui mass media; al massimo potrebbe farlo il prete in chiesa durante il nostro funerale, perché ci siamo schiantati in un incidente.
    In strada o è possibile superare o non lo è. In entrambi i casi, stare attaccati a chi è davanti a noi non ci darà alcun vantaggio ma solo problemi. Non dobbiamo stare a meno di un secondo perché ci serve attivare il DRS. Lasciamo le corse a chi le sa fare.
    Il veicolo davanti a noi ci ostruisce la visibilità. Non vediamo bene cosa accade oltre. Quindi se gli stiamo addosso, se quello frena all’improvviso lo tamponiamo. Se accade ad alta velocità, possiamo lasciarci la pelle.

    Regola semplice per calcolare la distanza minima di sicurezza. Guardiamo la nostra velocità, prendiamo la decina e moltiplichiamola per tre. Ad esempio, stiamo procedendo a 100 Km/h? Allora 10 X 3 = 30; non dovremo mai viaggiare a meno di 30 metri dal veicolo che ci precede. 50 Km/h? 15 metri. 150 Km/h? 45 metri.
    Queste distanze s’intendono sull’asciutto, col veicolo in perfette condizioni e guidatore al massimo dell’attenzione. La distanza minima di sicurezza, prevista dal Codice della strada, è quella che percorre il veicolo nel tempo che passa da quando il guidatore percepisce l’ostacolo al momento in cui inizia a frenare (il cosiddetto tempo di reazione). Quel tempo è stimato in circa un secondo per un guidatore attento.

    A questo si deve aggiungere lo spazio di arresto. Cioè lo spazio che serve al veicolo per fermarsi completamente dal momento in cui comincia la frenata. Questo dipende da tante cose, e ogni auto frena in modo diverso. Però lo spazio aumenta anche di molto col fondo stradale viscido e l’auto in cattivo stato di manutenzione.
    Soprattutto, lo spazio di arresto varia in funzione del quadrato della velocità. Significa che se la velocità raddoppia, serve uno spazio quattro volte superiore. Se a 50 Km/h una buona auto si ferma in 10 metri, a 100 Km/h avrà bisogno di 40 metri, a 200 Km/h di 160 metri.

    Qui non c’è molto da dire, talmente è ovvio. Ma ci caschiamo tutti. Multe a parte, più si va forte, più spazio serve per frenare. In curva una velocità troppo elevata ci spinge fuori dalla traiettoria, cioè andiamo dritti e usciamo di strada con tutto quello che ne consegue. Una frenata troppo violenta farà alzare troppo il posteriore, provocando un testacoda.
    Inoltre, se la nostra velocità è troppo più alta di quella dei veicoli che incrociamo, non diamo agli altri guidatori il tempo necessario di reagire: possono non vederci in tempo e ci tagliano la strada. La colpa in questo caso è anche nostra.

    Se non vediamo bene l’intera situazione davanti a noi, ai nostri lati e dietro di noi, non dobbiamo superare. Punto. Se il camion che ci rallenta ci copre totalmente la visuale, è pericoloso e stupido uscire alla garibaldina e dare gas senza pietà: anticiperemmo solo il frontale. Se cominciamo un sorpasso ma non vediamo bene il punto in cui dobbiamo rientrare, e non riusciamo più a farlo, che succede? A) Attendiamo l’impatto col Tir che ci viene incontro dall’altra parte. B) Ci infiliamo alla disperata costringendo gli altri veicoli a frenare per farci passare, provocando il rischio di un tamponamento a catena. Criminale.
    Se usciamo di corsia per il sorpasso ma non abbiamo guardato lo specchietto e qualcuno stava già superando prima di noi, che succede? Tamponamento. Concorso di colpa. Lo scriveranno sulla nostra lapide, dopo la nostra morte in un frontale provocato dall’uscita di strada dopo il tamponamento. Basta così. Chi vuole capire, capisce.

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