Controlli auto per le vacanze: se tutto è in ordine si viaggia sereni

Controlli auto per le vacanze: se tutto è in ordine si viaggia sereni

Le operazioni più comuni da eseguire prima di partire per un lungo viaggio

da in Consigli motori, Motori
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    Controlli auto per le vacanze: se tutto è in ordine si viaggia sereni

    Apparentemente tutti dovremmo sapere quali sono i controlli necessari da eseguire sull’auto prima di partire per un lungo viaggio, come in occasione delle vacanze estive. Ma allora perché si continuano a vedere ai lati delle strade vetture tristemente ferme col cofano sollevato? Come mai il carro attrezzi non è un ricordo del passato?

    Rinfreschiamoci dunque la memoria su quello che bisogna fare per non incorrere in guasti o incidenti legati alla cattiva manutenzione. Dobbiamo rivolgerci ad un’officina per le operazioni più complesse, tuttavia alcuni interventi sono anche direttamente alla nostra portata.

    Premesso che la manutenzione al veicolo va eseguita regolarmente, se si è lontani dal momento del tagliando programmato la cosa migliore da fare, per evitare seccature e perdite di tempo oltre che per partire con la serenità di avere l’auto in ordine, è quella di portarla dal meccanico di fiducia per fare un controllo generale. Però non si può pretendere di portargli l’auto il giorno prima di partire, magari a sorpresa e negli ultimi giorni di luglio, e chiedere un lavoro immediato. Le code estive sono anche in officina. Questi lavori vanno fatti con un sufficiente anticipo, preferibilmente su appuntamento. Anche perché se è necessario sostituire qualche pezzo, questo andrà ordinato e consegnato. Se lo si fa nei giorni a bollino rosso, rischiate di dover rinviare il viaggio. O di partire con l’auto non a posto, che è anche peggio. L’officina è anche l’unico luogo dove è possibile testare in modo serio l’efficienza di organi importanti come motore, sospensioni e batteria, poi dischi e pastiglie dei freni, filtro dell’abitacolo e gas della climatizzazione.

    Per quanto riguarda i controlli che possiamo fare da soli, al numero 1 vanno messi i pneumatici. Visto il Gran Premio d’Austria del 3 luglio? La Ferrari di Sebastian Vettel che va a sbattere perché si distrugge una gomma in pieno rettilineo? E questi sono pneumatici al più alto grado di evoluzione tecnologica, controllati assiduamente minuto per minuto da costruttore e team. Non c’è ragione quindi per credere che le gomme di un’auto normale, spesso fin troppo trascurate dai proprietari, non possano incorrere in gravi problemi.

    Non dimentichiamo mai che questi oggetti misteriosi hanno fisicamente il compito di mantenere l’auto in strada; da loro quindi dipende nella misura maggiore la nostra vita e quella dei nostri passeggeri.
    Prima di tutto, ispezionare bene il fianco (aiutandosi anche con una lampada) per controllare che non ci siano tagli o rigonfiamenti. Se ci sono, quella gomma è da buttare e si deve andare immediatamente dal gommista a sostituirla: lo scoppio o la foratura sono imminenti. Se vi capita in strada, voi non avete la capacità di controllo di Vettel e non ci sarà nessuna safety car a fermare il traffico che vi viene addosso, ammesso che non vi siate già schiantati rovinosamente.

    Passiamo poi al battistrada. Lo spessore non deve essere troppo consumato. Per legge non deve scendere sotto 1,6 millimetri; la multa va da 84 a 335 euro. Ma il limite legale è solo un’ultima spiaggia. Per viaggiare in sicurezza è consigliabile non scendere mai sotto i 3 millimetri (4 in inverno). Più il battistrada è consumato, minore sarà la quantità d’acqua che è in grado di smaltire. Procedere sotto la pioggia con gomme troppo consumate significa cercare un incidente. Se ci sono problemi economici, allora è meglio considerare l’uso dei mezzi pubblici; nel peggiore dei casi, rinunciare al viaggio. Da morti o paralizzati su una sedia a rotelle il tempo libero tende a diventare eccessivo.

    Lo strumento migliore per misurare la profondità del battistrada è uno spessimetro, si trova a basso prezzo in tutti i negozi di autoricambi. Per un controllo al volo del limite legale si può anche usare una moneta da un euro. La si infila in piedi tra le scalanature; se il bordo esterno colorato è nascosto dalla gomma, allora siamo sopra 1,6 mm.

    L’altro fattore fondamentale da controllare nella gomma è la pressione. La misura va fatta a freddo.

    Il valore deve corrispondere a quello indicato dal costruttore nel manuale d’uso dell’auto per quella misura. Se l’auto è a pieno carico per il viaggio (4 persone e bagagliaio pieno), allora si deve aumentare leggermente la pressione di gonfiaggio, sempre nei limiti indicati dal costruttore. E’ però importante ricordarsi di riportare la pressione al valore standard alla fine del viaggio, quando l’auto è scarica.

    Se la pressione è eccessiva, si rischia un’usura superiore al centro del pneumatico; inoltre, poiché alzandosi solo al centro, diminuisce la superficie di contatto col suolo, peggiorerà anche la tenuta di strada. Una pressione troppo elevata, infine, aumenta il rischio di esplosione (ricordiamoci che al salire della temperatura i gas si espandono, quindi aumenta anche la pressione). Anche la pressione troppo bassa è pericolosa: oltre a consumarsi troppo ai lati, l’abbassamento della gomma impedisce al battistrada di smaltire correttamente l’acqua; invece sull’asciutto la maggiore deformazione peggiora la tenuta di strada nelle curve.
    Per il controllo è meglio usare un manometro professionale, di solito dal benzinaio. Quelli domestici non sono troppo affidabili. Non dimenticate di gonfiare anche la ruota o il ruotino di scorta. Il ruotino va gonfiato a pressioni superiori, anche qui leggere il manuale.

    L’altro controllo rapido e importante che possiamo fare da soli riguarda i livelli dei liquidi, anche questi a freddo e con l’auto ferma su una superficie pianeggiante. Innanzitutto l’olio del motore. Si estrae la classica astina, la si pulisce con uno straccio, la si reinserisce, si estrae di nuovo e si controlla lo sporco di olio tra le due tacche: se è sotto quella del minimo (la più vicina alla punta), si deve aggiungere olio; è meglio non avvicinarsi troppo al massimo, altrimenti si rischia un traboccamento, sempre fonte di problemi.

    Il liquido di raffreddamento (comunemente definito “acqua”, ma oggi ci sono prodotti appositi): si deve individuare l’apposita vaschetta e osservare l’indicatore del minimo (una tacca impressa sulla vaschetta); se è troppo basso, effettuare un rabbocco con un liquido dello stesso tipo. Stesso discorso per l’olio dei freni; qui, se ci sono dubbi, andare subito in officina, ne va direttamente della nostra sicurezza. Infatti in condizioni normali il liquido dei freni non dovrebbe scendere troppo; se lo fa, potrebbe esserci qualche problema nell’impianto. Non va trascurata nemmeno la vaschetta del liquido lavavetri. E’ estremamente fastidioso, oltre che pericoloso, trovarsi a secco quando abbiamo il parabrezza viscido/fangoso nelle situazioni di pioggia scarsa.

    Anche l’impianto luci deve essere mantenuto in efficienza. Purtroppo non possiamo saperlo fino a quando una lampadina non si spegne. Quindi, controlliamo il funzionamento di tutte le luci: fari, fendinebbia, luci di posizione o diurne; al posteriore stop (tutti e tre), fanali, fanalino antinebbia e luci della targa. Per gli stop, è sufficiente posizionare il retro dell’auto vicino ad una qualsiasi superficie riflettente (muro, porta box, vetro, ecc), meglio di sera, e frenare. Si vedrà il riflesso di tutte le luci. Per prudenza è utile portare in auto delle lampadine di scorta se dovessero guastarsi durante il viaggio. Per sostituirle, consultare il manuale. Non è troppo difficile, ma nemmeno immediato. Meglio fare delle prove in precedenza.

    Viaggiare con luci guaste, oltre a comportare multe se vi fermano, è pericoloso per sé e per gli altri: “tanto io ci vedo” è una colossale sciocchezza. Innanzitutto solo i gatti vedono bene al buio; inoltre se qualcuno vi viene addosso perché viaggiate “ciechi”, fa male lo stesso. Sparare gli abbaglianti quando non serve è da incoscienti, perché accecate chi arriva dall’altra parte (che potrebbe anche venirvi addosso proprio perché reso cieco dai vostri abbaglianti). Gli antinebbia servono esclusivamente a vedere meglio le strisce sull’asfalto e i segnali quando la nebbia è veramente nell’aria, non nel cervello di chi guida.

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