Passaggio di proprietà auto: tutte le informazioni

Passaggio di proprietà auto: tutte le informazioni

Procedure, costi e consigli per non avere sorprese durante e dopo la compravendita

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    Passaggio di proprietà auto: tutte le informazioni

    La compravendita di un’auto usata non è un gioco. Poiché l’auto è un bene mobile registrato, significa che è sottoposta a diversi adempimenti burocratici e fiscali. Delle irregolarità nella procedura comporteranno certamente una lunga serie di guai e sappiamo quanto l’apparato pubblico italiano possa diventare persecutorio. Inoltre la recente istituzione del certificato di proprietà digitale non ha reso più facile la faccenda. Ecco quindi un riepilogo dei passi da compiere durante il passaggio di proprietà di un’auto.

    Il venditore deve compilare la dichiarazione di vendita, che si trova prestampata sul retro del certificato di proprietà (CDP). Lo deve fare solo in presenza di un funzionario autorizzato: in Comune, al Pra, alla Motorizzazione, in un’agenzia di pratiche auto riconosciuta come Sportello telematico dell’automobilista, da un notaio. Ci si reca quindi in uno di questi uffici col CDP, la fotocopia di un documento d’identità e una marca da bollo da 16 euro. Si compila la dichiarazione inserendo i dati del veicolo, del compratore, il prezzo concordato e la modalità di pagamento scelta. Il funzionario autentica la firma del venditore. L’autenticazione è gratuita da Pra, Motorizzazione e agenzie. Dal notaio è a pagamento. In Comune si devono pagare i diritti di segreteria.

    Se l’auto ha il CDP digitale, allora per il momento si può solo andare al Pra, poiché attualmente comuni e Motorizzazione non hanno ancora adeguato i loro sistemi informatici a quello nuovo dell’Aci (si chiama GAD, Gestione atti digitali). Si porta il codice d’accesso del CDP insieme alla marca da bollo e la copia del documento d’identità, il funzionario stamperà il CDP (allora a cosa serve averlo digitale? Chissà) e si fa tutto.
    La data riportata sulla dichiarazione di vendita dopo l’autenticazione della firma rappresenta il momento legale di cessione dell’auto. Da quel momento tutte le responsabilità legate al possesso del veicolo (fiscali, civili e penali) passano al nuovo proprietario. Il venditore dovrà fare una fotocopia della dichiarazione (l’originale passerà al nuovo proprietario insieme alla carta di circolazione) e conservarla accuratamente. Servirà in caso di problemi, come cartelle esattoriali per il pagamento del bollo o di verbali di contravvenzione. Con quella, si potrà dimostrare la propria estraneità ai fatti.

    Non esistono altri soggetti autorizzati ad autenticare la firma e senza l’autenticazione l’atto di vendita è illegale. Anche quando si cede l’auto in permuta al concessionario, la procedura è la stessa. Non può essere lui a compiere l’autenticazione. Generalmente un notaio è presente periodicamente all’autosalone proprio per registrare tutti questi atti; altrimenti ci si dovrà obbligatoriamente recare in uno degli uffici sopra citati.

    Non è necessaria la presenza dell’acquirente durante l’autenticazione della firma. Tuttavia, se la transazione avviene tra sconosciuti, è bene che il compratore chieda al venditore di essere presente, per tutelarsi. Se il venditore si oppone, per qualsiasi motivo, c’è sotto qualcosa di losco e allora rinunciate all’acquisto. Ci sono infatti numerosi episodi di truffa proprio su questo aspetto.

    Allo stesso modo, non esistono altri documenti che provino l’acquisto.

    Quindi il venditore non deve mai firmare altre carte eventualmente proposte dall’acquirente. Anche in questo caso, l’insistenza nel proporre la firma di altri fantomatici documenti è indice di probabile truffa in agguato. Per lo stesso motivo, non si deve lasciare all’acquirente il compito di “pensare a tutte le carte”. Questo è proprio uno dei sistemi usati dai truffatori.

    Dopo che il venditore ha fatto autenticare la propria firma nei modi sopra descritti, arriva il momento del pagamento. Il normale assegno bancario o postale è da escludere, perché non ci sono garanzie sulla copertura.
    Per il venditore, il metodo più sicuro sarebbe quello di un bonifico bancario preventivo; una volta controllato in banca l’effettivo accredito, allora consegnerà l’auto. D’altra parte anche il compratore pretenderà giustamente delle garanzie e non vorrà fidarsi a fare un bonifico ad uno sconosciuto senza avere prima l’auto e i documenti. Per lo stesso motivo, il compratore dovrà evitare anche tutti gli altri tipi di pagamento telematico a distanza.
    Quindi l’unico strumento che tutela entrambi (senza il pericolo di portare con sé molti contanti) è l’assegno circolare. Ma attenzione, anche qui ci può essere la truffa: bande organizzate hanno raggirato parecchie persone usando assegni circolari falsi. Quindi si deve fare così: accordarsi per fare lo scambio in un orario in cui le banche sono aperte. Andare entrambi in banca, il venditore con auto e documenti, il compratore con l’assegno; il venditore depositerà immediatamente l’assegno, alla presenza del compratore. Se c’è qualche problema, il cassiere lo troverà subito. Ma se il compratore è un truffatore, non accetterà mai di arrivare a quel passaggio e sarà scappato prima. Una volta depositato l’assegno, il venditore consegnerà immediatamente l’auto, le chiavi, il certificato di proprietà con la firma autenticata sul retro e la carta di circolazione.

    Entro 60 giorni dalla data indicata sulla dichiarazione di vendita l’acquirente è obbligato a registrare al Pra il passaggio di proprietà, è la cosiddetta trascrizione. Può farlo direttamente o, a pagamento, rivolgendosi ad un’agenzia. In ogni caso l’acquirente deve pagare 32 euro per il CDP digitale, 10,20 euro per i diritti della Motorizzazione, 27 euro di diritti al Pra e, soprattutto, l’infame IPT, Imposta provinciale di trascrizione. L’importo è variabile a seconda della Provincia; va da 3,51 a 4,56 euro per ogni kilowatt di potenza dell’auto, secondo la cifra indicata sulla carta di circolazione.
    Il Pra rilascia subito una ricevuta che contiene i dati d’accesso all’archivio informatico dove è custodito il CDP digitale; questo documento va conservato a casa, non in auto; l’ufficio consegnerà anche un’etichetta adesiva da applicare alla carta di circolazione.

    Poiché la registrazione della nuova proprietà avviene in tempo reale, il venditore potrebbe recarsi col compratore allo sportello subito dopo il pagamento, per procedere all’operazione e verificare che tutto sia andato a buon fine. Così come il compratore può chiedere di presenziare all’autenticazione della firma per tutelarsi, per lo stesso motivo il venditore può chiedere di assistere alla trascrizione.
    Organizzandosi bene, si fa tutto nello stesso giorno. Per facilitare e velocizzare ulteriormente il tutto, è sempre possibile rivolgersi ad un’agenzia di pratiche auto per l’intera compravendita. Ovviamente si dovrà pagare il servizio. Le tariffe sono libere, raramente si superano i 100 euro, esclusi sempre i vari bolli e diritti prima elencati.

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