Cellulare alla guida: quando i messaggi sono pericolosi

Cellulare alla guida: quando i messaggi sono pericolosi

Sempre più incidenti a causa di telefonate, Sms, consultazione social e selfie

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    Cellulare alla guida: quando i messaggi sono pericolosi

    La questione dell’uso del cellulare alla guida è una di quelle materie che sconfinano in una zona mista tra la religione e la dipendenza tossica. Nonostante infinite dimostrazioni della sua pericolosità, molte persone scelgono intenzionalmente di credere che non lo sia, perché evidentemente non sono in grado di rinunciare nemmeno per un istante a staccarsi da uno strumento che ormai è diventato un’appendice del loro braccio, quando non addirittura il padrone di loro stessi.

    Per costoro non c’è più nulla da fare, se non sperare di non incrociare la loro traiettoria mentre la loro testa è totalmente assente dalla strada, perché completamente assorbita dall’importantissima telefonata o urgentissimo messaggio o ancora più irrinunciabile aggiornamento sui social network, con o senza selfie incorporato.
    Fortunatamente esistono ancora molte persone che tengono alla propria incolumità; le loro cattive abitudini forse dipendono da informazioni imprecise o incomplete. Questa breve guida è per loro; riassumiamo i motivi per cui usare un telefono mentre si guida è pericoloso e le sanzioni previste dalla legge.

    Qualche numero dovrebbe chiarire le idee. Le statistiche ufficiali più recenti, elaborate da Aci e Istat e riferite al 2014, dicono che la guida distratta è diventata la prima causa d’incidente stradale in Italia, quando la responsabilità è legata ad un comportamento del conducente. Si parla del 16,9% dei casi; più della mancata precedenza o passaggio col rosso (15,8%), più della velocità eccessiva (11,2%).

    Sono aumentate anche le multe per uso improprio del cellulare alla guida: nel 2015 sono state 34.807 contro le 28.521 del 2014, cioè un aumento del 22%. Se esistesse un autovelox del cellulare, i comuni non avrebbero più problemi di bilancio. Quindi l’uso scorretto del telefono mentre si guida si sta trasformando in una vera e propria epidemia. Noi ci riferiamo all’Italia ma all’estero non stanno meglio. Il problema ha una gravità planetaria.

    Sono tante le fonti di distrazione al volante. Usare lo smartphone è una delle peggiori. Perché? Innanzitutto perché con una mano sola non si può controllare l’auto in caso di problemi. Chi sostiene il contrario mente oppure non ha la minima idea di cosa significhi condurre un’automobile o qualsiasi altro veicolo; in entrambi i casi dovrebbe muoversi solo sui mezzi pubblici. Ancora peggio quando addirittura si leggono o inviano messaggi, perché in questo caso si tolgono anche gli occhi dalla strada.

    Diversi studi scientifici hanno dimostrato che mentre si telefona i tempi di reazione disponibili si riducono del 50%; in altri termini, serve il doppio del tempo per reagire di fronte ad un evento imprevisto: una coda improvvisa, un pedone che attraversa la strada, un veicolo che esce da un incrocio, e così via.
    Alcuni test hanno stabilito che a 110 Km/h chi parla al cellulare percorre 14 metri in più prima di fermarsi. Pensate a quante persone si possono travolgere in 14 metri o a quanti veicoli si possono tamponare o a quante barriere stradali possiamo abbattere.

    Altri numeri dedicati ad un’altra malattia infettiva degli ultimi tempi, WhatsApp (ma cambia poco con i tradizionali Sms): per leggere uno di quei messaggi servono mediamente 8 secondi. Sapete quanto spazio si percorre a 50 Km/h in 8 secondi? Circa 111 metri. Immaginate di guidare per cento metri con gli occhi chiusi su una strada piena di auto, moto, bici, pedoni, muri, alberi e precipizi. Perché succede proprio questo: leggendo un messaggio si chiudono gli occhi rispetto alla strada.

    La febbre dei social network. A parte che non si capisce cosa ci sia mai di così urgente su Facebook o Twitter da non poter attendere di essere arrivati a destinazione per essere letto o commentato.

    Ad ogni modo, si calcola che questa operazione richieda circa 20 secondi. A 100 Km/h, una tranquilla andatura autostradale, in 20 secondi si attraversano 555 metri e rotti; come attraversare velocemente cinque campi da calcio con gli occhi chiusi.

    Il record del mondo della stupidità più recente va alla moda dei selfie alla guida. Questa operazione richiede 14 secondi. Sempre a 50 Km/h, regolare velocità urbana, in 14 secondi si percorrono quasi 195 metri. Non serve aggiungere altro.

    L’unico modo legale per comunicare a distanza mentre si guida è farlo avendo le mani libere. Significa usare una connessione che permette di parlare in vivavoce attraverso l’impianto audio di bordo. In mancanza di questo, si può collegare un auricolare. Così non si prendono le multe. E’ vero che è molto meno pericoloso rispetto al tenere il telefono in mano, tuttavia ci si distrae ugualmente. Inoltre, anche i moderni sistemi di duplicazione dello smartphone vanno usati con buon senso. Manovrare le app dal touchscreen di bordo invece che dal display del telefono causa comunque delle distrazioni notevoli. Non c’è niente da fare: guidare richiede concentrazione. Rinunciate al telefono o fermatevi.

    Chiudiamo con quello che dicono le leggi. Il Codice della strada, all’articolo 173, dice che è vietato usare durante la marcia apparecchi radiotelefonici o cuffie; è consentito solo l’uso di apparecchi vivavoce o auricolari, purché il conducente possa mantenere le mani libere e riesca a sentire bene.
    La multa va da 160 a 646 euro e vengono anche tolti 5 punti dalla patente. Se si viene pescati per due volte in due anni, viene anche sospesa la patente fino a tre mesi. In tre mesi possiamo telefonare e usare i social network fino allo sfinimento. Forse è un po’ costoso, ma vuoi mettere la soddisfazione?

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