Come controllare i pneumatici: guida alla manutenzione

Come controllare i pneumatici: guida alla manutenzione
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Ultimo aggiornamento: Martedì 22/11/2016 07:17

    pneumatici

    La manutenzione dei pneumatici non va limitata alla stagione invernale. Anche in primavera e in estate delle gomme in cattivo stato possono creare pericoli molto gravi. Poiché ci avviciniamo al periodo delle vacanze, quando s’intraprendono viaggi anche lunghi, ricapitoliamo le operazioni da eseguire per avere pneumatici sempre in perfetta efficienza, raccolte dagli specialisti del settore.

    Sembra un’ovvietà ma, visto lo stato di trascuratezza dei pneumatici in un numero di veicoli sempre più alto, ricapitoliamo i motivi per cui sono importanti. I pneumatici sono l’unico punto di contatto tra il veicolo e la superficie stradale; sostengono l’intero carico del veicolo, che a volte può arrivare anche a 50 volte il loro stesso peso; trasferiscono al suolo tutti i comandi dati dal guidatore attraverso sterzo e pedali, quindi sono responsabili della tenuta di strada e della stabilità del veicolo; assorbono tutti gli ostacoli presenti sulla strada. Di conseguenza, avere le gomme in cattivo stato rende molto più difficile, quindi più pericoloso, il controllo del veicolo. E’ tutto qui.

    Cominciamo dalla pressione di gonfiaggio. Questo è uno degli elementi più importanti ma anche più sottovalutati nella gestione delle gomme. Il pneumatico sostiene il carico del veicolo, ma è solo l’aria ad impedire che esso crolli sulla gomma, rendendo impossibile la marcia. La pressione deve corrispondere sempre ai valori indicati dal costruttore del veicolo sul libretto d’uso. Se la pressione è insufficiente, il pneumatico tenderà ad appiattirsi, consumandosi più rapidamente ai lati. Soprattutto, l’appiattimento chiuderà gli intagli del battistrada, impedendo il deflusso dell’acqua quando piove. Questo aumenta esponenzialmente i rischi di aquaplaning, cioè la formazione di un velo d’acqua sotto il pneumatico che rende il veicolo totalmente incontrollabile. Inoltre, poiché una pressione insufficiente aumenta la deformazione del pneumatico, ne risulta una peggiore tenuta di strada nelle curve, sia a velocità elevata che in quelle strette, anche su asfalto asciutto. La pressione eccessiva è dannosa come quella insufficiente. In questo caso (il veicolo “si alza”) diminuisce al di sotto del normale la superficie di contatto tra gomma e terreno, compromettendo la tenuta di strada. Se poi la pressione è veramente molto esagerata, durante la marcia (quando le temperature salgono e la pressione aumenta ancora) può esserci addirittura il rischio di esplosione del pneumatico, un evento catastrofico. Dal punto di vista della durata del pneumatico, il sovragonfiaggio provoca un’usura maggiore al centro. Si ha un minore comfort e anche in questo caso la gomma durerà molto meno. Si calcola che il 20% di pressione in eccesso diminuisca la durata di circa 10.000 Km. La pressione va controllata almeno una volta al mese, poiché tutti gli pneumatici sono soggetti ad una perdita d’aria periodica, anche se sono in condizioni perfette e della migliore qualità. Ciò accade perché l’aria esce sempre dalla zona di contatto tra cerchio e gomma e dalla valvola. In un mese la pressione può scendere anche di oltre 0,6 bar. In ogni caso il controllo va fatto prima e dopo un lungo viaggio. Per controllare la pressione serve un manometro. E’ meglio recarsi in officina o alla stazione di servizio, perché gli strumenti hobbystici non hanno la stessa precisione. Generalmente questo servizio è gratuito. Innanzitutto le gomme devono essere fredde: la temperatura aumenta a causa dell’attrito seguente al rotolamento; l’aumento della temperatura provoca un’espansione dei gas, cioè l’aria; se la misura viene rilevata a caldo, si avrà un valore maggiore del normale; significa che le gonfieremo di meno, per cui quando la temperatura scende, avremo un gonfiaggio insufficiente. Dopo aver guidato a lungo, è necessario attendere almeno tre ore perché si raffreddino. Se proprio è indispensabile gonfiarle a caldo, aggiungere 0,3 bar. Una volta raffreddate, rieseguire il controllo e procedere al gonfiaggio corretto. Quando si gonfiano i pneumatici, attenersi alla misura indicata dal costruttore del veicolo. La pressione deve essere uguale tra le ruote dello stesso asse. Se è diversa, il peso del veicolo si sbilancerà sulla ruota meno gonfiata, compromettendo la traiettoria (la macchina “tirerà” nella direzione della ruota meno gonfia) e la stabilità in frenata: infatti, poiché il trasferimento di carico sarà sempre sbilanciato sulla ruota meno gonfia, quella più gonfia avrà meno forza di contatto sulla strada e potrebbe provocare una sbandata, soprattutto in caso di pioggia. Se si deve partire per un lungo viaggio con l’auto a pieno carico, la pressione va aumentata; di quanto, è sempre indicato sul libretto d’uso della vettura. Però quando il viaggio è finito e l’auto è scarica, si deve riportare la pressione al valore normale, altrimenti si hanno i rischi del sovragonfiaggio. Infine, non dimenticare di gonfiare anche la ruota di scorta. Non possiamo mai sapere quando potrà servirci. Poiché si usa solo raramente, essa va gonfiata ad una pressione più alta. Se si tratta del ruotino, cioè quasi sempre, questo va gonfiato ad una pressione ancora superiore, seguendo sempre le indicazioni del libretto d’uso. Comunque, in caso di foratura, la ruota di scorta va usata solo per raggiungere la prima officina, dove si dovrà subito provvedere alla riparazione di quella bucata.

    Il battistrada è lo strato di un pneumatico stradale (le gomme da pista asciutta di solito sono “slick”, cioè lisce) a contatto col suolo; sulle gomme vengono applicati degli intagli dal complesso disegno il cui scopo è, quando piove, incanalare l’acqua e dirigerla verso l’esterno, per mantenere l’aderenza tra ruota e suolo. Il battistrada si consuma progressivamente. Al di sotto di un certo spessore, gli intagli perdono troppo della loro forma e non riescono più a smaltire l’acqua, quindi la marcia diventa pericolosa. Come tutti dovrebbero sapere, la legge (articolo 79 del Codice della strada e articolo 237, appendice VIII del Regolamento di esecuzione del CDS) impone che lo spessore del battistrada non possa mai scendere sotto 1,6 millimetri per gli autoveicoli, 1 mm per i motoveicoli e 0,5 mm per i ciclomotori. La violazione di questa norma comporta una multa da 84 a 335 euro. Tuttavia il limite legale è troppo ridotto per viaggiare veramente in sicurezza. Gli esperti consigliano di non scendere mai sotto i 3 mm in estate, 4 in inverno. Ad ogni modo, il degrado nell’aderenza si avverte in modo significativo già quando il battistrada scende sotto il 50% del suo spessore originario. Come si controlla la profondità del battistrada? Serve uno strumento che si chiama spessimetro. Lo si trova per meno di 10 euro in tutti i negozi di ricambi e accessori. Oggi gli spessimetri sono anche elettronici. Va misurato lo spessore sia al centro che ai lati del battistrada, per capire se l’usura è regolare. In mancanza dello spessimetro, esiste un metodo artigianale ma efficace. Si usa una moneta da 1 euro. La si inserisce nell’intaglio; se si riesce a vedere la parte argentata della moneta, allora lo spessore è ancora entro i limiti di legge. Se l’usura è irregolare, ci può essere qualche problema di allineamento delle ruote o anche di funzionamento degli ammortizzatori. In questo caso è meglio portare l’auto in officina per un controllo generale.

    Se il battistrada scende troppo, oppure ci sono dei danni di altro tipo, si deve procedere alla sostituzione dei pneumatici. Sono in gioco la nostra vita e quella degli altri, entrambe più importanti del portafoglio. Può accadere che l’usura non sia omogenea tra le gomme dei due assi e che quindi sia necessario sostituirne solo una coppia. In questo caso, la cosa giusta da fare è quella meno intutitiva, quella che perfino diversi gommisti giurano che sia sbagliata. Si deve cioè montare la coppia nuova (o comunque quella migliore in caso di semplice inversione) sempre sull’asse posteriore, anche se il veicolo ha la trazione anteriore o integrale. Questo perché in caso di frenata il trasferimento di carico del veicolo va tutto sull’anteriore, di conseguenza le ruote posteriori si trovano improvvisamente molto scariche e hanno una minore forza di contatto sul suolo. Se queste sono usurate, il rischio di sbandata è più alto, soprattutto sul bagnato. Mai eseguire la riscolpitura del battistrada su automobili o moto o acquistare gomme riscolpite per auto o moto (ci sono alcuni operatori poco seri che le vendono). E’ una pratica vietata da alcune norme europee e pericolosissima. Si tratta di eseguire intagli più profondi sul battistrada vecchio. Questo si fa normalmente sugli autocarri, i cui pneumatici vengono appositamente progettati con uno strato supplementare proprio per questo motivo. Ma le gomme per auto e moto non hanno questo strato. Sotto al battistrada c’è solo la carcassa. Marciare in quelle condizioni equivale a provocare un grave incidente entro pochi chilometri. Infine, la vita utile dei pneumatici non è eterna, nemmeno se il battistrada è poco consumato. Dopo i primi cinque anni il battistrada tende ad indurirsi, perdendo progressivamente la sua efficacia. Passato questo periodo quindi, se proprio non si vogliono sostituire, vanno sottoposti frequentemente ad un accurato controllo professionale.

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