Zone a traffico limitato: crescono come i funghi insieme alle strisce blu

Zone a traffico limitato: crescono come i funghi insieme alle strisce blu

Parcheggi a pagamento e Ztl in consistente aumento in Italia. Il record appartiene a Milano

da in Auto, Motori, Traffico
    Zone a traffico limitato: crescono come i funghi insieme alle strisce blu

    Le famigerate ZTL, cioè le zone a traffico limitato, e i parcheggi a pagamento stanno aumentando in modo consistente nelle maggiori città italiane. E’ il risultato di una ricerca del centro studi Continental, elaborata su dati Istat.

    I dati si riferiscono al periodo 2009-2013 e riguardano i capoluoghi di provincia. Non c’è ragione di pensare che nel periodo successivo quelle limitazioni siano diminuite. Le zone a traffico limitate sono aumentate per estensione del 2,3%; i posti (chiamati in burocratese “stalli”) di sosta a pagamento, cioè quelli con le strisce blu, sono aumentati del 12,9%. Ma attenzione: l’aumento dei posti a pagamento non è dovuto alla costruzione di nuovi parcheggi, ma alla trasformazione di quelli gratuiti.

    La città con più ZTL è Milano (chissa perché non ne siamo sorpresi), l’8,37% della superficie comunale; Milano ha anche il record dell’aumento di posti auto a pagamento, anche qui non c’è da stupirsi: 123,1% in più in 5 anni, quindi più che raddoppiati; significa che sono stati dimezzati i posti gratuiti.

    Questa è la ricerca. Ora un punto di vista personale. La strategia di certe amministrazioni è nota e questi dati la confermano: l’auto è un nemico da ostacolare a tutti i costi; ma nel frattempo si deve sfruttare il più possibile per incassare un fiume di denaro da sprecare come sempre in spese cervellotiche e talvolta anche losche, come le ormai numerose inchieste giudiziarie su appalti strani in molti comuni italiani stanno dimostrando.
    Esiste un’unica difesa: ricordarci nome e cognome di politici e partiti che ci perseguitano nelle nostre città e fargliela pagare alle elezioni. Sperando che chi arriverà dopo non sia peggiore. Ma intanto puniamo chi c’è adesso.

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