Multa semaforo rosso telecamera: come difendersi dal T-Red

Multa semaforo rosso telecamera: come difendersi dal T-Red

Norme poco trasparenti ci consegnano nelle mani dei comuni. Abbiamo poche armi

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    Multa semaforo rosso telecamera: come difendersi dal T-Red

    Il T-Red, o anche il suo collega Photored, l’apparecchio che rileva il passaggio col semaforo rosso, è uno degli strumenti più odiati dagli automobilisti e contemporaneamente (proprio per questo, verrebbe da dire) tra i più usati dai comuni per incassare denaro a palate dalle multe.

    Incassare denaro, questa è l’unica motivazione. Perché la sicurezza della circolazione stradale non ha niente a che vedere con questi apparecchi. Se gli enti pubblici avessero veramente a cuore la sicurezza, allora metterebbero delle pattuglie agli incroci per fermare immediatamente i trasgressori. Perché i T-Red non impediscono di passare col rosso; quindi dov’è la sicurezza? La soluzione più logica e definitiva sarebbe sostituire i semafori con rotonde ben progettate; allora sì che gli incidenti agli incroci diventerebbero rari. Ma le rotonde costano, i semafori invece fanno incassare. La spiegazione è tutta qui.
    Anzi, questi apparecchi provocano maggiore pericolo. Perché quando il semaforo diventa giallo in tali incroci, tutti i conducenti o accelerano bruscamente per evitare il rosso o frenano all’improvviso alla linea d’arresto, creando la situazione per tamponamenti anche violenti.

    Inoltre esiste l’incertezza creata, come sempre, dalla poca trasparenza delle norme. Quanto tempo dura il semaforo giallo? Il Codice della strada non lo dice. Prescrive solo, all’articolo 41, che se il giallo è già scattato, ci si deve fermare prima della linea d’arresto. Il codice prescrive anche che i veicoli non devono occupare l’incrocio se non si è sicuri di poterlo attraversare in tempo. Purtroppo questa norma, sebbene sia logica in teoria, si scontra con la realtà di un traffico dove si sta sempre in coda.

    Se si seguisse il codice alla lettera, ci sarebbe la paralisi totale, ancora più del solito.

    Ma i comuni ne approfittano e, invece di agire per velocizzare il traffico, intenzionalmente lo mantengono caotico per rastrellare soldi con le multe. E sono anche responsabili dell’incertezza sulle luci, perché i proprietari della strada hanno la facoltà di deciderne la durata. Esiste solo una circolare del ministero dei Trasporti, la numero 67906 del 2007, che stabilisce una durata minima del giallo di 3 secondi quando il limite di velocità è di 50 Km/h. Nel 2014, rispondendo ad un’interrogazione parlamentare, il sottosegretario Zanetti aveva parlato di 4 secondi nei centri urbani e di 5 secondi agli incroci extraurbani come “pratica operativa”.
    Ma non possiamo fidarci, perché ogni comune fa ciò che gli pare. Quindi dobbiamo fare conto che la durata minima del giallo sia sempre di 3 secondi. Ciò viene confermato anche da una sentenza della Cassazione, la numero 27348 del 23 dicembre 2014, in cui viene sancito che le tutte le multe sono legittime se il tempo minimo del giallo è di 3 secondi.

    Detto questo, va precisato che il T-Red deve scattare due foto: la prima col veicolo oltre la linea d’arresto, la seconda col veicolo al centro dell’incrocio. Quindi se ci si ferma subito dopo la striscia, la seconda foto non viene scattata e quindi non si prende la multa.
    L’unica vera difesa è rallentare molto prima di arrivare al semaforo, in modo da avere il tempo di fermarsi col giallo senza rischiare il tamponamento. Mentre si aspetta il verde, ricordarsi il nome del sindaco che ha messo il T-Red e votargli contro alle successive elezioni. Di più purtroppo non possiamo fare.

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